Cecchinato, sogno o son desto?

Cecchinato, sogno o son desto?

Il tennista palermitano supera in 4 set nei quarti di finale del Roland Garros l’ex N°1 del mondo N. Djokovic, aggiudicandosi la prima semi-finale in un Major in carriera che disputerà contro l’austriaco Thiem.

di Antonio Mulone

Le lacrime che sgorgano dal volto stanco di Cecchinato dopo il match point custodiscono teneramente l’ingenuità mista alla timida consapevolezza di chi sta vivendo un sogno.

Cecchinato visibilmente commosso

L’incredulità che avvolge tutti fa sfondo emotivo ad uno scenario degno della più affascinante trama hollywoodiana.

La partita è un’altalena di emozioni, pathos, gladiatorio ardore ed empatia palpabile di un’intera nazione, che meravigliata ammira l’artista dipingere un tennis coraggioso e spumeggiante supportato da gambe leggiadre e dalla scaltrezza di chi è abile nel cogliere l’attimo destinato ad estendersi all’eternità sportiva.

Il pianto e l’abbraccio finale con il “plastico” rivale serbo sono memorabile testimonianza del miracolo sportivo ed umano del quale si è reso protagonista il tennista nostrano.

L’abbraccio finale con Djokovic

Un’impresa sconfinata nella più romantica ed irrazionale avventura fiabesca che pare non conoscere fine.

Cecchinato incarna il desiderio utopico che diviene concreta realtà sportiva, la passione, l’impavidità ed il disincanto di chi supera un’illusione e di chi non vuole smettere di meravigliare e meravigliarsi. 

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