Le magnifiche otto: Simona Halep

Le magnifiche otto: Simona Halep

Simona Halep, una delle rivelazioni di quest’anno, finalista al Roland Garros. Dopo una fine stagione un po’ appannata, ora sarà in campo per le Wta Finals di Singapore; riuscirà questa gracile rumena a farsi strada tra le gigantesse del circuito?

Mancano pochi giorni alle Wta Finals di Singapore, il tassello conclusivo di un anno che ha riservato non poche sorprese per quello che riguarda il tabellone femminile, ma che vede ancora la veterana Serena Williams sul trono rosa del tennis.
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Per la tennista romena Simona Halep, attualmente numero 3 nel Ranking WTA,  che il 27 settembre ha compiuto 23 anni, il 2014 è stato un anno ricco di soddisfazioni e potremmo anche definirlo l’anno migliore della carriera.
La svolta era avvenuto nel 2013, anno in cui si era guadagnata a pieno merito l’undicesima posizione nel Ranking mondiale.

Quest’anno, invece, si è spinta ben oltre le aspettative e si è affermata come miglior giocatrice che la Romania abbia mai avuto, surclassando la ex tennista connazionale Irina Spirlea, che si era spinta fino al settimo posto nel 1997.
Ricordiamo anche che Simona è la terza tennista di nazionalità rumena ad aver avuto accesso al Masters, dopo la sopracitata Irina Spirlea nel 1983 e 1984 e Virginia Ruzici, sua attuale manager, nel 1999.
 La tennista romena apre la stagione del 2014 sul duro, con il torneo di Sydney dal quale esce prematuramente subendo la sconfitta per mano di Madison Keys nel match di primo turno (6-1, 6-4).
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Agli Australian Open, la svolta. Per la prima volta in carriera raggiunge i quarti di finale in un torneo del Grande Slam, ma la sua corsa viene arrestata da Dominika Cibulkova che domina l’incontro 6-3, 6-0. Nonostante la corsa finisca ai quarti, il primo Slam dell’anno le procura grande soddisfazione e il 27 gennaio entra per la prima volta in Top 10, piazzandosi numero 10 nel Ranking.

Al Qatar Total Open di Doha batte la nostra Sara Errani ai quarti di finale con un netto 6-2, 6-0, annienta Agnieszka Radwanska in semifinale e il 16 febbraio, battendo in finale la tedesca Angelique Kerber per 6-2, 6-3, si aggiudica il settimo Titolo WTA della carriera.

Se al torneo di Dubai si ritira sul punteggio 6-1, 1-1 contro Alizé Cornet al primo turno, dopo appena 38 minuti di gioco, debilitata dalle fatiche della settimana precedente, ad Indian Wells disputa un ottimo torneo arrivando in finale. Qui trova Agnieszka Radwanska che si vendica della sconfitta subita in semifinale al torneo di Doha e domina il match 6-3, 6-4.

Non sembra partire bene la stagione su terra rossa: al torneo di Stoccarda, dove esce al secondo turno contro Svetlana Kuznetsova ( 7-5, 7-6(4). Nonostante questo passo falso, la Halep è autrice di uno splendido torneo in Spagna. La tennista di Costanza raggiunge infatti la finale al torneo di Madrid dove dà filo da torcere alla russa Maria Sharapova. Dopo una partenza a razzo, Halep viene schiacchiata in rimonta e si arrende in tre set all’amazzone bionda per 1-6, 6-2, 6-3.
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Nella nostra Roma, quarta testa di serie e semifinalista nel 2013, non riesce a regalarci troppe emozioni. Dopo aver vinto il suo match d’esordio con la statunitense Keys per 5-7, 6-0, 6-1,  si ritira dagli Internazionali BNL d’Italia spiegando in conferenza stampa il motivo della decisione presa:

“Sono molto dispiaciuta di dovermi ritirare dal torneo ma era impossibile continuare a causa di un infortunio agli addominali sinistri. Ho dei bellissimi ricordi di Roma lo scorso anno quando raggiunsi le semifinali. Domani volerò a Bucarest e mi sottoporrò a trattamenti giornalieri. Spero che le cure insieme al riposo mi permettano di riprendere gli allenamenti già dalla prossima settimana per poter essere pronta per il Roland Garros”.

