WTA Roma: Halep rullo compressore, Stephens soffre, Pliskova va fuori e spacca la racchetta

WTA Roma: Halep rullo compressore, Stephens soffre, Pliskova va fuori e spacca la racchetta

Al Foro Italico inizia la prima parte della quarta giornata di incontri femminili. Simona Halep estromette Naomi Osaka a cui lascia un solo gioco. Parte con un bagel Sloane Stephens, che poi la spunta solo al terzo contro Kaia Kanepi. Bene Caroline Garcia e Daria Kasatkina in due set su Babos e Collins. Dramma per Karolina Pliskova che, battuta dalla greca Sakkari, prende a racchettate il seggiolone dell’arbitro, per uno smash chiamato fuori.

di Giuliana Cau

La quarta mattinata degli Internazionali BNL d’Italia inizia con una vera e propria sentenza, quella di Simona Halep su Naomi Osaka. La numero uno del mondo, dopo la dipartita ai quarti di finale del torneo di Madrid, batte in modo netto la campionessa di Indian Wells, che l’aveva bistrattata proprio in occasione della semifinale di quel torneo. Probabilmente la consapevolezza di avere l’esordio peggiore tra tutte le big, le ha dato una spinta motivazionale enorme, permettendole di scendere in campo col chiaro intento di non potersi concedere il minimo errore e così è stato.

IL MATCH: Osaka ha tenuto la battuta nel primo game, per poi recuperare da 40-0 e avere in tutto 4 palle break. Su tre di queste ha reagito bene la rumena, su una invece ci sono delle manifeste responsabilità della nipponica, che doveva piazzare un dritto non difficile a metà campo, che invece ha spedito in corridoio scegliendo l’angolo sbagliato su cui attaccare. Da lì è nata un’altra partita, perché nel terzo game Halep ha vinto il punto più bello, con almeno due difese straordinarie e ribaltando quello che poteva essere il 2-1 per la giapponese, fino al break in suo favore. In seguito, ha preso il sopravvento inserendo le marce altissime ed evidenziando, gioco dopo gioco, la differenza che sulla terra rossa esiste tra le due: una completamente a suo agio negli spostamenti, con l’occasione di ottenere punti muovendo l’avversaria a destra e sinistra; l’altra, al contrario, che ancora deve costruire la giusta tattica per vincere contro giocatrici come Halep, capaci di rispedire al mittente quelle accelerazioni che, sul clay, non hanno la stessa devastante resa come sul cemento. 12 games di fila per Simona e qualificazione agli ottavi raggiunta contro Madison Keys.

La campionessa degli US Open Sloane Stephens, contrariamente alla Halep, ha dovuto lottare e non poco per battere Kaia Kanepi.

Il MATCH: dopo la partenza a razzo della campionessa di Miami, con un 6-0 ai danni dell’avversaria in appena 26 minuti, l’estone si ribella improvvisamente, incatenando cinque giochi di fila (0-2, 5-2), rimonta che rimette in discussione la partita e le sicurezze dell’americana, che comunque non si fa sopraffare dal trend negativo e riesce a recuperare terreno fino al 5 pari. Kanepi incassa comunque il set, ma lo scalpo si rivela tuttavia insufficiente per scoraggiare Stephens. Sloane, infatti, inizia in modo perentorio l’ultimo parziale, non sfruttando però un primo match point sul 5-3. Alla fine, dopo 2 ore e 19 minuti e al termine di un bel duello, l’americana porta a casa la partita, consapevole che nel prossimo match contro Caroline Garcia dovrà alzare il livello del gioco e della concentrazione.

Tutto bene, invece, per la francese Caroline Garcia e la russa Daria Kasatkina che sconfiggono, in due set, rispettivamente Timea Babos e Danielle Collins. Soprattutto la russa ha confermato l’ottimo stato di forma, imponendosi per 6-2 6-3 sulla semifinalista di Miami, di cui ricordiamo la vittoria clamorosa ai danni di Venus Williams ai quarti di finale in Florida.

Sul Pietrangeli, piuttosto, va in scena una sorta di psicodramma di cui la protagonista è Karolina Pliskova, sconfitta in tre set e tra le polemiche da Maria Sakkari, giustiziera di Kiki Bertens nel turno precedente.

