O lo ami, o lo odi. Io lo amo

O lo ami, o lo odi. Io lo amo

Quando, leggendo il tabellone, mi era capitato sottocchio l’accoppiamento Fognini-Lopez, non ero riuscito a trattenere una sincera risata, ricordando con precisione l’ultimo loro incontro, Wimbledon 2016, conclusosi in un rigido clima rissoso divenuto virale in pochissime ore

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La madre patria torna a chiamare ed i nostri paladini, scrutati dall’occhio instancabile di Binaghi, si schierano fieri sui nastri di partenza.
A guidare lo sgangherato battaglione italico, ridottosi ormai a poco più di una disgiunta compagnia di soci, non può che esserci Fabio Fognini, nonostante il perbenismo dilagante che, senza precise elezioni, avrebbe scelto, per ricoprire questo ruolo, l’instancabile podista Paolo Lorenzi.
Quando, leggendo il tabellone, mi era capitato sottocchio l’accoppiamento Fognini-Lopez, non ero riuscito a trattenere una sincera risata, ricordando con precisione l’ultimo loro incontro, Wimbledon 2016, conclusosi in un rigido clima rissoso divenuto virale in pochissime ore. Parlando poi di puro tennis, vedevo tutte le premesse per la possibilità di assistere ad un scontro interessante, grazie all’indiscusso ed innegabile talento che scorre nelle braccia dei due mediterranei sfidanti.
Sul campo 20 dunque, a discapito di quanti sbavano da giorni per la scontatissima partita tra Djokovic e Verdasco (davvero qualcuno pensava che l’iberico potesse vincere?), assisto ad un gradevole spettacolo, contemplando con ammirazione l’assurda velocità di palla del litigioso ligure, che dal centro, preferendo col dritto la spinta all’ormai scontata rotazione, tiene lontano dalla pericolosissima rete il virtuoso spagnolo.
Solidità mentale insolita, condita da splendidi numeri di negromanzia con il bimane rovescio, completano l’ottima scenografia da lui allestita a puntino, rendendo vana la pur ottima resa della solita prima mancina servita da Feliciano.
Convincente, quindi, la prova offerta, preambolo intrigante della prossima sfida contro Benoit Paire.
Il francese, discreto perdente che mai mi ha fatto impazzire, è più folle di Fognini, senza alcun dubbio.
Di sicuro, però, preferisco un match come questo ad una inenarrabile sciagura quale Ferrer-Simon.
Menzione d’onore la merita anche la Giorgi. Ovviamente perde, che novità.
La notizia, in questo caso, è che una delle ormai famose cannonate della nostra paladina sia entrata in orbita, per poi assumere la forma di un meteorite e distruggere la casa della povera Halep, già tremendamente infelice per la sconfitta al primo turno.
È stato un favoloso primo turno, prepariamoci al meglio.

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