Nadal torna a parlare del Covid-19, e lo zio Toni ha qualcosa da dire…

Importanti dichiarazioni rilasciate dai membri della famiglia Nadal: da Rafa a zio Toni, non mancano critiche e puntualizzazioni

di Maurizio Petti

Nadal ha recentemente rilasciato un’intervista al quotidiano iberico “El Pais”, e le sue parole non sono passate inosservate, anzi.

Questo è quello che ha detto: “Nessuno si sarebbe mai aspettato quello che è successo, ha sorpreso tutti. Credo però siano stati fatti errori da parte dei leader politici perché qualche informazione era già arrivata e bisognava prendere migliori misure preventive. Tutti dobbiamo riconoscere i nostri errori, siamo esseri umani. Anche io sono rimasto sorpreso, ero pronto a giocare ad Indian Wells senza sapere ciò che stava succedendo”.

Parole forti, ma sincere. Nadal ha poi precisato: “Non voglio che persone si sentano attaccate dalle mie parole o che il mio diventi un messaggio politico. Sono un cittadino qualsiasi, pago le tasse ed ho il diritto a esprimere opinioni.

C’è un insegnamento dietro tutto questo caos generato dalla pandemia, e lo spagnolo lo sa: “Vorrei che questo che abbiamo vissuto ci serva da lezione, temo invece che presto sarà dimenticato e ci lamenteremo nuovamente solo di sciocchezze. Bisogna pensare alle cose importanti, la salute, la famiglia e la possibilità di mangiare tutti i giorni.

E sul prossimo futuro ha così chiosato: “Non penso si tornerà a giocare nel 2020, anzi firmerei per giocare gli Australian Open 2021, in ottica tennistica già ho questa come preoccupazione”.

Fin qui, niente di strano, se non che Rafa è stato subissato di critiche per aver espresso la sua opinione, e lo zio Toni si è sentito (giustamente direi) in dovere di prendere le difese del nipote: “Non riesco a comprendere perché una persona che paga le tasse qui non abbia il diritto di esprimere un’opinione, mi sembra logico che tutti noi abbiamo quel diritto, indipendentemente da chi tu sia. Sono anche d’accordo (con Rafa, n.d.a.) che le cose siano state fatte male. Immagino che non sia stato fatto apposta, ma tutti commettono errori. Il minimo da fare in questi casi è assumersi le proprie responsabilità e chiedere perdono”.

Tornando sul pianeta tennis, zio Toni ha fatto una considerazione finale: “Non è facile sapere quando il tennis sarà in grado di tornare perché è uno sport che richiede molti viaggi, ma ho la sensazione che sarà fatto tutto il possibile per far disputare il Roland Garros 2020, forse a settembre.

Va ricordato che le nuove date stabilite sono dal venti settembre al quattro ottobre, anche se tutto fa pensare che verrà posticipato almeno di una settimana, dal ventisette settembre all’undici ottobre, per evitare sovrapposizioni con la fine del Tour de France e per permettere agli organizzatori di sistemare tutto.

“Nei tornei di tennis devi organizzare molte cose. Un evento non si prepara in un paio di settimane, quindi direi che è quasi impossibile stabilire un calendario in questa stagione. Ma il caso del Roland Garros è diverso perché probabilmente la macchina organizzativa si è (o era) già messa in moto”, ha concluso lo zio Toni.

E speriamo abbia ragione, perché c’è voglia di normalità e di bel tennis.

 

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