IL MATCH: Il primo set scivola in maniera lineare, con la ceca vincente (come prassi) sulla diagonale del dritto. Dopo il vantaggio del 4-1, uno dei due break viene recuperato dalla Sakkari che, nel secondo set, inizia a destabilizzare l’avversaria, variando colpi e traiettorie che obbligano la nativa di Louny a sbagliare e permettono all’ateniese di pareggiare il conto. L’ultimo parziale, a tratti drammatico, è costellato da continui colpi di scena. Sakkari strappa subito il servizio alla Pliskova che, sfiduciata nonostante l’intervento del coach, non riesce a trovare profondità, precisione e potenza. Ma la tensione non aiuta la greca, che restituisce il break immediatamente per poi acciuffarne un altro, nel momento in cui l’ex numero uno doveva e poteva affondare. 3-1 e servizio Sakkari, ma Karolina tira fuori l’orgoglio e rimonta un altro break. Interviene allora l’allenatore della greca che non si disunisce e tiene il testa a testa fino al 5 pari, con Pliskova che non sfrutta una palla break che poteva consentirle di servire per il match. Il momento clou della partita arriva sul 5 pari e servizio per la ceca: sul 40/40 mette a segno uno smash vincente che, però, viene chiamato erroneamente fuori dal giudice di linea. Interviene l’arbitro di sedia che, non trovando il segno, convalida il punto alla Sakkari. La ceca protesta vivamente ed esige l’intervento del supervisor. Nel frattempo la greca vorrebbe concedere il punto all’avversaria, ma il supervisor dà ragione all’arbitro e contestualmente al giudice di linea (se non si trova il segno vale la chiamata) e Pliskova perde il punto, tra i fischi del pubblico e le urla della ceca che non si rassegna a rinunciare ad un punto fatto, che le avrebbe probabilmente consegnato il game. Ma il dado è tratto. Costretta a servire sotto pressione, perde il servizio e il game successivo, sebbene inizialmente sia riuscita a salire sul 15-30. A gara conclusa, una Sakkari incolpevole si vede costretta a scusarsi; Pliskova le stringe la mano freddamente e, infuriata, spacca la racchetta nei pressi del seggiolone dell’arbitro, mandando in frantumi il tavolino appoggiato ad esso.

Pliskova si sfoga contro il seggiolone dell'arbitro
Pliskova si sfoga contro il seggiolone dell’arbitro

RISULTATI:

S. Halep/ N. Osaka 61 60

S. Stephens/ K. Kanepi 60 57 64

C. Garcia/ T. Babos 63 64

D. Kasatkina/ D. Collins 62 63

M. Sakkari/ K. Pliskova 36 63 75

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  1. Roberto - 7 mesi fa

    Comportamento si, deprecabile,quello di Karolina Pliskova,dopo la conclusione dell’incontro ma con tutte le attenuanti del caso,visto il clamoroso errore della giudice di linea,ma sopratutto della giudice di sedia.Bisogna anche mettersi,nei panni di un’atleta,che dopo più di due ore di gioco,vede pregiudicarsi l’andamento del match,per un errore macroscopico.
    A volte,un po’ di buon senso,non guasta;quante volte si è vista la Kaplis,che ha sempre un comportamento compassato,arrabbiarsi in questa maniera?Credo che questa sia la prima volta….ma la giudice di sedia(non una di quelle più quotate) non ha saputo gestire al meglio,la situazione,dimostrandosi non all’altezza del suo ruolo.

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  2. Maria Diomede - 7 mesi fa

    Sono contenta per Simona lei è una delle mie tenniste preferite.Sono rimasta basita invece dalla reazione della Pliskova.La ceca indubbiamente aveva ragione ….lo smash era dentro….ma reagire a fine partita in quel modo lo trovo eccessivo…poi lei non esterna mai le sue emozioni sia nel bene che nel male.Il suo comportamento non è assolutamente giustificato anzi va sanzionato.

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    1. Giuliana Cau - 7 mesi fa

      Verrà multata e non di poco. Reazione di rabbia e frustrazione allo stesso tempo, per un match di fatto buttato.

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    2. Ale Ferati - 7 mesi fa

      la Pliskova mi è simpatica quanto un tostapane attaccato ai coglioni ma in questo caso da sanzionare sono il giudice di sedia e il giudice di linea che in malafede dopo essersi INVENTATA l’out sullo smash della ceca NN ha saputo poi indicare al giudice di sedia il colpo da lei giudicato fuori la CECA è stata anche troppo educata PUNTO !!!!!!!!!!!!!!!!!

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    3. Sergio Azzollini - 7 mesi fa

      Ale Ferati aggiungerei l’inutilità della supervisor e il comportamento antisportivo della Sakkari, pessime al pari dei giudici.

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    4. Patrizia Zotti - 7 mesi fa

      L’arbitraggio è stato a dir poco scandaloso…la palla nettamente dentro..cazzo poi dicono che non serve occhio di falco..

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    5. Giuliana Cau - 7 mesi fa

      Sergio Azzollini la Sakkari voleva ripetere il punto e poi, vista la situazione, era disposta anche a concederglielo. Col falco, sarebbe andato tutto a posto.

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    6. Sergio Azzollini - 7 mesi fa

      Giuliana Cau se Sakkari avesse voluto davvero concedere il punto le sarebbe bastato fermarsi sul 15 successivo facendolo vincere alla Pliskova.

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    7. Giuliana Cau - 7 mesi fa

      Anche… Sebbene io sia dell’idea che poteva riazzerare e cercare di vincere, come una campionessa del suo calibro deve fare.

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