Aspria Tennis Cup 2025: giovani promesse, grandi ritorni e sogni di Finals a Milano

All'Aspria Harbour Club di Milano torna l'Aspria Tennis Cup: giovani promesse come Vasamì, leggende come Cecchinato e lo spettacolo di Paire. E la città sogna le ATP Finals dal 2028.
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Milano al centro del tennis: torna l’Aspria Tennis Cup

Domenica 22 giugno scatta la 19ª edizione dell’Aspria Tennis Cup, torneo ATP Challenger che, nel cuore dell’estate milanese, richiama appassionati e addetti ai lavori per una settimana di grande tennis. Sul rosso dell’Aspria Harbour Club si sfideranno giovani talenti e veterani di valore internazionale, in un mix che rende l’evento un laboratorio perfetto per osservare il futuro del tennis mondiale.

L’edizione 2025 è particolarmente attesa non solo per il valore del tabellone, ma anche perché si inserisce in un momento strategico per Milano. La città guarda avanti, puntando a riconquistare un ruolo centrale nel calendario tennistico internazionale. Dopo aver perso le Next Gen ATP Finals a favore dell’Arabia Saudita, il capoluogo lombardo sogna in grande: l’ambizione, emersa con cauto ottimismo durante la conferenza stampa del torneo, è quella di ospitare le ATP Finals dal 2028. Non c’è ancora una conferma ufficiale, ma l’entusiasmo trapela chiaro dalle parole e dai gesti dei rappresentanti istituzionali presenti.

Wild card tra presente, passato e spettacolo

Come da tradizione, l’Aspria Cup offre spazio a chi il tennis lo rappresenta in modi diversi ma ugualmente affascinanti. Le wild card distribuite dagli organizzatori sono emblematiche di questa filosofia.

Il primo invito è andato a Jacopo Vasamì, astro nascente del tennis italiano e fresco vincitore del Trofeo Bonfiglio, una delle vetrine più prestigiose per i giovani talenti. Per il diciottenne, che ha già conquistato pubblico e media, si tratta di un’opportunità cruciale per confrontarsi con il tennis dei “grandi”.

In contrasto, la seconda wild card è stata affidata a Marco Cecchinato, giocatore simbolo del recente Rinascimento del tennis azzurro. Indimenticabile la sua epica vittoria contro Novak Djokovic ai quarti del Roland Garros 2018: un’impresa che ha segnato l’inizio di una nuova era per il movimento italiano. Per Cecchinato, oggi in cerca di riscatto, Milano rappresenta un possibile punto di rilancio.

Infine, torna a calcare il campo milanese Benoit Paire, autentico artista del tennis, capace di infiammare il pubblico con colpi fuori dal comune e, allo stesso tempo, di disinnescare tutto con una prestazione opaca. Ex numero 18 del mondo, è la scheggia impazzita del tabellone: in grado tanto di uscire al primo turno senza lottare quanto di regalare momenti da highlights stagionali.

Il tabellone: tra veterani e promesse

A guidare il seeding c’è Roberto Carballés Baena, attualmente numero 70 del ranking ATP, di ritorno da un infortunio che lo ha costretto a saltare il Roland Garros. Tra i principali rivali spicca un altro specialista della terra battuta, Albert Ramos Vinolas, due volte vincitore a Milano (2011 e 2014) e ormai prossimo al ritiro. Gli organizzatori gli tributeranno un omaggio speciale, in quello che potrebbe essere il suo ultimo passaggio all’Aspria Harbour Club.

Occhi puntati anche sui giovani rampanti: Dino Prizmic, croato classe 2004, arriva da due trionfi consecutivi nei Challenger di Zagabria e Bratislava. La sua battaglia epica contro Djokovic all’Australian Open 2024 resta impressa come un segnale del suo potenziale.

In tabellone anche Rodrigo Pacheco Méndez, vincitore del Bonfiglio nel 2023 e già protagonista nel circuito maggiore con i quarti di finale raggiunti ad Acapulco, e Rafael Jodar, campione in carica dello US Open Junior, che nonostante un ranking ancora basso (numero 675), sta muovendo i primi passi concreti nel tennis professionistico.

Milano sogna le Finals, ma intanto guarda avanti

In attesa di conferme ufficiali sul possibile approdo delle ATP Finals in città dal 2028, l’Aspria Tennis Cup conferma il ruolo strategico di Milano nella promozione del tennis in Italia. Un torneo che continua a crescere in prestigio e che si conferma come crocevia ideale tra passato, presente e futuro.

“Milano ha tutte le carte in regola per tornare ad essere una capitale del tennis”, è il messaggio, mai esplicitato ma chiaramente percepito, che filtra dall’ambiente del torneo. E intanto, tra le righe rosse dei campi in terra, si scrivono le prossime storie di questo sport.

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