Sinner domina a Wimbledon e ammette: “Djokovic è il mio riferimento, ma siamo diversi”

Jannik Sinner domina a Wimbledon, riflette sulle insidie dell’erba e parla del paragone con Djokovic: “Mi ispiro a lui, ma siamo diversi”.
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Un Sinner solido vola al terzo turno di Wimbledon

Jannik Sinner non lascia scampo all’australiano Aleksandar Vukic e conquista con autorità l’accesso al terzo turno di Wimbledon. Il numero uno del mondo si è imposto con un netto 6-1 6-3 6-3 sul Campo Centrale, confermando la sua solidità mentale e tecnica in una superficie dove ogni dettaglio può fare la differenza.

“Sono molto contento della prestazione e della vittoria. Giocare sul Centrale è sempre speciale”, ha dichiarato l’azzurro in conferenza stampa, sottolineando l’importanza di mantenere alta la concentrazione, soprattutto sull’erba, dove il margine d’errore è minimo. “Anche oggi se lui mi fa il break nel terzo set, la partita si poteva allungare”, ha aggiunto con lucidità.

Le insidie dell’erba e l’adattamento alle condizioni variabili

Sinner ha poi riflettuto sulle difficoltà che comporta giocare sull’erba, soprattutto con i cambiamenti climatici e di orario che incidono sul rimbalzo e sulla tenuta del campo. “Tra le sette e le otto e mezza le condizioni cambiano tanto. Si scivola di più, e quando chiudono il tetto la situazione cambia ancora. Inoltre, i primi due giorni ha fatto molto caldo e anche i campi d’allenamento si sono rovinati”, ha spiegato, evidenziando quanto sia fondamentale sapersi adattare rapidamente.

Il paragone con Djokovic: rispetto, ispirazione, ma anche differenze

Inevitabile, vista la sua ascesa, il confronto con Novak Djokovic. Pur ammirando profondamente il campione serbo, Sinner ha ribadito la propria identità tennistica. “Siamo due giocatori diversi. Abbiamo alcune somiglianze nel modo in cui colpiamo di dritto e rovescio, ma lui ha molta più esperienza e varia di più il gioco. Forse io sono un po’ più veloce”, ha spiegato il ventiduenne di San Candido.

L’italiano non ha nascosto di ispirarsi al serbo, ma solo per migliorare il proprio stile, senza snaturarlo. “Mi ha dato molti consigli per rendere il mio gioco simile al suo, ma mantenendo il mio stile”, ha sottolineato. E ha poi aggiunto: “Djokovic è sicuramente la persona a cui mi ispiro di più, quella da cui ho attinto di più”.

Un omaggio sincero a chi, per anni, ha dominato il circuito, ma anche un’affermazione di indipendenza tecnica e mentale. La consapevolezza di chi sa che per vincere non basta copiare, ma bisogna trasformare in proprio ciò che si apprende.

Lo sguardo al prossimo turno

Con la testa già rivolta al prossimo avversario, lo spagnolo Pedro Martinez, Sinner mantiene i piedi per terra. Il torneo è ancora lungo e il giovane numero uno è ben consapevole delle insidie che Wimbledon può riservare, soprattutto in un’edizione che ha già visto cadere molte teste di serie.

Ma il suo atteggiamento determinato e la capacità di leggere con maturità le situazioni lasciano intendere che l’Italia può continuare a sognare. Sinner non vuole essere il nuovo Djokovic: vuole essere il primo Sinner.

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