Berrettini e gli US Open: “Ho voglia di giocare, ma sono preoccupato per la quarantena…”

Berrettini e gli US Open: “Ho voglia di giocare, ma sono preoccupato per la quarantena…”

Matteo rilascia un’intervista al quotidiano “La Stampa” e dice la sua sul tennis, sulla quarantena e sul vaccino.

di Maurizio Petti

Il numero 8 del mondo, il nostro Matteo Berrettini, ha detto che non è ancora sicuro se giocherà gli US Open a New York, a causa delle regole di quarantena.

Il 24enne Berrettini ha rilasciato un’intervista, pochi giorni fa, a “La Stampa” e ha raccontato il suo pensiero sulla partecipazione allo Slam americano: “È difficile. Tuttavia, è una decisione che va oltre il tennis. Ho voglia di giocare, ma sono preoccupato per la quarantena. Non sappiamo nemmeno al 100% se potremo giocare in Europa in autunno. La verità è che sono ancora indeciso sul da farsi.

Molti giocatori sono preoccupati dall’eventualità di dover sottostare a una quarantena quando torneranno in Europa dagli US Open.

Alcuni giocatori hanno già annunciato la loro decisione di saltare l’evento, incluso il campione in carica maschile Rafael Nadal, la numero 1 del ranking WTA Barty, l’australiano Nick Kyrgios e la russa Anastasia Pavlyuchenkova.

Matteo ha parlato anche dell’Adria Tour e delle critiche piovute addosso a Novak Djokovic. “Mi è stato proposto (l’Adria Tour), poi ho deciso per l’Ultimate Tennis Showdown. Sfortunatamente, si è visto che poche persone sono sufficienti per innescare l’infezione. Non so di chi sia stata la colpa. Probabilmente non avrei agito allo stesso modo, ma non me la sento di tirare la croce su Djokovic.

Berrettini spera che esca presto un vaccino per il corona virus. “Molti tornei hanno perso denaro, ci saranno tagli da parte degli sponsor. Speriamo che arrivi un vaccino, tutti dovremo fare uno sforzo”; e ha aggiunto: “Mi vaccinerò? Se nel frattempo non prendo il virus, sì”.

Matteo Berrettini ha vinto finora 3 titoli ATP in carriera.
Ha raggiunto le semifinali degli US Open lo scorso anno, ma ora è con la testa a un’altra battaglia da vincere: tornare alla normalità.

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