Us Open preview: Federer, le fatiche possono attendere. Ostacolo Kvitova per Flavia Pennetta

Us Open preview: Federer, le fatiche possono attendere. Ostacolo Kvitova per Flavia Pennetta

La decima giornata degli U.S Open è teatro della seconda ed ultima tornata di quarti di finale in programma. Roger Federer è impegnato contro il francese Richard Gasquet. Flavia Pennetta cerca la seconda semifinale a New York, dopo quella di due anni fa, contro la n. 4 del mondo Petra Kvitova. Completano il quadro Halep-Azarenka e Wawrinka-Anderson.

La decima giornata degli Us Open è teatro della seconda ed ultima tornata di quarti di finale in programma. (Clicca qui per il programma completo di giornata)
Onde evitare la fatwa dei paciosi oltranzisti Federiani principiamo con l’impegno del monarca elvetico, sebbene sia l’ultimo ad andare in scena in ordine di tempo. L’attempato distributore di squisitezze continua ad erogare diademi e lapislazzuli ad orario continuato. 
Roger Federer of Switzerland returns a shot against Sam Groth of Australia in their men's singles match at the 2014 U.S. Open tennis tournament in New York
Giunto ai quarti avvalendosi della sua nuova arma impropria, la famigerata “SABR” (Sneak Attack By Roger) quest’oggi dovrà fare i conti con il francese Richard Gasquet, a sua volta ideatore di una soluzione tecnica altrettanto nociva: la “GEDR” (Gioco Eclusivamente a Decametri dalla Riga).
In fondo la differenza tra i due giocatori, oltre all’impercettibile disparità tra le rispettive stanze dei trofei,  si può rilevare analizzando la prossemica con cui occupano il rettangolo di gioco. Federer fagocita gli spazi, anticipando tempi ed intenzioni degli avversari, costringendo gli antagonisti a decisioni frettolose che, nella gran parte dei casi, si traducono in sterili improvvisazioni prive di costrutto.

Gasquet
, in tal senso. rappresenta il perfetto contraltare dello svizzero. Il virtuoso transalpino abita da più di una decade le retrovie di tutti i campi del circuito. Richard da la netta sensazione che il proprio cordone ombelicale tennistico sia radicato a non meno di due metri dalla linea di fondo campo, un cordone che, per codardia e pigrizia, non hai mai voluto recidere. L’ignavia del francese lo porta a considerare che, tutto sommato, giocando in questo modo scellerato riesce comunque a vincere un buon numero di partite, ragione per cui non vale la pena di snaturarsi. Noi continuiamo a pensare che stia dissipato gran parte del suo potenziale, perseverando con questa ottusa condotta tattica, negandoci la possibilità di avere un giocatore così magnificente ai vertici del tennis mondiale.
Ci siamo dilungati in questa severa reprimenda nei confronti di Gasquet perchè l’incontro, per le ragioni succitate, non consente alcun volo pindarico. La contesa si risolverà in favore di Roger in meno di due ore, permettendo al numero 2 del mondo di serbare preziose energie in vista delle fasi finali del torneo. 
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Nel secondo quarto di finale maschile in programma, quello che decreterà lo sfidante di Federer, sfida tutt’altro che banale tra Stan Wawrinka e Kevin Anderson.

Il campione in carica del Roland Garros giunge a questo incontro formalmente come favorito. Il cammino sin qui intrapreso dall’elvetico, però, fa sorgere più di qualche perplessità sull’effettivo vantaggio dello svizzero.
Wawrinka, dopo il detonante successo parigino, è progressivamente calato, per intensità e continuità, dando l’impressione di essere già pago e satollo di successi per questo 2015. Le prime avvisaglie si sono riscontrate già a Wimbledon, dove lo svizzero ha conquistato i quarti senza convincere, prima di farsi estromettere da Gasquet.
Involuzione comprovata dalla fallimentare resa nei due Master agostani, ove si sono palesate anche le arcinote controversie sentimentali del vilipeso Stan. In questa edizione degli U.S l’elvetico ha beneficiato di un tabellone oltremodo irrisorio, gremito da opachi comprimari quali Ramos, Chung, Bemelmans e Young. Cionostante, Stanimal ha esibito svagatezza e faciloneria, affrontando con superficialità i primi quattro turni del torneo.

