Wimbledon: a Sara Errani il derby combattuto con la Schiavone

Wimbledon: a Sara Errani il derby combattuto con la Schiavone

Il secondo incontro sul campo 17, con il dispiacere di tutti i tifosi italiani, ha visto andare in scena il derby tra Sara Errani, testa di serie n.19, e Francesca Schiavone, ex campionessa del Roland Garros. Come ci si aspettava la partita  si è rivelata fin da subito affascinante ed in un certo senso atipica, visto il tennis delle due, non di certo erbivore. Scambi lunghi, rovesci in back, dritti carichi, smorzate e volèe hanno caratterizzato un match tutt’altro che banale e noioso. Chirurgici i colpi della romagnola, meno fallosa della milanese, che più volte ha tentato  di accorciare gli scambi per non finire nella tela di Sara.

A trionfare di fronte ad un pubblico divertito per il tennis espresso dalle due, è stata la finalista di Parigi del 2012, al termine di un match che si è trasformato in una vera e propria lotta di nervi, (6-2 5-7 6-1), il punteggio finale. Molti i punti combattuti e gli scambi di pregevole fattura che alla fine hanno premiato una Errani più solida e cinica della sua avversaria nei momenti fondamentali. Saranno infatti 60 i gratuiti commessi dalla Schiavone, davvero troppi per pensare di impensierire Sara. Felicità  per la romagnola, che non riusciva a superare un turno nello Slam londinese dal 2012.  Il prossimo ostacolo per lei sarà rappresentato dalla vincente di Vinci-Krunic.
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Nel primo set la prima a piazzare l’allungo è stata la Errani, che dopo aver ottenuto il break in apertura, si  portava sul 4-1. Da segnalare un ricamo a rete della n.1 azzurra, autrice di una splendida smorzata in seguito a un lob calibrato alla perfezione, che ha messo in difficoltà la sua avversaria. La campionessa di Parigi iniziava però ad essere più propositiva cercando di accorciare gli scambi, per non mettere nelle condizioni di gioco ideali la compagna di nazionale. Il risultato è che la Schiavone recuperava un break di svantaggio andando a segno con un dritto lungolinea.

Il match si faceva sempre più combattuto, il settimo game sembrava essere infinito: 36 punti giocati, che alla fine premiano la 28enne romagnola, che approfittando di un recupero out della sua avversaria, si portava sul 5-2 con la possibilità di servire per il primo set. Opportunità che Sara non si faceva scappare tenendo la battuta a 30. A sancire il set una risposta lungo linea  con il rovescio della Schiavone finita out di poco.
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La seconda frazione seguiva l’ordine dei servizi con la 35enne milanese che teneva con maggiore facilità i turni di battuta. La Errani infatti era costretta ad annullare 3 palle break, di cui 2 nel sesto gioco, prima agganciare la sua rivale sul 3-3, grazie ad uno splendido passante. L’equilibrio si spezzava sorprendentemente nel settimo gioco quando Sara, alla seconda occasione utile, conquistava il break grazie ad un doppio fallo commesso dalla Schiavone.

Gli errori in risposta della n.80 della classifiche aumentavano sempre di più, Sara ringraziava e velocemente si portava ad un game dal successo: 5-3.  Successo che però non arrivava perchè la milanese con tutta la grinta che la contraddistingue recuperava il break di svantaggio con un dritto vincente, restando così agganciata alla sua avversaria, in una vera e propria lotta di nervi. I successivi due giochi erano appannaggio di Francesca , che grazie ad un dritto incrociato vincente, rimandava la fine della disputa al set decisivo.

Le fatiche del secondo set però non avvantaggiavano di certo la campionessa del Roland Garros 2010, troppo fallosa anche a causa della maggiore spinta e profondità trovata da un Errani carica che come sempre non mollava nessuna palla. Il risultato è che la romagnola impattava sul 4-1, trovando ottimi passanti quando la sua avversaria scendeva a rete.  Ancora un game lottato il sesto dell’incontro, che la Errani, nonostante alcuni battibecchi con il giudice di sedia, è riuscita a portarsi a casa. La Schiavone non sfruttava una chance per conquistare il game, consegnandosi così alla sua avversaria, che con una volèe alta di rovescio poneva fine al match.

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