Anche per Fabio Fognini si avvicina il “pensionamento”, il giocatore nativo di Sanremo si appresta appresta a preparare il famoso chiodo dove appendere la racchetta. Lo ha lasciato intendere a margine del suo recente incontro agli Internazionali BNL d’Italia, dove è stato sconfitto con il punteggio di 6 – 2, 6 – 3 dal britannico n. 57 del mondo Jacob Fearnley.
Sugli spalti, visibilmente commossa, la moglie Flavia Pennetta, ex tennista, vincitrice degli US Open nel 2015, dove sconfisse, con il punteggio di 7 – 6, 6 – 2, la connazionale Roberta Vinci in una sorta di “derby azzurro”.
Il saluto a Roma, gli episodi salienti della carriera e il carattere del tennista azzurro
Fabio Fognini ha salutato Roma. Un saluto che non ha il sapore di un “addio” ma di un “arrivederci”, se non come giocatore, almeno in altra veste. Al termine del suo discorso a margine dell’incontro dell’8 maggio scorso rivolto al pubblico, ha pronunciato la frase: “ci vediamo sui campi”. Il saluto al pubblico nello scenario degli Internazionali BNL d’Italia, ha per il tennista ligure un significato sentimentale, lui stesso ha definito quello in corso di svolgimento nei campi del Foro Italico, il suo “torneo più amato”, perché il pubblico presente sugli spalti di Roma, ha sempre sempre un’atmosfera affettuosa e accogliente nei suoi confronti, attraverso un tifo molto caldo, sin dal 2006, quando diciottenne debuttò nel main draw romano e fu sconfitto con il punteggio di 7-6, 6-3 dal tennista svedese Thomas Johansson.
Da quel giorno, ogni anno, l’appuntamento degli inizi e metà maggio tra Fognini e il torneo Capitolino ha rappresentato qualcosa di speciale. A questo proposito, possiamo ricordare il primo incontro con Rafael Nadal che risale al 2013, quando il nativo di Manacor siglò la vittoria numero sette (su dieci n.d.r.) agli Internazionali BNL d’Italia, passando per altre epiche sfide. Nel 2015, sul campo Pietrangeli, si rammenta il 6 – 0 al terzo e decisivo set ai danni del bulgaro Grigor Dimitrov. Due anni più tardi, liquidò in due set il Campione Olimpico, numero 1 al mondo e detentore del titolo, lo scozzese Andy Murrey, mentre l’anno successivo si dovette piegare un’altra volta al Re indiscusso della terra battuta Rafael Nadal, nonostante si fosse aggiudicato il primo set con il punteggio di 6 – 4 . Il suo più importante successo in un Master 1000 è quello del 2019 a Montecarlo. Risale allo stesso anno la sua partecipazione in Coppa Davis a Napoli.
In relazione al suo carattere, le esplosioni di rabbia e, a volte, il non riuscire a concentrarsi nei momenti difficili, hanno fatto emergere una sorta di sregolatezza, caratteristica che ha spesso prevalso nei suoi match. Le sue manifestazioni di nervoso, le discussioni con alcuni arbitri e determinati momenti di tensione psicologica, hanno fatto parte della sua carriera. Ci sono stati dei casi nei quali Fognini ha lasciato il segno non esclusivamente per i suoi colpi spettacolari ma anche per le polemiche e i comportamenti non molto edificanti in ambito sportivo.
Si può ricordare come esempio, “l’insulto” a un giudice di linea durante un match a New York, e il caos che si era verificato a Wimbledon nel 2019, dopo che il tennista in questione, diede dei “maledetti” ai tifosi inglesi augurando loro che una bomba gli cadesse in testa, evidenziando la sua difficoltà a gestire le emozioni. A parte questi avvenimenti di carattere psicologico, il sanremese è riuscito ad essere equilibrato in alcuni episodi importanti della sua carriera, ottenendo risultati eccellenti. Un tennista dal carattere affascinante e allo stesso tempo imprevedibile, con una relazione ambivalente tra lui e i tifosi che, da un lato lo hanno amato per passione, carisma e stile di gioco e dall’altro disapprovato per determinati comportamenti sul campo.
Le dichiarazioni di Lorenzo Musetti
Nei giorni scorsi un altro tennista italiano, attualmente sulla cresta dell’onda, ha fatto alcune dichiarazioni su Fabio Fognini. Stiamo parlando Lorenzo Musetti, colui che ha appena conquistato la top 10 del Ranking ATP, raggiungendo la stessa posizione che a suo tempo aveva Fognini. Il tennista carrarino, al termine del suo match di esordio, ha sottolineato l’importanza per lui di avere incontrato nel circuito Fabio Fognini, definendolo una sorta di “padre”, ringraziandolo più che da collega da tifoso e augurandogli il meglio, parole lusinghiere che avranno di sicuro suscitato piacere nel ricevente.


