TC intervista Giulia Gatto-Monticone: “Soddisfatta, ma voglio ancora migliorarmi”

TC intervista Giulia Gatto-Monticone: “Soddisfatta, ma voglio ancora migliorarmi”

La nostra Isabella Bonciani ha fatto quattro chiacchiere con la 31enne, sesta tennista azzurra nel ranking Wta e fresca vincitrice dello scudetto italiano con la sua squadra Beinasco.

di Redazione Tennis Circus

Abbiamo avuto la possibilità di intervistare Giulia Gatto-Monticone, tennista torinese classe 87, attualmente numero 218 del mondo, sesta azzurra nella classifica nazionale e in quella WTA, che si è giocata da poco le qualificazioni per gli Australian Open. Vincitrice di 8 titoli ITF da singolarista e 22 da doppista, ha conquistato da poco, insieme alla sua squadra Beinasco, lo scudetto italiano a Lucca.

Iniziamo dal presente. Intanto complimenti per la vittoria dello scudetto con la tua squadra Beinasco… È la prima volta che vincevate. Come hai vissuto questa prima finale?
Grazie mille per i complimenti riguardanti la vittoria dello scudetto 2018. Questa vittoria è stata molto particolare, molto desiderata e sudata fin dalle prime giornate di girone. Ognuna di noi ha dato il suo contributo alla realizzazione di questo sogno. La finale di Lucca è stata una due giorni intensissima e ricca di emozioni sia dentro sia fuori del campo. Lo desideravamo tanto e ci siamo riuscite. Il tennis Beinasco è il primo circolo piemontese ad aver vinto a livello femminile lo scudetto italiano e siamo onorati di aver raggiunto questo traguardo.

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Dopo la finale come ti sei ricaricata? Pronta e preparata per la nuova stagione tennistica?
Finito questo appuntamento mi sono dedicata, per il poco tempo che avevo, alla preparazione in vista della trasferta australiana.

La stagione è iniziata con il torneo ITF W25 di Playford e con la qualificazione per gli Australian Open 2019… come è andata?
A Playford W25 sono arrivata agli ottavi e ho vinto il doppio in coppia con l’italiana Anastasia Grymalska. Pochi giorni dopo siamo volati a Melbourne per le qualificazioni per gli Australian Open 2019, dove ho perso al primo turno contro l’americana Allie Kiick. È stata una bellissima esperienza, la prima per me agli AO. Sono orgogliosa di aver potuto vivere e aver raggiunto uno dei massimi tornei per noi tennisti e sono felice di essermi potuta allenare ed essere stata a contatto con i migliori giocatori al mondo.

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Hai iniziato la stagione da numero 222 (attualmente 218) ma ad ottobre hai raggiunto il tuo best ranking, posizionandoti al numero 202, ti senti bene e ti senti pronta per eguagliare e magari migliorare ancora? Qual è il tuo prossimo obiettivo?
È stato un anno ricco di soddisfazioni e sicuramente l’aver raggiunto l’obiettivo del best ranking e’ il più importante, ma ora spero di migliorarlo. Mi pongo l’obiettivo di giocare gli Slam che mi mancano: Roland Garros e Wimbledon. In termini di classifica spero di arrivare attorno alla 150° posizione WTA.

Torniamo un po’ indietro. Come e quando hai iniziato a giocare a tennis? Avevi qualche modello? Da piccola avevi già il sogno di diventare professionista?
Ho iniziato a giocare a tennis perché avevo un circolo proprio davanti casa mia dove i miei fratelli facevano il corso estivo. In famiglia un po’ tutti hanno provato  quindi i miei genitori hanno pensato di fare provare anche me, ma alla fine solo io ho continuato. Ero piccola quando ho iniziato, a 4 anni e mezzo, e mi piaceva molto giocare, ma fino a 14-16anni non ho mai pensato di fare la professionista. Mi divertivo tantissimo e non mi pesava allenarmi. Non avevo modelli femminili o maschili, ma seguivo molto Marcello Rios, mi piaceva un sacco.

Qual è stata la difficoltà più grande per realizzare il sogno e intraprendere la carriera da professionista?
La difficoltà più grande per me e’ stata il fatto di non avere avuto un’infanzia e un’adolescenza come gli altri, come gli amici che non praticavano sport a livello agonistico. Durante la settimana c’erano gli allenamenti e nei weekend giocavo le partite di torneo: era impossibile passare le feste o stare semplicemente con gli amici o fare gite scolastiche. Tutto ciò, fino a 15-16 anni, non mi è pesato poi crescendo obiettivamente sì, ma il tennis per me veniva sempre prima.

