Wimbledon dice no alla corruzione nel tennis

Wimbledon dice no alla corruzione nel tennis

L’All England Lawn Tennis Club sostiene il piano anti corruzione stilato da un recente studio dell’IRP.

di Sebastiano De Caro, @seba_de_caro

Le più alte cariche di Wimbledon sostengono il progetto di ristrutturazione dei tornei tennistici minori per dire basta al fenomeno match fixing.

Un recente studio approntato dall’Independent Review Panel’s ha rivelato che le competizioni di livello più basso hanno fornito ai giocatori terreno fertile per la corruzione legata alle scommesse. Il problema più grande, afferma l’IRP, deriva dal fatto che numerosi tennisti, assidui frequentatori di circuiti Challenger e Futures, non ricavano abbastanza dai tornei per sostenere spese di viaggio, attrezzatura ed eventualmente staff tecnico. Ecco che il report ha pianificato la creazione di una struttura indipendente per vigilare sull’integrità del gioco, nonchè un nuovo approccio tra tennis e betting: abolizione dei dati ufficiali sui punteggi nei tornei minori e cancellazione di partnership commerciali con le agenzie di scommesse.

Richard Lewis, CEO dello Slam britannico, ha mostrato pieno appoggio verso le proposte dell’IRP: “L’All England Lawn Tennis Club sostiene il progetto indicato nel report fornito dall’Independent Review Panel’s. Siamo pienamente favorevoli ad una rivisitazione del tennis professionistico, è assurdo definire alcuni giocatori ‘professionisti’. Abbiamo esercitato per anni pressione su tutti quei tennisti che non guadagnano abbastanza denaro per coprire spese di ogni genere. È necessario discutere con l’ITF su quale livello dovrebbe essere riconosciuto professionistico, su questo punto non siamo molto distanti“.

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