La calda estate di Eugénie Bouchard

La calda estate di Eugénie Bouchard

 E’ stata la grande rivelazione del 2014, un talento destinato a cavalcare l’onda delle grandi. In questa stagione però, Eugenie Bouchard, non ne ha indovinata una: undici sconfitte nelle ultime tredici partite, l’ultima a Wimbledon dove difendeva la finale. La canadese è attesa da un’estate di lunghe riflessioni.
di Lorenza Paolucci

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Mi prenderò un po’ di tempo per riposarmi ed una pausa dal tennis“, queste le parole di Eugenie Bouchard, ex n. 5 del mondo, ora fuori dalla top 20, all’indomani della sconfitta nel primo turno di Wimbledon. L’ennesima maturata in questo 2015, dove la si è vista protagonista più sulle copertine patinate che sui campi da tennis.

Sì, perché Eugenie è una ragazza dalla rara bellezza, 1 metro e 78 di freschezza e talento, di quelle che fanno sfregare le mani agli sponsor. Sembrava per questo, in tutto e per tutto dover seguire le orme di Maria Sharapova, suo idolo da ragazzina ma al contrario della siberiana Eugenie non sta dimostrando esattamente di essere un baby-talento.

Eppure, sembrava fosse un tipo precoce: nel 2012 vinse Wimbledon junior e nel mondo delle grandi non si è fatta pregare, raggiungendo nella scorsa stagione due semifinali ed una finale proprio a Londra. Poi da quell’estate le cose sono cominciate ad andare un po’ male, Eugenie si è smarrita, senza più riprendersi. Perde a Montreal, nel suo Canada per 0-6, 6-2, 0-6, da una certa Shelby Rogers, con l’allora coach Nick Saviano, incredulo in tribuna. Quel match rappresento’ l’inizio di un’involuzione senza fine, che la porta a “divorziare” da Saviano, dichiarando di avere bisogno di qualcuno che l’aiutasse a vincere uno Slam, dopo esserci andata tanto vicina.

Il prescelto sarà Sam Sumyk, coach di Vika Azarenka, che non gradirà per nulla il fatto di vedersi sottratto la propria guida tecnica. Alla luce dei risultati il sodalizio tra Bouchard e Sumyk sembra essere stato un fallimento e viene da pensare, che come nelle migliori storie di tradimenti, Vika se la starà ridendo e non poco.
Ma il punto più basso la canadase lo ha toccato in Fed Cup, quando durante la presentazione delle squadre prima del match tra Canada e Romania, si rifiuto’ di stringere la mano all’avversaria Alexandra Dulgheru: “non ho nulla contro di lei, non credo debba augurare buona fortuna ad una avversaria prima di un incontro“.

La crisi di questo 2015, va sicuramente vista anche in una forma fisica non perfetta, tormentata da diversi acciacchiche non le hanno permesso di allenarsi come avrebbe voluto.
I limiti tecnici invece sembrano risiedere nella mancanza di un piano b all’interno del proprio gioco, ma Eugenie è una che fa sempre scelte tecniche perfette, inoltre nella WTA tale lacuna è facilmente rimediabile, vedasi Sharapova.
A Wimbledon ha dichiarato di essere scesa in campo nonostante un fastidioso strappo agli addominali perchè non ci stava a dover rinunciare ad un torneo così importate e dove difendeva una tale mole di punti.
Vedremo, allora, se recuperata la salute, tornerà ad essere quella del 2104 e soprattutto se diventerà ciò che il tennis mondiale si aspetta da tempo.

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