 Il momento più emozionante e quello più difficoltoso della tua carriera? La partita che ti è rimasta più impressa?
Il momento più emozionante della mia carriera non so quale sia sinceramente. Ci sono stati tantissimi momenti e partite importanti. Aver potuto giocare contro Roberta Vinci a Palermo, in cui ho giocato una bella partita e ho avuto un set point contro una delle giocatrici più forti al mondo, e’ stato sicuramente un bel momento. Ma anche la prima volta che sono andata a New York, a giocare il mio primo Slam, e’ stato davvero importante e emozionante. Ho vissuto tanti momenti emozionanti dentro e fuori dal campo negli ultimi anni andando in giro per tornei con Tommaso (coach e fidanzato ndr). Come, ad esempio, durante il torneo WTA di Tokyo, quando ho potuto parlare con un mio idolo Kimiko Date che ha scelto proprio quella gara per ufficializzare il suo ritiro. Invece l’ultimo momento emozionante è stato questo anno, quando ho partecipato agli Australian Open: la mia prima volta in Australia.

 So che il tuo fidanzato è anche il tuo coach, quindi non stai troppo lontana dagli affetti, ma anche la tua famiglia ti segue? Immagino però che non sia facile viaggiare sempre, a volte c’è anche qualche momento di sconforto e/o di nostalgia di casa?
Tommaso è sia fidanzato sia coach, spesso riesce a organizzarsi con il lavoro e aiutarmi nei nostri tornei. Inoltre riusciamo anche a ritagliarci del tempo per star insieme quindi sicuramente sono più felice. Ma ci sono dei periodi, durante l’anno, che casa mi manca tanto quindi cerco sempre di organizzarmi per tornarci e trascorrerci dei giorni, anche se pochi.

C’è qualche rituale portafortuna che fai prima di un match?

Non ho particolari rituali pre-match. Mi conosco e cerco di far le cose che so che mi fan stare bene: curare l’alimentazione, pensare al riscaldamento e occuparmi della scelta del completino!!!

Pensi a qualcosa in particolare quando sei in campo? È vero che quando un tennista commette un errore si condiziona perché ci ripensa e si può bloccare? O con l’esperienza si abitua a lasciarselo alle spalle?
Quando si è in campo ci sono molti pensieri, perché si è da soli e quindi è facilissimo che la mente vaghi. Quando c’è l’errore è normale avere un pensiero negativo, ma bisogna essere bravi a dargli il giusto peso e poi passare al punto dopo.

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Come vivi l’ultimo punto prima di vincere una partita? Ne senti il peso o ti sembra un punto come un altro?
L’ultimo punto prima di vincere il match, non lo vivo sempre nella stessa maniera perché dipende molto dall’andamento dell’intera partita, come sono arrivata fino a quel momento, ma sicuramente ci pongo molta più attenzione.

Ho letto che nel circuito WTA, le donne tendono a non essere molto amiche ma piuttosto avversarie anche fuori dal campo. E’ davvero così? Tu sei amica di qualche giocatrice del circuito?
Nel circuito Wta non ci sono molte vere amicizie. Io mi trovo bene con molte giocatrici, ma le amicizie strette si contano sulle dita di una mano. Credo sia normale, c‘è molta competizione tra donne.

Immagino che programmare spostamenti, gestire le prenotazioni di hotel ecc. sia difficoltoso, come gestisci questa parte logistica? Che poi la devi anche coordinare con gli allenamenti e la preparazione…
La parte della gestione  dei tornei – hotel spostamenti e viaggi- richiede un po’ di tempo, ma con gli anni diventa molto più facile. Quando si parte da casa, o dalla propria base, e’ più facile, mentre quando si è tra un torneo e l’altro, e non si conosce bene il paese e le varie possibilità di tragitto, diventa un po’ più difficoltoso. Quando e come conviene partire e prenotare l’hotel, bisogna sempre deciderlo in itinere anche con tempi ristretti. Facendo base a Torino, sono molto fortunata perché ho vicini sia l’aeroporto di Torino che quelli di Milano e di Bergamo, quindi ho molte possibilità di scelta.

 I tennisti devono vivere con i soldi che guadagnano vincendo partite e tornei, è difficile riuscire a coprire tutte le spese per coloro che sono fuori dalla top 100? Comunque anche chi è nella top 200 ha gli sponsor che pagano o no?
I guadagni dei tennisti derivano dai tornei da singolarista o doppista, a livello ATP e WTA. Poi ci sono i tornei a squadre nazionali, che il tennista può svolgere durante l’anno nei vari paesi, non solo in Italia. Oppure i guadagni arrivano quando si è supportati da sponsor che aiutano il tennista a poter svolgere la loro attività senza dover gravare sulla famiglia.

Come vedi il tennis maschile e femminile italiano?
Il tennis maschile negli anni è molto cresciuto. Ci sono tantissimi ragazzi nei primi 300, credo una ventina di uomini, e questi sono degli ottimi numeri. Vedo molto potenziale e professionalità da parte di tutti, anche dei più giovani che ho conosciuto in giro. Il tennis femminile, in questo momento, ha molti meno numeri rispetto agli uomini ma sono cicli e sicuramente la situazione migliorerà nei prossimi anni.

Progetti dopo la tua carriera tennistica?
Ho un paio di idee che mi piacerebbe portare avanti quando la mia carriera tennistica finirà, ma mi ci dedicherò tra qualche anno.

Ringraziamo Giulia per la sua disponibilità e naturalmente le auguriamo un grosso in bocca a lupo.

Isabella Bonciani

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