I trattamenti e il riposo le sono sicuramente stati preziosi in vista del tanto atteso secondo Slam dell’anno: gli Open di Francia. 
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Al Roland Garros, Halep avanza rapidamente e riesce a portarsi a casa tutti gli incontri in soli due set, fino a guadagnarsi la sua prima finale Slam. Qui però, ancora una volta, non riesce a domare Maria Sharapova. Dopo il primo parziale 6-4, la tennista rumena lotta nel secondo e porta a casa il set per 7-6(5). Purtroppo, nel set decisivo dell’incontro, nulla può contro Sharapova che vince 6-4, 6-7(5), 6-4 al termine di uno tra i più combattuti ed emozionanti match di tutta la stagione.

Anche in questa occasione, Simona non deve rimproverarsi nulla, ha dimostrato di essere una tennista dalle “unghie affilate”, lottando nei momenti in cui doveva farlo e non arrendendosi alla sua avversaria fino alla fine dei giochi.

Persino a match concluso, seduta sulla sua panchina mentre la trionfante tennista russa si arrampica sugli spalti verso il coach Groeneveld e il suo team, ha saputo sorridere al coro “Si-mo-na” del Philippe Chatrier, dimostrando di saper perdere e di essere una “grande sportiva”.
Nonostante la sconfitta, la scalata in classifica continua e Halep si guadagna la terza posizione al mondo.

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Dopo la semifinale del Roland Garros, raggiunge per la seconda volta in carriera la semifinale in uno Slam, sull’erba di Wimbledon, superando la finalista del 2013 Sabine Lisicki 6-4 -6-0. La corsa finisce a un passo dalla finale, per mano della ventenne canadese Eugenie Bouchard che si aggiudica il posto in finale battendola 7-6(5), 6-2.

Dopo l’amaro in bocca lasciato da Wimbledon, non si lascia intimorire dalle vittorie sfumate per poco e conquista il secondo titolo WTA dell’anno a Bucarest, strappando il titolo alla nostra Roberta Vinci per 6-1, 6-3.

In vista degli US Open si torna a giocare sul duro, purtroppo però viene eliminata al torneo di Cincinnati ai quarti di finale dalla russa Maria Sharapova con il punteggio di 3-6 6-4 6-4 e a New Haven perde agli ottavi contro Magdaléna Rybàrikovà in tre set.
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Agli US Open entra come testa di serie numero due, ma la sua corsa al titolo viene prematuramente arrestata al quarto turno dalla numero 121 del mondo Mirjiana Lucic-Baroni che domina il match 7-6(6) 6-2.

Dopo aver perso al secondo turno nel torneo di Wuhan per mano di Garbine Muguruza, si ritira dal WTA Premier di Pechino ai quarti di finale per un problema alla coscia sinistra, nonostante la vittoria sofferta nel match di primo turno contro Andrea Pektovic concluso al tiebreak nel terzo set (7-6(4), 5-7, 7-6(1).

Un anno che tutto sommato ha dato parecchio di cui essere orgogliosa alla giovane tennista, un anno che le ha regalato due Titoli WTA e che per la prima volta l’ha vista raggiungere due semifinali e una finale in tornei dello Slam.

Un anno che l’ha vista salire dall’undicesima posizione in classifica sino alla seconda l’11 agosto (Best Ranking) e che ora la vede terza solo a Serena Williams e Maria Sharapova.

Come si è già detto, è una tra le possibili future eredi al trono di Serena Williams e ,negli anni a venire, sentiremo sempre più spesso parlare di lei e del suo tennis. Finalmente , visto che in passato si è spesso parlato molto più della sua operazione di riduzione al seno piuttosto che del suo gioco. A maggior ragione, e le donne potranno concordare, è innegabile pensare quanto possa essere stato difficile per una ragazza, soprattutto così giovane, dover rinunciare a parte della propria femminilità per avere più libertà di movimento in campo e spostarsi più velocemente. Tutto questo per il sogno di una vita. Un sogno che Simona sta coronando e portando a termine a pieni voti.

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Quando il 15 settembre è stata confermata la sua partecipazione alle Wta Finals di Singapore, la tennista ha così commentato: “E’ sempre stato un sogno qualificarmi al master di fine anno. Ho vissuto un anno di grandi successi e non vedo l’ora di competere con le migliori al mondo a Singapore.

Dal 20 ottobre va in scena la resa dei conti; considerando i progressi e la scalata in classifica che l’hanno contraddistinta in quest’ultimo anno, Halep è sicuramente una delle candidate alla vittoria.

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