Un sogno diventato realtà per Sinner
Jannik Sinner scrive un’altra pagina storica del tennis italiano raggiungendo per la prima volta la finale di Wimbledon, dopo aver superato in tre set Novak Djokovic, sei volte campione sull’erba londinese. Con questo risultato, il numero uno del mondo diventa il terzo italiano di sempre a raggiungere l’ultimo atto del torneo inglese – dopo Matteo Berrettini nel 2021 e Jasmine Paolini nel 2024 – e il primo italiano nella storia a disputare la finale in tutti e quattro i tornei del Grande Slam.
Un percorso di crescita costante
Visibilmente emozionato, Sinner ha raccontato nel post partita quanto questo traguardo sia significativo per lui: “Era il torneo che guardavo in TV da bambino, pensare di giocarci era già un sogno. Ora sono in finale ed è incredibile. Farlo davanti a mio padre e mio fratello, qui presenti, rende tutto ancora più speciale”.
Determinante, secondo lo stesso altoatesino, è stato il lungo percorso di crescita sul verde di Wimbledon: “Quando sono arrivato qui per la prima volta nel 2019, nemmeno sapevo come muovermi sull’erba. Ora mi sento a mio agio. Il lavoro fatto in questi anni inizia a dare i suoi frutti”.
La prestazione contro Djokovic e le condizioni del serbo
Sinner ha dominato Djokovic con una prestazione solida e matura, confermando la sua eccellente forma. “Ho servito bene e mi sono mosso molto meglio rispetto ai giorni scorsi”, ha spiegato, sottolineando però che l’avversario potrebbe non essere stato al meglio dopo la caduta nel match precedente. “Nel terzo set sembrava non stare bene, ma io ho cercato di restare concentrato sul mio gioco”.
Il successo ha permesso a Sinner di diventare l’11° giocatore dell’Era Open a raggiungere almeno una finale in ognuno dei quattro Slam, un traguardo che lo colloca tra i grandi del tennis contemporaneo, subito dopo l’era dei Fab Four.
Attesa per la sfida con Alcaraz
Domenica, Sinner ritroverà in finale Carlos Alcaraz, rivale già incontrato nella drammatica finale del Roland Garros, la più lunga della storia del torneo parigino. L’altoatesino ha parlato del loro rapporto di reciproca spinta e competizione: “È sempre un onore condividere il campo con Carlos, ci spingiamo a vicenda oltre i nostri limiti. Non so se riusciremo a fare meglio rispetto a Parigi, ma di certo daremo il massimo”.
Anche se il precedente parigino ha lasciato l’amaro in bocca, Sinner guarda avanti con fiducia: “Rispetto alla sfida del Roland Garros spero che vada meglio, anche perché peggio di così non è possibile…”, ha commentato sorridendo.
La forza di un team e la mentalità giusta
Dietro il successo di Sinner c’è un lavoro costante e un team coeso. “So quanto lavoriamo duramente ogni giorno con il mio staff. Per me la cosa più importante è continuare a crescere su tutte le superfici”, ha spiegato, evidenziando la filosofia di umiltà e dedizione che lo ha accompagnato fino a questo storico traguardo.
Il viaggio di Jannik Sinner continua, e domenica a Wimbledon si scriverà un nuovo capitolo della sua storia. Stavolta, però, con la consapevolezza che il sogno di un bambino davanti alla TV è diventato realtà, e con la possibilità concreta di alzare il trofeo più ambito del tennis.


