Rafa Nadal: “Il giorno del mio ritiro è lontano”

Rafa Nadal: “Il giorno del mio ritiro è lontano”

La peggior stagione della carriera di Rafa sta per terminare, tra tante ombre e pochi momenti di luce. Il maiorchino, tuttavia, guarda avanti con fiducia; le motivazioni non mancano ed il pensiero del ritiro non sfiora nemmeno la sua mente.

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Rafael Nadal a cuore aperto. In un’intervista rilasciata a Tennis Magazin, lo spagnolo tocca molti argomenti e sgombra il campo dai tanti dubbi sorti sul suo futuro prossimo. Nel Giugno del 2016 la sua Accademia aprirà le porte a tanti ragazzi desiderosi di vivere il tennis , e non solo, seguendo l’imprinting di Rafa uomo e tennista.
In molti hanno associato quel momento al suo ritiro . Ma questo pensiero non alberga affatto nella mente del Campione iberico :

«É un centro di tennis per i bambini e un progetto per il futuro, ma non ha niente a che vedere con la mia carriera attuale. Non mi ritirerò per l’Accademia. Nessuna persona sa quanti anni gli rimangono. Dipende da diversi fattori. Quanto sei in forma? Qual è il tuo stato mentale? L’unica cosa che so oggi è che sono ancora molto motivato per continuare. Saprò quando arriverà il giorno dell’addio. Ma penso di essere lontano da quel giorno».

A nessuno però è sfuggito che la condizione fisica del quattordici volte campione Slam non sia più quella di qualche anno fa. Rafael è consapevole del tempo che passa e la cura del suo corpo è quindi meticolosa. Ciò lo tiene lontano dagli infortuni ovvero dalla grande insidia che tanto ha influito sulla sua vita tennistica: «Il mio corpo è consumato, è chiaro che sia così. Ci presto attenzione costantemente. So cosa si avverte quando si ha un infortunio o del dolore. Se paragono la mia situazione attuale rispetto agli anni precedenti, posso dire di star bene».

Il fisico non ha problemi, ma allora Rafa come spiega questo deludente 2016?

«Durante la prima parte di questa stagione ho giocato in maniera terribile. Poi alti e bassi. Devo essere più costante, senza dubbio. Ci sto lavorando. Un giorno sono contento per il mio livello, il giorno successivo non sono in grado di giocare come vorrei. Devo giocare bene. Non devo cambiare il mio gioco! Al momento la mia priorità è vincere partite anche se non gioco bene. Ci sono riuscito nel passato».

I tifosi, molti appassionati e tante autorevoli voci di Campioni del passato hanno invocato un cambio di coach. Zio Toni è finito più volte quest’anno sul banco degli imputati. Rafael, mostrando grande coerenza e gratitudine, non la pensa così:

«Niente è impossibile e nessuno può prevedere il futuro. Ma noi siamo insieme da quando avevo tre anni. Solo questo fa capire che rimarremo insieme. Non vedo nessuna ragione per cambiare».

Zio Toni è lì e vi rimarrà, dunque. A meno di fattori o accadimenti di eccezionale rilevanza, non vedremo volti diversi nell’angolo di Rafa. Altri suoi illustri colleghi non hanno seguito questa strada; Roger Federer e Novak Djokovic per primi. Nadal nutre per entrambi grande rispetto e ammirazione: «Ammiro Roger Federer perché ciò che ha fatto per il tennis negli ultimi dodici anni è qualcosa di inusuale. E’ probabilmente il miglior giocatore mai esistito. Il fatto che possa giocare il suo miglior tennis a questa età, fa capire quanto il suo stato fisico e mentale sia eccellente. E’ grandioso per lui ma anche per lo sport del tennis in sé».

Infine, parole di elogio per l’attuale primo della classe Novak Djokovic: «Nessuno è imbattibile, ma tutti possono capire che il suo livello recente è incredibilmente alto. Posso solo congratularmi con lui, visto che capisco quanto sia difficile esprimere un buon tennis per un lungo periodo».

Rafa lo ha espresso per dieci anni ed è sua ferma intenzione continuare a farlo ancora negli anni a venire. Non possiamo che ringraziarlo per tutto quel che ha dato al tennis finora e augurargli tutto il meglio per ciò che verrà!

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