Marc Lopez ” E’ grazie a Nadal se sono ancora un tennista”

Marc Lopez ” E’ grazie a Nadal se sono ancora un tennista”

Marc Lopez racconta come dopo un inizio promettente nel tennis abbia continuato negli anni a perdere ranking e entusiasmo. Sennonchè una telefonata di Rafa gli ha aperto la prospettiva di giocare in doppio con lui e di cominciare una nuova carriera da doppista

Il tennis regala a volte delle belle storie. E’ il caso di quella che riguarda Marc Lopez e Rafa Nadal.

NEL 2004 UNA PROMESSA DEL TENNIS SPAGNOLO – Nel 2004 Marc Lopez era un giovane spagnolo molto promettente. A 22 anni, raggiunge la semi  all’ATP di Stoccarda, e diventa numero 106 al mondo ma da lì non è più riuscito a migliorare deludendo le aspettative della Spagna dei grandi campioni . Tanto che a 26 anni, nel 2008,  Marc Lopez aveva anche pensato di ritirarsi anche in ragione del fatto che viaggiare come n 200 del mondo può essere oltre che frustrante anche oneroso “Sentivo di aver perso il treno.”ha confessato Lopez a “El Periodico”

NEL 2009 LA TELEFONATA DI RAFA – Poi qualche mese prima della stagione 2009 ricevette una telefonata da  Rafa Nadal in cui gli chiedeva di essere il suo compagno di doppio a Doha: “Mi ha tirato fuori dal pozzo. Mi ha chiesto di giocare in doppio a Doha. Abbiamo vinto il torneo e questo mi ha spinto a continuare almeno per un altro anno. Tutta questa storia è stata tenuta un po’ nascosta ma è la verità. Molte delle cose che ho fatto le ho fatte grazie a Nadal e ne è valsa la pena. Nel doppio ho fatto cose che in singolare non mi sarei potuto nemmeno sognare di fare. Non avevo mai giocato la Coppa Davis, né le Olimpiadi, né un Masters o delle finali Slam o di tornei importanti. Sono passato dal lasciare il tennis ad avere quest’anno la mia miglior stagione.”

A RIO 2016 L’ORO OLIMPICO – Quest’anno a Rio i due hanno vinto addirittura l’oro olimpico in doppio e Marc non lesina elogi nei confronti del n°1 di Spagna “Nadal è un giocatore unico come pochi al mondo e nella storia del tennis. Non è un doppista nato ma giocare a fianco a lui dà una sicurezza incredibile. Sai che nei momenti importanti non sbaglierà. Alle Olimpiadi ho avuto la fortuna di giocare col miglior compagno possibile e ne ho approfittato. E pensare che dovevo neanche giocare con lui se non fosse stato per la rinuncia di Verdasco.”

E proprio nella finale dei giochi Olimpici contro Florian Mergea e Horia Tecau, il duo spagnolo era sotto 4-3 e aveva subito un break nel terzo set, quindi era praticamente a due game dalla sconfitta: “E’ stato durissimo, un match molto teso. Rafa era motivatissimo. E’ arrivato a Rio senza essere in forma e con problemi al polso. Ha fatto un grande sforzo dopo aver rinunciato a Wimbledon. Credevo che non avrebbe vinto l’oro con me. E’ stato incredibile ciò che ha fatto. Dormivo con lui e vedevo tutto ciò che faceva per superare il dolore e la stanchezza accumulata giocando singolo e doppio. Vederlo era stressante, per la tensione e la pressione che aveva.”

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy