Robredo sprecone, Murray conquista Shenzhen

Robredo sprecone, Murray conquista Shenzhen

Si è disputata oggi la finale dell’ATP 250 di Shenzen, torneo cinese che precede i più importanti Pechino e Shanghai. A contendersi la vittoria e il massimo prize-money sono stati lo spagnolo Tommy Robredo e il numero 11 del mondo Andy Murray. Ad avere la meglio è stato proprio lo scozzese, rimontando clamorosamente un set di svantaggio e annullando una miriade di Championship point allo spagnolo. Il punteggio finale recita: 5/7 7/6 6/1 in favore del tennista d’oltremanica.

Per Murray, però, la partita non inizia sotto i migliori auspici, dato che nel game inaugurale perde immediatamente il servizio, alla terza palla break concessa. Robredo, forte del vantaggio acquisito, amministra in scioltezza, fino a che, come un fulmine a ciel sereno, perde a sua volta il turno di battuta riequilibrando il conto dei game. Entrambi nei game successivi hanno avuto delle possibilità per passare avanti conquistando un break, ma nessuno dei due sfrutta le suddette occasioni.

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A fare il colpaccio per primo è Robredo, che nell’ultimo game di servizio di Murray, si procura due palle break, sfruttandone infine una. Nel suo successivo game di servizio tiene agevolmente la battuta a 15, e si aggiudica dunque il primo parziale. In questo set l’efficacia al servizio è stata simile per entrambi i giocatori, e a fare la differenza sono stati unicamente degli episodi, che alla fine hanno premiato proprio lo spagnolo.

Il secondo set si apre in modo più equilibrato del secondo: entrambi i giocatori mantengono i propri turni di servizio con facilità. Solo nel sesto game Robredo concede qualcosa in più a Murray, che, dal 40/0, mette a segno cinque punti di fila, strappando quindi il servizio all’avversario. Il 32enne di Hostalric però non si perde d’animo e nel gioco successivo pareggia il conto dei break. Da quel momento entrambi tengono il servizio senza difficoltà, eccezion fatta per Robredo nel decimo gioco, dove concede due set point allo scozzese, entrambi vanificati con autorità.

Si arriva perciò al tie-break. C’è una girandola di mini-break, culminati con cinque match-point per Disco Tommy, ma non riesce a concretizzarne neanche uno. È risaputo che in casi come questi, quando si hanno tutte queste occasioni non sfruttate, si subisce una rimonta mentale dall’avversario. È infatti Murray al terzo set point a vincere questo set. Dopo l’ultimo punto lo scozzese punta il proprio dito sulla tempia, a conferma della sua solidità mentale avuta in questo scampolo di partita.

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Anche in questo set i due tennisti si sono equivalsi sotto il piano dell’efficacia al servizio e in fase di risposta. La tenuta mentale è stata la discriminante tutta a favore del tennista d’oltremanica.

Lo scoraggiamento assale Robredo e ora l’inerzia del match lo ha abbandonato. Nel terzo set parte subito male, cedendo malamente il servizio al suo avversario. Nei turni di risposta non è affatto pericoloso e sembra ormai aver gettato la spugna: anche la sua caratteristica di correre su tutte le palle non lo aiuta, rinunciando spessissimo ad andare a colpire e regalando quindi i punti al suo avversario. Cede altri due turni di servizio allo scozzese, di cui l’ultimo gli risulta fatale per la sconfitta. Murray attesta il risultato sul 6/1, senza che Robredo abbia mai avuto la possibilità di rientrare in partita.

Qui la differenza di realizzazione è lampante: solo il 13% di punti vinti con la seconda e appena il 58 con la prima, a differenza dell’inglese che vince tutti i punti con il primo servizio e tre punti su quattro con la seconda. È stato decisivo quel passaggio a vuoto nel tie-break del secondo set, che ha demotivato Robredo e non gli ha permesso più di rientrare in partita.

Da lunedì Murray avanza di una posizione nella Race, portandosi quindi alla decima posizione, sperando che possa entrare a fare parte dei Top 8 entro fine anno.
Di Simone Marasi

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