Zverev: “Quando le cose vanno male tutti diventano esperti”. Becker replica: “Può diventare numero uno”

Boris Becker chiarisce le sue critiche ad Alexander Zverev e rinnova la fiducia nel suo talento in vista di Wimbledon. Un confronto acceso, ma costruttivo.
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Un rapporto complesso, ma con un obiettivo comune

Il recente botta e risposta tra Boris Becker e Alexander Zverev ha acceso i riflettori su un tema ricorrente nel mondo del tennis: quanto contano le voci esterne, anche quelle più autorevoli, per la crescita di un atleta ai vertici? Dopo l’eliminazione di Zverev ai quarti di finale del Roland Garros per mano di Novak Djokovic, l’ex leggenda del tennis tedesco ha espresso pubblicamente alcuni dubbi sulla composizione del team che affianca il numero tre del mondo, suscitando una reazione piccata del diretto interessato. Ma dietro le parole si cela un’intenzione condivisa: portare finalmente Zverev alla conquista di un titolo Slam.

Le critiche di Becker: “Serve una nuova voce”

Becker non ha usato mezzi termini nel sottolineare quello che, secondo lui, è un limite nell’attuale percorso di Zverev. “A un certo punto servono nuovi stimoli, un nuovo ambiente”, ha dichiarato. L’ex numero uno del mondo ha elogiato il lavoro svolto finora dal padre Alexander Sr. e dal fratello Mischa, ma ha anche aggiunto che “non è stato sufficiente per compiere l’ultimo passo”. L’obiettivo è chiaro: conquistare quel titolo Slam che ancora manca nel palmarès del campione olimpico di Tokyo 2020.

Becker ha paragonato la situazione al calcio, dove “un allenatore non resta mai dieci anni nella stessa squadra”, sottolineando che anche in una carriera individuale come quella del tennis servono periodiche rivoluzioni per non stagnare.

La replica di Zverev: “Quando vinco, va tutto bene”

Le parole di Becker non sono passate inosservate. Intervenuto durante il torneo di Stoccarda, Zverev ha risposto in modo diretto: “Quando le cose vanno bene, faccio tutto giusto. Quando vanno male, improvvisamente tutti diventano esperti. Purtroppo anche Boris”. Il tedesco ha poi ricordato di aver avuto rapporti stretti con Becker in passato e ha espresso sorpresa per il tono critico utilizzato.

Ma il fuoco della polemica è stato subito spento da una chiarificazione avvenuta in seguito, durante un podcast registrato da Becker con Andrea Petkovic. “Sono dalla sua parte. Voglio che vinca”, ha ribadito l’ex campione, cercando di ristabilire un clima di dialogo costruttivo. “Non sono altro che suggerimenti per migliorare. Lo dico perché vedo il suo potenziale, vedo l’opportunità”.

La fiducia di Becker: “Può diventare numero uno”

Becker ha continuato a mostrare grande stima nei confronti di Zverev, definendolo “di gran lunga il miglior tedesco” del circuito. Convinto che il 28enne possa ancora raggiungere la vetta del ranking e vincere uno Slam, ha sottolineato che tutto dipende dalla sua capacità di evolversi: “Sta a lui svilupparsi ulteriormente”. Becker ha anche affermato che tra lui e Zverev esiste un “buon dialogo”, nonostante la recente tensione. “Anche nelle buone collaborazioni non si deve essere sempre d’accordo”, ha concluso.

Verso Wimbledon: speranze e sfide

L’attenzione ora si sposta su Wimbledon, dove Zverev sarà la testa di serie numero tre. I risultati recenti su erba, con la finale raggiunta a Stoccarda e la semifinale a Halle, dimostrano una buona forma. Becker crede fermamente che il suo connazionale abbia “ottime possibilità” anche sui prati londinesi, nonostante le passate difficoltà: il suo miglior risultato finora è stato solo il quarto turno.

Con 24 titoli ATP, sette Masters 1000 e due ATP Finals alle spalle, a Zverev manca solo l’ultimo tassello per completare una carriera già di altissimo livello. La pressione è tanta, ma anche il sostegno, persino quello di chi – come Becker – ha scelto di essere critico per amore del talento.

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