Il migliore investimento di John Isner

Il migliore investimento di John Isner

Sfatiamo dei miti: non tutti gli italiani mangiano solo pasta e pizza, e non tutti gli americani solo hamburger e hot dog. John Isner ha infatti dichiarato all’ATP di aver fatto l’investimento migliore della sua carriera assumendo un chiropratico, che lui stesso ammette essere uno dei segreti del suo successo come tennista, insieme a una dieta estremamente controllata e a un’attenta cura del suo corpo. E pensare che Agassi si strafogava di hamburger…

di Gabriele Congedo

John Isner, nei suoi 12 anni di carriera nel circuito ATP, ha guadagnato qualcosa come 14 milioni di dollari solo in prize money, cifra che è stata abbondantemente rinfoltita (assieme alla sua posizione in classifica) dal recente trionfo al Miami Open, il primo titolo in un Master 1000 della sua carriera.

Tuttavia, alla domanda su quale sia stato il migliore investimento fatto in carriera, Isner non ha dubbi: si tratta dell’assunzione di una persona che viaggia assieme a lui ogni settimana, ossia il suo chiropratico Clint Cordial. L’americano ha inziato a viaggiare con Cordial fin dal 2012, e attribuisce a lui, che possiede una società di terapia fisica, chiropratica e massaggi a gestione familiare nel Montana, parte dei meriti per averlo aiutato a stare in forma e a ottenere i suoi più importanti successi.

E’ l’investimento più intellifente che io abbia potuto fare. Grazie a lui, il mio fisico è sempre a posto, io sono in salute e posso scendere in campo dando il meglio. Se il mio fisico non è al 100% in salute, non potrei fare quello che faccio” ha dichiarato il 33enne americano alla conferenza stampa di Lunedì, antecedente l’inizio del torneo di Houston. Isner lavora sodo anche per conto proprio, quando è a casa sua a Dallas, o quelle volte in cui si reca a un torneo senza la presenza di Cordial.

“Sto molto attento a quello che mangio, mi prendo cura di me stesso e del mio corpo. Sollevare pesi è gran parte del lavoro, perchè rinforza il mio corpo, specialmente la parte bassa”. E il lavoro sta chiaramente dando i suoi frutti. Isner si presenta al torneo ATP 250 di Houston, l’unico su terra rossa in tutto il nord America, da testa di serie numero 1, in un torneo che ha giocato ogni anno della sua carriera. Eppure, la terra sembrerebbe sulla carta sfavorire un tennista così alto, ma non sembra essere così per Isner, che compirà 33 anni il 26 di questo mese. “Quando è una giornata calda, la terra diventa leggermente più veloce, e la pallina rimbalza più alta: questo è perfetto per me, così posso ottimizzare il mio servizio per la maggiore velocità del campo, ma anche ottimizzare il mio gioco con rimbalzi più alti. E alla fine diventa un tipo di situazione in cui, più giochi, più prendi confidenza con la nuova superficie”.

Isner, raggiante per il successo appena ottenuto a Miami, non vede l’ora che inizi la stagione primaverile su terra rossa, partendo appunto dal torneo di questa settimana in Texas: “Non vedo l’ora che inizi la stagione su terra! Giocherò qui a Houston, poi prenderò un po’ di tempo per riposarmi e dedicarmi a prendermi cura del mio corpo, per essere in forma per i tornei europei sul rosso”. Cordial, comunque, non sembra essere la sola ragione del successo di Isner, che ha recentemente sposato Madison McKinley lo scorso Dicembre, e ha dichiarato che la sua vita è ulteriormente migliorata da allora.

John Isner con la moglie Madison McKinley. Ma come faranno a darsi un bacio?
John Isner con la moglie Madison McKinley. Ma come faranno a darsi un bacio?

Ci sono cose nella mia vita ben più importanti del tennis. Ovviamente il tennis è una parte fondamentale, mi ha dato l’occasione di lavorare praticando uno sport, e questo è incredibile. Sono molto fortunato per questo, ma posso dire che il tennis non sia l’aspetto assolutamente più importante della mia vita”.

Dunque, il caso di Isner è un’ulteriore dimostrazione di quanto, nel tennis moderno, non solo l’allenamento, ma anche una dieta equilibrata e la cura del proprio corpo siano estremamente importanti nelle prestazioni di un atleta. Pensare che Isner viene dal Texas, lo stato numero due negli U.S.A. per numero di McDonald’s, e il numero 8 per percentuale di obesità. Tutto ciò per sfatare quei banali stereotipi per cui, così come non tutti gli italiani mangiano solo pasta e pizza ogni giorno (e credetemi, vivendo all’estero lo sento dire continuamente), non tutti gli Yankees divorano solo hamburger e hot dog. Well done, John!

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