Angelique Kerber, la campionessa inattesa

Angelique Kerber, la campionessa inattesa

Fino a poche stagioni fa, nessuno avrebbe pensato che Angelique Kerber potesse diventare una vera campionessa. Oggi la tedesca è ad un passo dal Career Grand Slam.

di Andrea Lombardo

È incredibile vedere come la carriera di una giocatrice possa svoltare improvvisamente, proprio quando tutto sembrava andare per il peggio. Già da varie stagioni Angelique Kerber militava nella top 10, spesso riusciva a spingersi in fondo nei tornei importanti, ma in pochi avrebbero potuto immaginare una carriera così com’è adesso. Se fino al termine del 2015 la tedesca era semplicemente un’ottima giocatrice, costante e sempre temibile, oggi Angelique è una vera e propria campionessa. 
Non ha mai colpito il pubblico per precocità, per stile o per altro, e senza attirare la luce dei riflettori è riuscita a spingersi dove in moltissime non sono mai riuscite. Il suo primo slam, nel famoso Australian Open 2016, Kerber è stata ad un punto dalla sconfitta contro Misaki Doi. Proprio quel match, su un campo secondario di Melbourne, è stato quello che ha dato una svolta alla sua carriera. Punto dopo punto, set dopo set, Angie diventava sempre più forte fino a battere Serena Williams in finale. Impresa non facile per nessuna, soprattutto se si tratta della tua prima finale slam e dall’altra parte della rete trovi un’atleta che ha vinto praticamente tutto.
Exploit? Fortuna? Assolutamente no. Le vittorie della Kerber non sono mai state frutto della fortuna, ed è stata proprio la sua costanza a mostrarlo. Quando vinci due slam nella stessa stagione parlare di fortuna è impossibile. 
Dopo un 2016 stellare, arriva un 2017 tenebroso. Si inizia quindi a ipotizzare cosa possa essere accaduto alla teutonica: avrà giocato oltre le sue potenzialità o semplicemente non riesce più a reggere la pressione?

Australian Open Kerber
Angelique Kerber

È difficile che una giocatrice giochi oltre le sue potenzialità per una stagione intera, se lo ha fatto è perché sa giocare a quei livelli, ma tutti i pezzi del puzzle devono incastrarsi perfettamente. Condizione fisica e soprattutto mentale al top sono i requisiti fondamentali per il gioco di Angelique Kerber, fatto d’astuzia, difesa e contrattacco micidiale.
Chiunque abbia seguito la tedesca nel 2016, ha chiaramente notato la sua involuzione nella stagione successiva. Una giocatrice scarica, spenta, pesante sulle gambe e quasi impaurita in campo. Era chiaro che la pressione di essere la numero uno, di dover difendere tanti punti, di dover continuamente dimostrare di essere la migliore iniziava a pesare sulle sue spalle. Sono bastati questi mesi per dimenticare (quasi) quanto possa essere devastante il gioco della Kerber.

Ancora una volta senza troppe attenzioni mediatiche l’ex numero 1 del mondo è ripartita, con un nuovo allenatore e con tanta voglia di far bene.
Pian piano è riuscita ad avvicinarsi sempre di più a quello che è stato il suo massimo livello, e quello che ci ha mostrato in finale contro Serena Williams è stato un tennis da favola. Un muro da fondocampo, che sa coglierti impreparato in ogni discesa a rete e che non ti permette di giocare corto, perché la difesa si trasforma subito in attacco.
È così che gli slam diventano tre, in tre continenti diversi. Rimane solo il Roland Garros da vincere, sulla superficie meno congeniale alla tedesca. A Parigi Kerber non ha mai superato i quarti di finale, raggiunti nel 2012 e nel 2018. Ma mai dire mai, niente è da escludere.
Angelique rientra in una strettissima cerchia di giocatrici: solo lei e Venus Williams sono state capaci di battere Serena in finale slam per più di una volta. Inoltre, assieme alle sorelle Williams e Maria Sharapova, Kerber è una delle 4 giocatrici attive ad aver vinto più di 3 slam.
Angie, prossimo obiettivo?

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