“El chino”: Marcelo Rios

“El chino”: Marcelo Rios

Si è appena iniziato a giocare il secondo Masters 1000 della stagione, il torneo Open di Miami. L’occasione è propizia per ricordare uno dei suoi vincitori, il cileno Marcelo Rios

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Correva l’anno 1998 e sui campi della Florida e uno dei giocatori più irriverente mai visto nel circuito ATP,  Marcelo Rios detto “el chino”, il cinese, mostrava al mondo tutto il suo talento.  Nato nel 1975 a Santiago del Cile, “il mancino di Vitacura” debuttò nel circuito ATP nel 1994. Ottimo diritto e potente rovescio a due mani raggiunge i primi quarti di finale in un torneo dello Slam agli AO del 1997.

Tennista talentuoso come pochi, el chino, compie il suo miracolo sportivo nel 1998. Quell’anno disputo la sua migliore stagione. Vince il titolo di Auckland, battendo in finale il tennista australiano Richard Fromber e, dopo i quarti di finale raggiunti l’anno prima si arrende solo in finale agli Australian Open (con un netto 6/2 6/2 6/2)  contro il tennista  ceco Petr Korda, poi, risultato positivo al test anti-doping in un controllo subito nell’arco della stessa stagione. Ma non è finita qui. Raggiunge le semifinali di Memphis e trionfa ad Indian Wells (uno dei cinque Masters 1000 vinti in carriera) dove sconfigge Greg Rusedsky. Il tennista cileno, divenuto nel frattempo nuemero tre del mondo, bissa il successo californiano vincendo la settimana seguente anche il  toreno master 1000 di Miami.

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“el chino” era dotato di un ottimo tocco di palla che lo rendeva molto abile sotto rete

 

Qui dopo avere fatto fuori nell’ordine i tedeschi Hendrik Dreekman e Tommy Haas, il croato Goran Ivanisevic e lo svedese Thomas Enqvist;  in semifinale sconfigge il britannico Tin Henman in tre set ed infine si aggiudica il titolo battendo in finale Andre Agassi. John McEnroe, commentando quella finale:  « Non sono nemmeno sicuro che vada là fuori con una strategia in testa, Cliff. Va in campo e colpisce come viene, angola la palla, va a ruota libera confidando solo sul suo talento. Sempre su quella finale, Nick Bollettieri ,al tempo nello staff di Marcelo,  ha scritto così nella sua biografia ha scritto così: quel giorno, Marcelo ha mostrato tutto ciò che avrebbe potuto essere nel tennis ma che purtroppo non ha mai concretizzato. Marcelo non si allenava, non preparava i tornei come avrebbe dovuto. Di questo ne risentiva sopratutto nella lunghe distanze.. Inoltre era irriverente, non concedeva autografi, lasciava in aso i giornalisti. “

 

 

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“El zurdo de Vitacura” il mancino di Vitacura come lo chiamavano aveva un potetne rovescio a due mani

Rios in campo era molto intelligente ma, fuori ne ha combinate parecchie. Fu arrestato a Roma per avere  picchiato un tassista ed avere opposto resistenza alla polizia.  Ha investito il suo preparatore atletico con una jeep e nel 1998 a Stoccarda ha preso una multa da 10.000$ per aver superato i limiti di velocità. Una volta , in un ristorante in CIle fu buttato fuori perchè cominciò ad urinare sui clienti!

 Rifiutò  di essere portabandiera per il suo paese alle Olimpiadi di Sydney perché il Comitato Olimpico non diede i biglietti alla madre e alla sorella.  Rifiutò  un autografo a Ilie Nastase, che lo considerava “una scimmia caduta da un albero” O, ancora, non rispose al saluto di Rod Laver, per lui uno sconosciuto! Sull’erba di Wimbledon si espresse così: l’erba è  buona per le mucche e per il gioco del calcio ma non per il tennis!

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