Addio a Nikola Pilic, il “padre tennistico” di Novak Djokovic e leggenda del tennis mondiale

È morto a 86 anni Nikola Pilic, ex finalista Slam e storico mentore di Novak Djokovic. Coach unico a vincere la Davis Cup con tre nazioni, lascia un’eredità straordinaria.

Nikola Pilic, ex campione croato e figura chiave nella storia del tennis, è morto a 86 anni a Rijeka lasciando un’eredità sportiva straordinaria. Nato a Spalato nel 1939, Pilic è stato uno dei protagonisti della prima fase dell’era Open, distinguendosi non solo come giocatore, ma soprattutto come allenatore e mentore di generazioni di talenti.

Una carriera tra i pionieri dell’era Open

Pilic iniziò la carriera professionistica nel 1968, con l’avvento dell’era Open, dopo aver già collezionato successi nel circuito amatoriale. Vinse nove titoli in singolare e sei in doppio, arrivando fino al numero 6 del ranking mondiale. Il suo risultato più importante rimane la finale del Roland Garros 1973, persa contro Ilie Nastase. In doppio si impose anche agli US Open del 1970, confermando la sua versatilità.

La sua carriera fu segnata anche da un episodio storico: la sospensione inflittagli dalla federazione internazionale per non aver partecipato a un incontro di Coppa Davis. In segno di protesta, 81 giocatori boicottarono Wimbledon 1973, evento che portò alla nascita dell’ATP, oggi organismo guida del tennis mondiale.

Il maestro che ha cresciuto campioni

Dopo il ritiro nel 1978, Pilic si dedicò all’insegnamento fondando un’accademia a Monaco di Baviera. Da lì sono passati nomi come Boris Becker, Goran Ivanisevic, Michael Stich, Ernests Gulbis e soprattutto Novak Djokovic, che si allenò con lui per quattro anni a partire dal 1999, durante il difficile periodo della guerra in Serbia.

Il fuoriclasse serbo ha sempre riconosciuto il ruolo cruciale di Pilic nella sua crescita: “Nikola è il mio padre tennistico. Un mentore. Un uomo che ha condiviso con me la sua conoscenza e la sua esperienza, non solo sul tennis ma anche sulla vita”, ha raccontato Djokovic, ricordando come Pilic e la moglie Mija lo abbiano accolto come un figlio.

In un’intervista del 2024, Pilic rivelò un aneddoto significativo: quando chiese ai giovani della sua accademia quali fossero i loro sogni, Djokovic – allora tredicenne – rispose senza esitazione che voleva diventare “numero uno al mondo”. Gli altri risero, ma Pilic intuì che davanti a sé aveva un talento destinato all’élite internazionale.

Un capitano unico nella storia della Davis Cup

Se come giocatore Pilic è stato un pioniere, come allenatore e capitano di Coppa Davis ha scritto pagine irripetibili. È stato infatti l’unico a vincere il trofeo con tre nazioni diverse: Germania (1988, 1989, 1993), Croazia (2005) e Serbia (2010). Un primato che testimonia la sua capacità di trasmettere mentalità vincente in contesti e generazioni differenti.

L’eredità di un gigante del tennis

Oltre ai numeri e ai titoli, Pilic ha lasciato una traccia profonda per il suo approccio umano e per la sua visione lungimirante. Nel 2022, durante il Serbia Open, Djokovic lo accolse in campo con un abbraccio e lo definì davanti al pubblico il suo “padre tennistico”. In quell’occasione, Pilic non nascose l’orgoglio: “Per me Novak è il più grande di tutti i tempi. Srdjan e io abbiamo sempre saputo che sarebbe diventato un grande campione, ma soprattutto è rimasto un grande uomo”.

Con la sua scomparsa, il tennis perde non solo un ex finalista Slam e un coach vincente, ma una figura che ha inciso sulla crescita di intere generazioni. Un uomo che ha contribuito a plasmare la storia moderna del tennis, restando per sempre legato al nome di Novak Djokovic e a quella straordinaria parola che lo descrive meglio di ogni altra: maestro.

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