Il commovente ritorno di Venus Williams ad Indian Wells

Il commovente ritorno di Venus Williams ad Indian Wells

Venus Williams ha annunciato, durante la seconda settimana dello Slam australiano, che tornerà ad Indian Wells. Ad un anno di distanza da sua sorella, l’americana ha deciso definitivamente di mettere fine ad un capitolo angusto e terribilmente avvilente della sua carriera, tornando nel luogo che 15 anni fa, la vide emarginata e psicologicamente prostrata.

Un giorno, sentiremo la sua mancanza. Venus Williams ha rappresentato un passaggio tra epoche che difficilmente risulterà mai più così netto in futuro tra le nuove generazioni di tenniste emergenti. Un passaggio dal tennis degli anni ’90, simbolo di leggiadria, e compostezza tecnica, ad un tennis fatto di potenza, anticipo, ed atletismo sfrenato. Una rivoluzione supportata dalle ambizioni di un padre-padrone, che è partito da un piccolo quartiere americano, tra le sparatorie, e che ha reso la sua storia irripetibile, e suggestiva.

Ma una notizia è piombata a ciel sereno, qualche settimana fa, tra il trambusto degli Australian Open. Tra il dominio impareggiabile di Novak Djokovic, la rinascita di Martina Hinghis e la sportività di sua sorella Serena, c’è stato spazio anche per un’ulteriore pagina di storia. Anch’essa altrettanto commovente.

Durante la seconda settimana del primo torneo del Grand Slam, Venus ha annunciato che tornerà, dopo ormai più di quindici anni, a Indian Wells, in California. Lo ha fatto con molto meno clamore, rispetto a quanto fece Serena un anno fa, che d’altro canto si mise a nudo in un’intervista malinconica, nella quale si dimostrò più umana di quanto chiunque potesse pensare. “Lo faccio per combattere un’ingiustizia, e per la mia famiglia”. Nella sua autobiografia “On the Line”, l’americana aveva infatti raccontato con angoscia e vergogna, l’episodio che nel lontano 2001 segnò profondamente la sua esistenza e mutò la sua percezione del mondo.

Quanto a Venus, all’epoca, ci furono una serie di speculazioni sulla vicenda, che nel corso degli anni più volte l’hanno costretta a tornare sull’argomento, anche se lei in cuor suo non avrebbe voluto. Avrebbe voluto semplicemente buttarsi tutto alle spalle, dimenticare le sofferenza di quella giornata e voltare pagina. Forse quello che è più eloquente circa il suo approccio alla situazione, la campionessa lo esprime in “Come to win”, una serie di vignette su dirigenti d’azienda, artisti e “visionari”, che stima. Dar voce a chi sa di poter esprimere qualcosa di interessante.

“Sono fortunata di essere arrivata ad un punto della mia carriera in cui non ho più nulla da dimostrare,” affermo Serena l’anno scorso. E lo stesso vale per Venus, verrebbe da dire.

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Sì, la Venere Nera prende coscienza dei cambiamenti avvenuti nel corso degli anni, ed omaggia l’evento di Indian Wells della sua presenza, per la prima volta in 15 anniQuesto segnale è molto più che la fine di un boicottaggio, però. Ed è certamente più di una tappa del tour negli States. Questo è il perdono per un torto che l’ha segnata profondamente, a livello personale e di identità etnica. Questa è una di quelle cose che vorresti sempre fare, ma per le quali ti manca sempre un pizzico di coraggio. Sarà uno di quei momenti in cui l’umanità e la saggezza oscureranno l’evento sportivo, ponendolo in secondo piano.

La vittoria , tuttavia, non sarà un match vinto in più, o un trofeo in aggiunta ad un palmarès già di per sè straordinario. La vittoria concreta, reale e tangibile, per Venus, sarà poter dimostrare a tutti che non c’è odio razziale che tenga, che non vi sono discriminazioni capaci di scalfire definitivamente l’animo umano. La desolazione, il senso di vuoto che attanaglia chi subisce un’umiliazione di questo tipo, sono aspetti che, una volta interiorizzati, creano una nuova visione della realtà e permettono di affrontarla con maggior sicurezza.

Così come la vittoria, Venus ha conosciuto anche la sconfitta. Le sue sconfitte più significative sono avvenute proprio con sua sorella, l’anima gemella con la quale ha condiviso le gioie ed i dolori della vita. Ma in una vita rocambolesca e disincantata come la sua, il tennis ha avuto solo in parte un posto di primaria importanza; nulla rispetto alla perdita di una sorella a causa della violenza , oppure alla consapevolezza delle propria malattia autoimmune. La fine della sua carriera arriverà. Come per ogni grande atleta, è semplicemente una questione di tempo.

La sua esistenza è stata un ciclo interminabile e continuo di alti e bassi, in cui ha trionfato la sua assoluta determinazione e capacità di reagire a batoste che avrebbero segnato chiunque altro. Una campionessa composta, elegante, che dietro ai sorrisi cordiali e magnetici, nasconde una forza di volontà tipica di chi ha sofferto e si è rialzato. E che lotta ogni giorno, contro se stesso, e contro le ingiustizie.

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