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Chi invece sta consacrandosi nel corso di questo segmento estivo sul cemento americano è proprio Kevin Anderson.
Il sudafricano attualmente detiene, in coabitazione con Roger Federer, la più prolungata striscia di successi consecutivi: tra Winston-Salem, ove ha conseguito la vittoria finale del torneo, e la prima settimana di U.s Open Anderson ha inanellato nove vittorie consecutive.

Lo sgraziato perticone pare essersi finalmente affrancato dal proprio anonimato tennistico
, condizione nella quale sembrava irrimediabilmente imprigionato. Con ogni probabilità lo scatto decisivo Kevin lo ha compiuto, così come è avvenuto per lo stesso Wawrinka, a seguito di una sconfitta contro Djokovic. La dolorosa batosta rimediata negli ottavi dei Championships, maturata dopo un incontrastato dominio del sudafricano per buona parte dell’incontro, anzichè demolirne il morale, ha contribuito ad irrobustirne l’autostima, convincendolo di essere finalmente pronto ad affrontare i più forti del mondo ad armi pari. La vittoria negli ottavi di finale su Andy Murray certifica questo salto di qualità del sudafricano, giunto al suo primo quarto di finale in un torneo del Grande Slam alla veneranda età di 29 anni.
Angelique Kerber - Victoria Azarenka Women's Singles Third-Round Match

Sul versante femminile quarto di finale ricco di conenuti  tra Azarenka e Halep
. Vika sta dando vita all’apice prestazionale della propria stagione, convincendo sia per la qualità di gioco espressa sia per la tenuta fisica sin qui esibita. Nonostante la bielorussa attualmenti occupi la 20esima posizione del ranking, assegnarle il ruolo di sfavorita sarebbe improprio. Azarenka ha raggiunto la finale a Flushing Meadows in ben due occasioni,confermando l’affinità elettiva con questo Slam anche in questi primi dieci giorni della rassegna newyorchese, rifiorendo dopo mesi di traversie e sbandamenti.
Halep, invece, non  ha mai nascosto la propria idiosincrasia per il Major statunitense. La rumena giunge solo quest’anno ai quarti di finale dello Slam americano, dopo una cospicua collezione di insuccessi. La numero due del mondo sta pagando una schizofrenia tecnica che l’ha indotta a cambiare più volte il proprio allenatore, con risultati via via sempre più deludenti. Immaginiamo che Halep si stia ancora meldicendo per aver sbrigativamente allontanato Wim Fissette, tecnico con cui ha raggiunto i migliori risultati della carriera. Rimpianto destinato ad accrescere tra qualche ora, considerando che lo stesso Fissette sta coadiuvando fruttuosamente proprio Vika Azarenka.
Più che prevedibile un incontro battagliato, con concrete possibilità di terzo set. Qualora si verificassero questi presupposti Azarenka potrebbe contare su un ulteriore vantaggio, in virtù della smagliante condizione atletica manifestata nel corso del memorabile match contro Angelique Kerber. Halep, al contrario, nelle ultime settimane ha dimostrato di soffire la lunga distanza, contravvenendo alla propria natura di instancabile podista.
Azzardiamo un 2-1 in favore della bielorussa.

Chiudiamo con l’impegno di Flavia Pennetta, opposta alla furoreggiante Kvitova. La brindisina è reduce dal convincente successo sontro Sam Stosur, a sua volta carnefice di Sara Errani. Flavia ha saputo profittare di una favorevole porzione di tabellone, riscattandosi dopo un’estate alquanto incolore.

Kvitova, superata la debilitazione insorta dopo aver contratto la mononucleosi, sta trafiggendo la schiera di volenterose avversarie presentatesi al suo cospetto, evocando i fasti del suo ultimo trionfo in uno Slam (Wimbledon 2014).
Salvo imprevisti la ceca non dovrebbe concedere scampo all’italiana, sempre che Petra mantenga questo stato di grazia. 
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