5 motivi che ci fanno ben sperare nel ritorno di Rafa Nadal

5 motivi che ci fanno ben sperare nel ritorno di Rafa Nadal

Rafa Nadal sconfitto al primo turno agli Australian Open non ha giocato male, ha giocato solo contro un “alieno”. Lo stesso Verdasco, che si rifà della sconfitta subita da Rafa nel 2009 dice “Ho cominciato a infilare vincenti, non so come, era come se chiudessi gli occhi e tutto mi entrava”. Dei cambiamenti nel suo gioco lo renderanno più aggressivo. Parola di “Zio Toni”

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E’ quasi diventata un’immagine famigliare, la foto di Rafael Nadal eccitato che si accinge a giocare il prossimo evento Slam. Poi le sconfitte.

A Wimbledon ha perso al secondo round da Dustin Brown, agli US Open è stata la volta di Fabio Fognini,che lo ha eliminato al terzo round, questa volta è stato schiacciato dal suo probabile futuro compagno di doppio, lo spagnolo Fernando Verdasco al primo round agli Australian Open per 7-6(8-6)4-6, 3-6, 7-6(7-4), 6-2

E’ stata una dolce vendetta per Verdasco, dopo l’epica semifinale persa nel 2009 contro un Nadal che si accingeva a vincere il suo unico titolo Slam in terra d’Australia. Ma l’ex n°1 al mondo non ha mai perso al primo turno di uno Slam in passato.

Ci sono però almeno 5 ragioni per cui il 29enne dovrebbe riguadagnare il suo livello di un tempo.

1. Ha continuato a migliorare dopo gli US Open
Dopo un durissimo 2015, che ha chiuso senza guadagnare neanche un titolo Slam per la prima volta in 10 anni, dopo aver lottato con innumerevoli infortuni e malattie l’anno precedente, Nadal da Settembre ha continuato a migliorare. Ha spazzato via tutti i giocatori del suo gruppo alle ATP Finals di Londra a Novembre, battendo il n°2 della competizione Andy Murray, il re di Parigi Stan Wawrinka, e il compagno spagnolo David Ferrer. Ha cominciato il 2016 con la vittoria al Mubadala World Championship in cui si è imposto su Raonic e la finale a Doha, dove Djokovic gli ha inflitto un facile 6-1, 6-2 in un match a senso unico.

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2. Eppure Rafa non ha giocato male. E’andato contro un giocatore con l’oro vivo addosso
Verdasco ha fatto 90 winner (inclusi 43 dritti e 20 Ace) contro i 37 di Nadal. Il mancino di Madrid ha portato il n°5 del mondo a commettere 38 errori non forzati.
Al servizio sul 2-5 del quinto set, quando Rafa stava servendo per restare in partita, Verdasco ha tirato 4 dritti vincenti di cui 2 risposte al servizio. “Ho cominciato a infilare vincenti, non so come” ha detto Verdasco dopo il match”era come se chiudessi gli occhi e tutto mi entrava” aggiunge. “Ha giocato meglio di me” ha detto Nadal ai reporter”ha giocato con più aggressività, si è preso più rischi. E ha vinto”.

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3. Dopo Melbourne tornerà alla sua amata terra
Anche per il Nadal dei tempi migliori il sintetico blu degli Australian Open è sempre stato una difficile conquista. Dei 14 titoli Slam , 9 vinti sulla terra del Roland Garros, due a Wimbledon sull’erba e due agli US Open sul duro, l’Australian Open è lo Slam dove Rafa ha vinto meno.
Dopo Melbourne il “terraiolo” più di successo della sua generazione, con 47 titoli, tornerà a giocare sulla terra rossa del Rio Open il 15 Febbraio. Prima dei giochi olimpici di Rio giocherà quindi a Indian Wells e a Miami sul cemento americano, per poi tornare alla superficie più lenta dei campi europei in Aprile fino alla fine del Roland Garros in Giugno. Dei risultati positivi sulla terra potrebbero fargli guadagnare fiducia e metterlo sulla buona strada per il resto della stagione, che include fra l’altro Rio Olympics che si gioca sul duro.

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4. Ha lavorato sui cambiamenti nel suo gioco dalla scorsa stagione.
Novak Djokovic è migliorato al servizio e in risposta, diventando virtualmente imbattibile. Roger Federer ha cominciato a prendere la via della rete dallo scorso Wimbledon e poi anche agli US Open. Anche Nadal sta cercando di cambiare il suo gioco. Il suo allenatore da sempre “Zio Toni”ha comunicato al sito dell’ATP World Tour alla fine dell’anno che sta allenando il nipote per renderlo più aggressivo negli scambi. Scambi che oggigiorno si vincono nei primi 4 colpi, come dice l’esperto in statistica degli Australian Open Craig O’Shannessy sul sito dello Slam. “Mi sono allenato in modo differente, ho cercato di stare più dentro al campo” dice Nadal “E’ ovvio che i cambiamenti non sono cosa facile, specialmente è difficile applicarli in partita, ma il fatto è che se non ci riesco per me è la fine”

5. Fisicamente sta bene
Il tipo di tennis di Nadal basato soprattutto sul fisico, teso ad annientare l’avversario con lunghi scambi ha fatto pagare un caro pedaggio al suo corpo negli anni. E’ sembrato più lento nel 2015, ma contrariamente a ciò che è stato nel 2009 e nel 2014 attualmente non sta combattendo con gli infortuni. Nadal è sempre stato un giocatore che ha bisogno di molto allenamento. Ora che sta bene può allenarsi con più intensità e più a lungo.

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2 commenti

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  1. Michele Alinovi - 2 anni fa

    Hai ragione Libra, correggiamo la svista. Concordiamo con la tua riflessione.

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  2. Libra - 2 anni fa

    “Ma l’ex n°1 al mondo non ha mai perso al primo turno di uno Slam in passato.”
    Wimbledon 2013 vi dice niente?

    Comunque è vero che Nadal ora è in buona salute, che sta migliorando da settembre e che ha perso contro un indemoniato Verdasco, ma giocare così può andar bene per un Top25, non certo per un campione come lui.

    La questione alla fine è solo che tutti i giocatori devono evolvere intorno ai 30 anni e se non lo fanno sono spacciati. Federer ci è riuscito dopo il tremendo 2013, vedremo se Nadal saprà fare altrettanto.

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