Donna Vekic, il futuro del tennis targato Croazia

Donna Vekic, il futuro del tennis targato Croazia

Nata a Osijek il 28 giugno 1996, Donna Vekic nonostante la sua giovanissima età, vanta già un titolo WTA e quattro tornei ITF. La croata a livello juniores ha raggiunto la ventesima posizione mondiale riuscendo a spingersi fino ai quarti di finale a Wimbledon in singolare e le semifinali in doppio insieme ad Aljaksandra Sasnovi?. Poco più tardi viene proiettata nel mondo professionistico dove ottiene un importante risultato al Tashkent Open 2012: dopo aver superato le qualificazioni, arriva sino alla finale per poi arrendersi a Irina-Camelia Begu con un doppio 6-4.
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Donna fa il suo esordio nei tornei del Grande Slam agli Australian Open del 2013, nei quali supera il primo turno sconfiggendo Andrea Hlavá?ková ma si deve arrendere al match successivo contro l’ex numero uno al mondo Caroline Wozniacki. Lo stesso anno, poco prima del suo compleanno, perde la finale del torneo di Birmingham giocato su erba, contro la slovacca Daniela Hantuchová in due set.

L’anno dopo conquista il suo primo torneo WTA vincendo il titolo a Kuala Lumpur contro la slovacca Dominika Cibulkova, autrici di una partita tiratissima terminata il punteggio di 5-7 7-5 7-6(4). Nella giornata appena trascorsa Donna Vekic ,al primo turno del Roland Garros, da numero 170 del mondo si è presa la soddisfazione di raggiungere per la prima volta il secondo turno ma soprattutto di battere la padrona di casa Caroline Garcia (numero 28 del ranking mondiale) con il punteggio di 3-6 6-3 6-2.
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Il prestigioso Philippe-Chatrier ha visto così uscire di scena una delle sue beniamine, ma bisogna dare merito della grandissima prova della Vekic che, piazzando ben 29 vincenti sfruttando il 63% delle palle break (5 su 8) e vincendo 93 punti sui 174 totali, si è aggiudicata il pass per il secondo turno. La vittoria di ieri della giovane croata è l’ennesima dimostrazione che, nel mondo femminile, le giovani non mancano e sono pronte a far sentire la loro voce conquistando, a suon di ruggiti l’olimpo del tennis.

Di A.Ravanelli

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