Carlos Alcaraz: “La mia versione migliore deve ancora arrivare”

Carlos Alcaraz, pronto alla finale del Six Kings Slam 2025 contro Jannik Sinner, parla della sua crescita, della mentalità ritrovata e della voglia di raggiungere nuovi traguardi.
image-d7928094-d0eb-4936-8671-22d945dac217-85-2560-1440[1]

Con appena 22 anni, Carlos Alcaraz continua a incarnare il perfetto equilibrio tra talento precoce, ambizione e maturità sportiva. Numero uno del mondo e volto simbolo del tennis moderno, lo spagnolo è tornato protagonista al Six Kings Slam 2025, dove affronterà ancora una volta Jannik Sinner in una finale che promette scintille.

La fiducia di un campione in crescita

Alcaraz ha mostrato una convinzione incrollabile nel proprio potenziale. Dopo aver superato Taylor Fritz in semifinale, il murciano ha ribadito di non sentirsi ancora al suo apice: “A mio avviso, la migliore versione di me stesso deve ancora arrivare”, ha dichiarato con fermezza. Una consapevolezza che rispecchia il percorso di crescita costante intrapreso sotto la guida di Juan Carlos Ferrero, che già nel 2022, dopo la vittoria allo US Open, aveva detto che il suo allievo era solo al 30% del suo potenziale.

Il giovane campione è determinato a mantenere un tennis aggressivo e ad adattarsi alle diverse condizioni di gioco: “Cerco di essere altrettanto offensivo che a Tokyo. Le condizioni qui sono molto diverse, ma il mio obiettivo resta quello di impormi con il mio stile”, ha spiegato.

Consapevolezza e stabilità mentale

Negli ultimi mesi, Alcaraz ha mostrato un’evoluzione non solo tecnica, ma anche mentale. “Sono stupito dalla professionalità che sto mantenendo, dentro e fuori dal campo”, ha ammesso. “L’anno scorso avevo troppi alti e bassi durante i match, ora riesco a restare più stabile e a giocare un buon tennis per ore. Sono diventato più consistente”.

Una crescita che il tennista spagnolo attribuisce al lavoro quotidiano e alla capacità di mantenere la calma anche nei momenti di maggiore pressione. Nonostante il calendario frenetico e gli spostamenti continui, Alcaraz affronta con lucidità la fatica mentale del circuito: “Viaggiare ogni settimana e adattarsi ai fusi orari è complicato. A volte la gente si aspetta troppo e non riesci a soddisfare tutte le aspettative. È frustrante, ma quando vedi che il pubblico si diverte, quella è la sensazione migliore”.

L’ambizione di entrare nella storia

Oltre a concentrarsi sul presente, Alcaraz guarda anche ai grandi traguardi del tennis mondiale. Ha espresso ammirazione per i record di Rafael Nadal e Novak Djokovic, ma non nasconde il desiderio di lasciare un segno nella storia: “Il record di Rafa al Roland Garros è impossibile da battere, ma ci sono altri obiettivi che mi piacerebbe raggiungere, come quello dei titoli Slam o delle settimane da numero uno”.

Dopo una breve pausa per un problema alla caviglia che lo ha costretto a saltare il Masters 1000 di Shanghai, il tennista ha rassicurato sulle sue condizioni: “La caviglia risponde bene, non sento dolore anche se a volte ci penso ancora. È normale, ma sto lavorando per muovermi senza alcun timore”.

Tra social, pressione e voglia di migliorarsi

Come molti suoi coetanei, Alcaraz ammette di dover trovare un equilibrio anche nel rapporto con i social network: “Li uso molto, anche troppo. A volte voglio staccare, perché certi commenti possono ferire quando le cose non vanno bene. Ma oggi i social fanno parte del nostro lavoro, bisogna solo imparare a gestirli”.

Il murciano si prepara così a una nuova finale contro l’amico-rivale Jannik Sinner, con l’obiettivo di aggiungere un altro titolo alla sua giovane ma già straordinaria carriera. “Mi piacerebbe vincere, è per questo che sono qui. Amo sfidare Jannik, e se perdi contro uno come lui, non puoi restarci troppo male”, ha concluso con il sorriso di chi sa che il meglio, davvero, deve ancora venire.

Potrebbe interessarti anche...

NEWS

PIù POPOLARI