Zverev festeggia le 500 vittorie ufficiali in carriera
Un traguardo simbolico e prestigioso per Alexander Zverev, che a Toronto ha conquistato la sua 500ª vittoria da professionista, rimontando con determinazione un ottimo Matteo Arnaldi al secondo turno del Masters 1000 canadese. Nonostante la posta in palio, il tedesco non si è lasciato andare a celebrazioni eccessive, ma ha comunque riconosciuto l’importanza storica del risultato: “È un traguardo enorme. Non molti giocatori possono dire di aver raggiunto questo numero di vittorie. Per me è impressionante esserci riuscito”.
Zverev è il primo tennista nato negli anni ’90 a toccare questa quota e lo fa da numero 3 del mondo, confermando la sua posizione tra i giganti della sua generazione. “Probabilmente sono stato il primo della mia generazione, ma ci sono altri giocatori come Medvedev, Tsitsipas o Rublev che sono vicini”, ha precisato con umiltà.
Una rimonta costruita col tempo: “All’inizio, il rovescio non girava”
Il match contro Arnaldi ha avuto momenti di difficoltà, soprattutto nella fase iniziale. Dopo aver perso il primo set al tie-break, Zverev ha ribaltato la partita trovando solidità e continuità nei momenti decisivi. In conferenza stampa ha spiegato: “Confesso che non ho avuto il massimo feeling con il rovescio fin dall’inizio: l’ho trovato un po’ fuori forma, ma non è un problema. Succede spesso durante l’anno. Una volta ritrovata stabilità e sicurezza con questo colpo, tutto ha cominciato a cambiare”.
L’analisi della prestazione è lucida e tecnica, segno di una maturità ormai consolidata, anche nei momenti di calo di ritmo: “A tratti ho perso un po’ di ritmo competitivo, ma sono contento per il livello mostrato”.
Cerúndolo all’orizzonte: “Mi serve la mia versione migliore”
Il cammino di Zverev a Toronto non si ferma qui. Ad attenderlo agli ottavi di finale c’è Francisco Cerúndolo, una vera e propria bestia nera per il tedesco, che ha perso tutti e tre i precedenti contro l’argentino. Stavolta, però, si gioca sul cemento, e questo potrebbe fare la differenza. “Non so se sarà diverso, ma lo spero. La superficie è già un cambiamento rispetto alla terra. Sto ancora cercando di capire come vincere una partita contro di lui”, ha ammesso Zverev.
Determinato e consapevole, ha aggiunto: “Dovrò scendere in campo con tanta fiducia, ricordandomi che se sono il numero 3 del mondo, c’è un motivo. Mi servirà la mia versione migliore”.
Un traguardo da celebrare, uno sguardo rivolto al futuro
La soglia delle 500 vittorie è senza dubbio una pietra miliare nella carriera di Zverev, ma il 27enne non ha alcuna intenzione di adagiarsi sugli allori. “Spero di poterne ottenere altre 500. Alla fine, quando diventi professionista, il sogno è giocare nel tour ed essere tra i migliori, vincendo il maggior numero di partite possibile”, ha concluso.
Con ancora molte stagioni davanti a sé, l’obiettivo di Zverev è chiaro: continuare a scrivere la propria storia tra i grandi del tennis moderno.


