Arnaldi, Sonego e Cobolli: tre sconfitte inattese da cui provare a ripartire

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Sono dei risultati che forse alla vigilia degli incontri nessuno avrebbe pronosticato, anche perché i tre esponenti dei colori italiani erano reduci da prestazioni soddisfacenti, anche se non sempre vincenti. 

La sconfitta di Matteo Arnaldi  

Matteo Arnaldi è stato sconfitto in un’ora e cinquantaquattro minuti, con il punteggio di 2 – 0 ( parziali 4 – 6, 3 – 6), dallo spagnolo Roberto Bautista Augut, un giocatore a fine carriera che si è imposto sul più giovane avversario. La prestazione del sanremese è stata abbastanza incolore. 

Una sconfitta inaspettata e dal sapore amaro per i tifosi italiani, considerata una sorta di passo falso da parte di Arnaldi, in particolare, nel ricordo della sua recente vittoria all’Open di  Madrid sul Campione Serbo Novak Djokovic, costata allo stesso l’uscita al primo turno dal torneo spagnolo. 

La sconfitta di Flavio Cobolli   

L’altro italiano sconfitto, in rigoroso ordine alfabetico, è stato Flavio CobolliAnche per lui, stesso discorso sul fatto che forse il pubblico si aspettasse qualcosa di più dal vincitore del recente ATP 250 di Bucarest, dove il romano ha conquistato il suo primo titolo di singolare ATP Tour e il n. 100 per l’Italia, battendo in finale l’argentino Sebastian Baez, con il punteggio di 2 – 0 (parziali  6 – 4, 6 – 4) e raggiungendo il n. 36 nella classifica ATP Ranking

Le lacrime del tennista romano durante l’intervista a margine dell’incontro di Roma, dice molto sul significato emotivo che per lui rappresentano gli Internazionale BNL d’ItaliaUna reazione comprensibile, considerando che per Flavio Cobolli, come per il collega concittadino Matteo Berrettini, quello presente negli spalti del Foro Italico è “percepito” come il pubblico di casa, un pubblico da assecondare e da premiare con prestazioni eccellenti. 

Una “sconfitta in casa” potrebbe avere avuto per lui il sentore di una sorta di “tradimento” nei loro confronti. Archiviato il torneo di singolare il tennista romano si concentrerà sul torneo di doppio e successivamente sul suo prossimo impegno sulla terra battuta, in vista dello Slam parigino del Roland Garros, che lo vedrà protagonista ad Amburgo, torneo al quale parteciperà insieme al n. 1 d’Italia e del mondo Jannik Sinner.

La sconfitta di Lorenzo Sonego 

Arriviamo al terzo sconfitto, Lorenzo SonegoIl tennista torinese è uscito di scena al primo turno degli Internazionali BNL d’ItaliaAd avere la meglio su di lui è stato il collega argentino Roman Andres Burruchaga con il punteggio di 2 – 0 (parziali 6 – 2, 6 – 3 ). Anche per Sonego si pensava a un risultato favorevole che avrebbe determinato il passaggio al secondo turno. Le sue recenti prestazioni, a differenza dei suoi colleghi sconfitti, non sono state sempre favorevoli, il suo tennis dallo scorso anno è caratterizzato da frequenti alti e bassi. 

La sua più recente vittoria in un torneo ATP risale allo scorso al 250 di WinstonSalem, dove, il 24 agosto 2024 ebbe la meglio in finale sul tennista californiano Alex Michelsen per 2 – 0 (parziali 6 – 0, 6 – 3). Anche Lorenzo Sonego nell’immediato concentrerà la sua attenzione sul torneo di doppio, prima di pensare allo Slam del Roland Garros.

I possibili motivi dietro queste sconfitte 

Quando un tennista perde una partita, i commentatori, gli addetti ai lavori, gli stessi spettatori e i tifosi, cercano diverse giustificazioni. Si va alla ricerca dei motivi che possano essere stati la causa di un basso rendimento, di una condizione in calo, di un inconveniente di natura fisica o, a volte, di natura mentale. La realtà, della quale più volte si è detto e scritto, è che i tornei sono molto ravvicinati e spesso il fisico ne risente, nonostante la maggior parte dei partecipanti abbiano un’età molto giovane. 

Il segreto dovrebbe essere quello di optare per delle scelte mirate, scegliere determinati tornei a discapito di altri, in primo luogo allo scopo di salvaguardare il fisico, che se sfruttato ai minimi termini alla lunga presenterà inevitabilmente il conto con infortuni di vario genere, che con il trascorrere del tempo potrebbero limitare le capacità competitive degli stessi protagonisti. Altre volte entra in campo la mente, determinate condizioni psicologiche che minano il rendimento in campo, dovute ad esempio a preoccupazioni in merito alla riuscita nei vari match. 

Altra componente quella privata. I giocatori che scendono in campo sono persone e non robot, a volte potrebbero avere dinamiche familiari che destano loro pensieri, oppure altre situazioni legate sempre alla sfera personale e privata delle quali esclusivamente loro hanno sentore. Anche il pubblico dovrebbe provare a vestire i loro panni, immedesimarsi nelle loro sensazioni, in una parola dovrebbe essere più empatico, in modo che, prima di giudicare negativamente una sconfitta colpevolizzando il giocatore, si dovrebbe riflettere sul fatto che una giornata negativa la possono avere anche i grandi campioni. 

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