Novak Djokovic e il suo “regno del terrore” a Parigi

Novak Djokovic e il suo “regno del terrore” a Parigi

L’ultimo Masters 1000 dell’anno solare è passato dall’essere il torneo delle opportunità e delle sorprese ad essere la roccaforte inespugnabile del numero uno del mondo. A Bercy non c’è posto per le favole.

Un tempo Parigi-Bercy era per molti giocatori quello che l’America è stata per i migranti: la terra delle opportunità. Infortuni, cattiva forma e Masters dietro l’angolo erano buoni fattori per far spazio ad altri protagonisti: è l’unico torneo dove riusciva ad avere successo chi, fino a quel momento, era accovacciato all’ombra dei grandi tennisti. Nel palmarés, ovviamente, sono presenti grandi protagonisti di questo sport, ma nessuno è riuscito mai a dominare al Palais Omnisport, neanche per un breve periodo di tempo.

IL MASTERS DEGLI OUTSIDER – Era così bello il torneo. Quanta imprevedibilità. Anche quando si presentavano gli attori più famosi del circuito, in questo caso Federer, Nadal, Djokovic e Murray, non era affatto scontato che uno di loro sollevasse il trofeo il finale. In particolare, sono stati i francesi ad esaltarsi in questo torneo e a mostrare le loro notevoli abilità: Tsonga, Llodra, Clément e Benneteau sono solo alcuni dei giocatori grazie al quale Parigi-Bercy verrà ricordato come un torneo ai limiti dell’imprevisto. Già, imprevisto: chi non ricorda l’unico Masters 1000 vinto da Tomas Berdych proprio qui? O il grande David Nalbandian, altro vincitore a sorpresa in questo stadio. E poi ancora David Ferrer, Robin Soderling e altri campioni. Per non parlare poi di quelli che non hanno vinto ma hanno avuto ruoli importanti come Gael Monfils, Ivan Ljubicic, Michael Llodra, Tommy Robredo ed il polacco di cui tutti hanno dimenticato l’esistenza: Jerzy Janowicz, finalista nel 2012. Parigi-Bercy ora non è una favola alla portata di tutti. Parigi-Bercy è il regno di Novak Djokovic.

IL FORTINO DI NOLE – Dal 2013 nessuno ha vinto oltre a lui. La sua striscia si estende fino al 2015, tre titoli consecutivi nella capitale francese. Grazie a questa striscia è diventato il tennista di maggior successo in questo torneo. L’ultimo, prima del serbo, ad alzare il trofeo di Parigi-Bercy è stato David Ferrer durante un’edizione indimenticabile: non solo è stato il primo Masters 1000 dello spagnolo, ma c’è stato spazio anche per la favola di Jerzy Janowicz. Il gigante di Lodz, in quel magico 2012 è arrivato in finale, battendo avversari del calibro di Andy Murray.

POKER, AND COUNTING… – Ora è Djokovic il re di Parigi. L’ultima sconfitta risale al 2012, per mano del potente americano Sam Querrey, lo stesso che l’ha fatto fuori da Wimbledon quest’anno. Quella sconfitta è stata a dir poco strana: 6-0 per Djokovic nel primo set, ma l’americano è stato bravissimo a ribaltare il match con il risultato di 7-6 6-4, una notte di Halloween coi fiocchi. Nel 2013 Djokovic ha vinto il suo secondo titolo qui sconfiggendo David Ferrer in finale, mentre nel 2014 ha battuto agevolmente Milos Raonic. Nel 2015, con un po’ di problemi in più, è comunque riuscito a collezionare uno splendido poker a Bercy. 21 set vinti consecutivamente, and counting.

PARIGI, IL GUSTO DELLA DOLCEZZA – Il rapporto di Djokovic con Parigi non poteva che migliorare, da quando, nel 2009, aveva sconfitto Gael Monfils in finale in una partita da infarto. Poi, molte delusioni e sconfitte inattese, fino ad ora. Djokovic ama Parigi, soprattutto da quando è riuscito a completare il Career Grand Slam vincendo qui il Roland Garros quest’anno. Non sembra che, nel 2016, il serbo abbia intenzione di permettere la scrittura di una nuova favola. Parigi è tua e ti appartiene.

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