Road to Roland Garros, Parigi al via

Road to Roland Garros, Parigi al via

Il Roland Garros prenderà il via domani e tutto è pronto per le battaglie sulla terra parigina. Nella parte alta del tabellone Nadal e Wawrinka, in quella bassa Djokovic e Federer. Ma come arrivano Nadal, Djokovic, Federer, Murray a quest’edizione del Roland Garros?

Al Museo del Tennis del Roland Garros si è svolto ieri il sorteggio del tabellone del secondo Slam dell’anno, che prenderà il via domani, 25 maggio.
Nella parte alta del tabellone Nadal e Wawrinka, in quella bassa Djokovic e Federer. In particolare, nei quarti di finale a Nadal toccherebbe Ferrer, mentre in semifinale Wawrinka o Murray.
Dall’altra parte Djokovic nei quarti incontrerebbe nuovamente Raonic, se il canadese sarà in grado di confermare le aspettative che su di lui ha la maggior parte del mondo del tennis, arrivando in fondo al torneo. Insomma, la strada più semplice sembrerebbe per una volta essere toccata a Federer, che nei quarti di finale potrebbe trovare Berdych.
Ma come arrivano Nadal, Djokovic, Federer, Murray a quest’edizione del Roland Garros?

La prima cosa che risulta evidente è una, dopo gli Internazionali: Novak Djokovic ha seriamente imboccato la corsia di sorpasso, pronto a superare Rafa Nadal e riagguantare la prima posizione del ranking.
In realtà, già dopo la stagione sul cemento americano Djokovic aveva dato segnali di grande forma, e sembrava pronto a vincere tutto il possibile. Con la doppietta di Indian Wells e Miami aveva infatti lanciato un chiaro segnale  a chi di dovere. Ivan Ljubicic l’aveva detto, proprio in quell’occasione, e ha avuto modo di riaffermarlo dopo la vittoria di Roma: Djokovic, se sta bene fisicamente, può battere Nadal anche sulla terra. Nole ci è riuscito a Roma contro un Nadal relativamente ritrovato, figurarsi se non ci sarebbe riuscito a Madrid, quando Nadal ha seriamente rischiato di perdere il trofeo per mano di uno strepitoso quanto sfortunato Nishikori.
Insomma, al Roland Garros ci potrebbero essere grandi sorprese quest’anno. Tre su cinque è sempre un’altra storia, ma Djokovic sulle lunghe distanze, anche quando i match diventano maratone, è ormai da anni perfettamente in grado di tenere testa allo spagnolo e anzi anche di superarlo, come ha dimostrato ad esempio nella finale vinta agli Australian Open nel 2012, quando portò a casa il quinto set contro un Nadal incredibilmente più stanco di lui.
La sfida ora è vedere se ci riuscirà anche sulla terra battuta.

Per Federer l’inizio di stagione è stato ottimo, e così la moglie Mirka e il suo team l’avevano spinto a volare nella capitale per giocare agli Internazionali, per non perdere il ritmo partita. In realtà Roger non era per niente pronto mentalmente, e contro Chardy le condizioni di gioco (sembrava di essere nel Sahara) hanno fatto il resto.
Al Roland Garros, lo svizzero cercherà di ottenere un buon risultato, ma che sia altamente improbabile che Federer porti a casa il torneo non è certo una notizia, e lo stesso Edberg ha confermato come il torneo parigino non sia una priorità. Qualche mese fa, Djokovic disse che se Federer avesse o meno potuto portare a casa un’altro Slam, non sarebbe dipeso solo da lui. In effetti, se vuole provare a raggiungere il numero diciotto, lo svizzero è costretto non solo a giocare al meglio delle proprie possibilità, ma anche a sperare in una défaillance di Nadal o Djokovic. Ed è un discorso che vale per il Roland Garros, dove sembra impossibile che (anche raggiungendo la semifinale) possa battere entrambi i primi due giocatori del mondo uno dopo l’altro, ma anche per Wimbledon, dove la concorrenza è ugualmente spietata e dove anzi si aggiungerà per certo anche un ritrovato Murray.

Che lo scozzese, dopo l’intervento alla schiena puntasse tutto sulla morbida e amata erba per tornare a incutere timore, è fuori di dubbio. Tuttavia, con la semifinale giocata contro Nadal a Roma può darsi che finalmente anche lui si sia convinto di come sia perfettamente in grado di giocare sulla terra da protagonista.
Fino a qualche anno fa, arrivati alla stagione sulla terra Murray sembrava eclissarsi. Per lo meno, non è mai valso la sua quarta/terza posizione in classifica.
In realtà, con la sua mobilità e capacità difensiva pari a quella del miglior Djokovic, e una capacità di variare il gioco maggiore rispetto al serbo, ha tutte le armi per giocare un ottimo tennis sulla terra, e anche per costituire un’altra seria preoccupazione per Nadal. Tanto più che il rovescio di Murray, con il quale arginare il diritto mancino di Nadal, non ha nulla da invidiare a quello di Djokovic, anzi.
Nei quarti di finale lo scozzese troverebbe l’ostacolo Wawrinka, non insormontabile visto la discontinuità di Stan in questa parte di stagione. Lo svizzero ha già conquistato due tornei fondamentali, ma, anche se risulta il più vincente del 2014, con uno Slam e un Master 1000, per il resto ha avuto un rendimento quantomai altalenante.
Nadal quindi avrà vita dura, stavolta anche nel suo regno parigino.

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