Ion Tiriac: “Se il torneo non sarà più necessario per Madrid cambierà sede”

Ion Tiriac: “Se il torneo non sarà più necessario per Madrid cambierà sede”

Il magnate rumeno, proprietario del Master 1000 di Madrid, ha parlato ai microfoni di Marca della possibilità di un cambio di sede del torneo. Nel 2021, infatti, scadrà la concessione del Comune della capitale spagnola e le autorità dovranno decidere se rinnovarla o costringere la manifestazione a spostarsi in un altro luogo.

di Pierluigi Serra, @pierluigi_serra

L’ascesa nel tennis che conta del torneo di Madrid è stata repentina e sensazionale; nato nel 2002, il Mutua Madrid Open è il più “giovane” tra i Master 1000 e, da quest’anno, è anche la manifestazione tennistica con il montepremi più alto a questo livello. Gran parte di questo successo è dovuto all’ottima e proficua sinergia instauratasi tra il torneo e la città di Madrid, con le istituzioni statali a svolgere un ruolo fondamentale. L’accordo con il Comune della capitale spagnola, tuttavia, scadrà nel 2021 e, a quel punto, toccherà alle autorità decidere se continuare questa collaborazione o meno.

Sull’argomento si è recentemente espresso Ion Tiriac, ex tennista e magnate rumeno proprietario dell’evento, dichiarando la sua volontà di voler mantenere il torneo nella sua sede madrilena: “Dal mio punto di vista l’ideale sarebbe continuare qua per altri venti anni, ma se ciò non fosse possibile e il torneo non si rivelasse più necessario per Madrid non potremmo rimanere. Non capisco le motivazioni di chi non vuole che il torneo rimanga a Madrid nel momento in cui questa manifestazione porta denaro alla città e alla Spagna. La città non ci rimette nulla, anzi, guadagna. In ogni caso non sono io a doverlo capire, ma le autorità competenti. Io devo assicurare che il torneo continui, che sia qui o da qualche altra parte”.

Lo scorso anno il torneo ha creato un indotto di ben 107 milioni di euro per la città spagnola, un risultato straordinario, che lo stesso Tiriac rivendica con orgoglio, sottolineando le difficoltà che un cambio di sede potrebbe comportare: “Per costruire un torneo di questo genere ci vogliono tre anni. Bisogna fare due stadi, uno da 18.000 posti e un altro da 10.000… è una cosa che non si può realizzare in così poco tempo. In 17 anni, con questo torneo, ho fatto cose che altri fanno in 50 o 100 anni. Non siamo il torneo più grande, ma, con tutto il rispetto per gli Slam, lo siamo a livello di qualità”.

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