Djokovic sogna un brindisi in spiaggia con Federer e Nadal: “Per riflettere insieme su quello che abbiamo fatto”

Novak Djokovic domina a Wimbledon 2025, riflette sulle sue rivalità con Federer e Nadal e sogna un futuro brindisi in spiaggia. Fisico al top e obiettivo chiaro: la finale.
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Djokovic torna a brillare: “Giornata perfetta in ufficio”

Wimbledon 2025 ha ritrovato il suo protagonista. Novak Djokovic, dopo aver vinto il match del secondo turno contro Daniel Evans con una prestazione praticamente impeccabile, ha confermato di essere ancora tra i candidati più credibili al titolo. “Sono molto, molto contento della mia prestazione. Sin dal primo punto sono stato preciso, ho cercato di mettere Evans sotto pressione costantemente”, ha dichiarato il serbo in conferenza stampa, sottolineando quanto sia importante iniziare ogni set con un break per mantenere l’inerzia del match.

La vittoria contro il britannico ha avuto un sapore speciale anche per il contesto: “Sapevo che sarebbe stata una partita particolare, giocare contro un britannico a Wimbledon ha sempre un significato diverso”, ha spiegato Djokovic, riconoscendo il talento del suo avversario ma mostrando piena soddisfazione per il proprio livello di gioco.

Il fisico risponde: “Nessuna preoccupazione come l’anno scorso”

Uno dei motivi del suo ottimo rendimento è la condizione fisica ritrovata. Rispetto allo scorso anno, quando le domande sulle sue condizioni dopo l’operazione al ginocchio erano all’ordine del giorno, ora Djokovic respira un’aria diversa: “Non penso più al piede, non ho problemi fisici importanti. Il mio corpo è in ottima forma”. A 38 anni, Nole continua a stupire per freschezza atletica e chiarezza mentale.

Lo conferma anche un aneddoto curioso: “Mi sono incrociato con Gael Monfils negli spogliatoi. Mi ha detto sorridendo: ‘Buona giornata in ufficio’. Alla nostra età, queste giornate perfette sono importanti”, ha raccontato con una risata.

Lentezza a Wimbledon: colpa delle palline?

Djokovic ha voluto soffermarsi anche su un dettaglio tecnico che, a suo dire, sta influenzando il ritmo dei match a Wimbledon: “Rispetto a 10 o 15 anni fa, le palline Slazenger si ammorbidiscono molto prima. Non credo che sia colpa dell’erba, che viene preparata con grande costanza. Ma questo rallenta il gioco e favorisce chi gioca da fondo campo con molto topspin”. Una riflessione interessante che apre uno spunto sul cambiamento del tennis moderno, anche su superfici tradizionalmente rapide come l’erba.

Il brindisi immaginario con Federer e Nadal

Ma il momento più amato dal pubblico è arrivato nel post partita, quando Djokovic ha risposto con ironia a una domanda sull’eredità lasciata dalle grandi rivalità: “Probabilmente ci rifletterò tra qualche anno, sorseggiando un margarita in spiaggia con Roger e Rafa”, ha detto con il sorriso, facendo scoppiare il Centre Court in un applauso. Poi ha aggiunto, scherzando: “In realtà non ho mai bevuto un margarita in vita mia. Non è che mi piaccia particolarmente, ma suonava bene”.

Più che una battuta, sembra un desiderio sincero: “Spero davvero che un giorno, in un contesto più rilassato, possiamo trovarci io, Roger e Rafa a riflettere su tutto quello che abbiamo fatto per questo sport. Sarebbe fantastico”. Un’immagine potente e nostalgica, che ha emozionato i fan di ogni generazione.

Obiettivo: la finale, ancora una volta

Nonostante la leggerezza delle parole, l’obiettivo è chiarissimo: arrivare fino in fondo. Djokovic non si nasconde: “Se gioco come oggi, credo di avere molte possibilità contro chiunque. Wimbledon e la Rod Laver Arena sono le piste dove ho ottenuto i miei migliori risultati”. L’entusiasmo è palpabile e il messaggio è chiaro: Nole è ancora qui, competitivo come sempre, pronto a scrivere un nuovo capitolo della sua leggenda.

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