Lorenzo Musetti e il sogno Finals: “Torino è sicuramente il mio grande obiettivo”

Lorenzo Musetti punta con decisione alle ATP Finals di Torino 2025. Dopo un’ottima stagione sulla terra, il tennista italiano cerca conferme anche sul cemento per restare tra i migliori otto del mondo.
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Il sogno di Torino: obiettivo dichiarato

“Torino è sicuramente il mio grande sogno, ma non voglio mettermi troppa pressione”. Con queste parole Lorenzo Musetti conferma apertamente quella che è la sua grande ambizione per il 2025: qualificarsi alle Nitto ATP Finals, in programma a novembre proprio in Italia. Un obiettivo che non è solo simbolico, ma oggi più concreto che mai: il carrarino è attualmente sesto nella Race to Turin, preceduto solo da mostri sacri come Alcaraz, Sinner, Djokovic, Zverev e Draper.

Una posizione conquistata grazie a un primo semestre in gran parte giocato ad altissimo livello, pur con alcune difficoltà legate agli infortuni e a una forma non sempre costante.

Il rendimento sulla terra e il nodo cemento

Musetti ha costruito la sua scalata soprattutto sulla terra battuta, superficie sulla quale ha raccolto uno straordinario 19-4 di record stagionale. Semifinalista al Roland Garros, a Monte-Carlo, Madrid e Roma, ha anche accarezzato il sogno del titolo nel Principato. La sua cifra stilistica – variazioni, tocco sopraffino, rovescio a una mano da manuale – si esalta sulla terra, dove può gestire i ritmi e controllare gli scambi.

Il discorso cambia quando si passa ai campi veloci, dove Musetti deve ancora completare la sua maturazione. Finora, su cemento, il bilancio del 2025 è in equilibrio: 6 vittorie e 5 sconfitte, con prestazioni altalenanti che rischiano di compromettere la corsa alle Finals se non verranno corrette. Dopo il ritiro prematuro da Wimbledon – complice un virus che gli ha fatto perdere tre chili e le energie necessarie per competere – e la sconfitta contro Norrie a Washington, la tournée americana diventa il vero banco di prova per dimostrare che anche il cemento può diventare terreno fertile per la sua classe.

“Quando sento bene la palla riesco a reggere anche lunghi scambi di rovescio, non è un vero svantaggio per me. Ma qui sul veloce bisogna essere più rapidi: la palla viaggia più forte e hai meno tempo per difenderti”, ha ammesso lo stesso Musetti.

La sinergia con Tartarini: un rapporto oltre il campo

Dietro la crescita del giovane talento azzurro c’è una figura che lo accompagna sin dagli inizi: Simone Tartarini, coach e mentore, con il quale ha costruito un rapporto profondo che va oltre il tennis. “Abbiamo una grande connessione, sia sulla vita che sul tennis. Il nostro rapporto cresce ogni volta che trascorriamo il tempo insieme”, ha raccontato Musetti, sottolineando come il lavoro quotidiano con Tartarini sia stato fondamentale per arrivare fino al numero 6 del ranking mondiale a giugno.

Un sodalizio che ha permesso al tennista di Carrara di affrontare con serenità anche i momenti difficili, come il recupero dopo l’infortunio al Roland Garros o il virus pre-Wimbledon, e di prepararsi con metodo alle prossime sfide sul cemento.

L’Italia del tennis: un movimento in pieno fermento

L’ascesa di Musetti non è un caso isolato. Il tennis italiano sta vivendo una fase di autentico splendore, con sette giocatori tra i primi 50 del mondo e una federazione che ha investito con decisione in tutte le aree dello sviluppo sportivo: dai Futures ai Challenger, fino ai tornei ATP e ai grandi eventi come le Finals e il Masters 1000 di Roma.

“La Federazione ha fatto grandi investimenti, anche nell’organizzazione dei tornei in Italia. Abbiamo tutto ciò di cui un tennista ha bisogno per diventare professionista”, ha sottolineato Musetti, riconoscendo il ruolo strategico delle istituzioni nel permettere ai giovani talenti di emergere e restare competitivi nel circuito.

Una corsa contro il tempo e contro le superfici

Le prossime settimane saranno decisive. Con la stagione nordamericana ormai entrata nel vivo, Musetti dovrà dimostrare di poter essere efficace anche lontano dalla terra. A partire dal Masters 1000 di Toronto, dove debutta contro l’australiano Duckworth, passando per Cincinnati e lo US Open: ogni punto è prezioso per mantenere la posizione nella Race e coronare il sogno di Torino.

In un’annata segnata dalla definitiva esplosione di Jannik Sinner, Musetti sta cercando di prendersi il suo spazio, con ambizione e consapevolezza. La Top 10 è già realtà. Ora, serve il salto di qualità anche sul cemento per completare un percorso che, tra talento e determinazione, sembra davvero pronto a condurlo tra i maestri del tennis mondiale.

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