Il malcontento di Alcaraz: “Non è bello, deve cambiare”
Carlos Alcaraz ha chiuso un’autentica maratona sull’erba del Queen’s Club battendo il connazionale Jaume Munar in tre ore e mezza, in una delle partite più lunghe nella storia recente del torneo. Ma se da un lato ha potuto trarre sensazioni positive dal punto di vista tecnico e fisico, dall’altro lo spagnolo non ha nascosto l’irritazione per essere stato sanzionato durante l’incontro per una time violation.
“Abbiamo giocato per tre ore, abbiamo concluso un punto lungo a rete… gli arbitri dovrebbero essere più elastici e darci un po’ più di tempo”, ha dichiarato il numero due del mondo in conferenza stampa. Il suo disappunto non si è limitato alla singola infrazione, ma ha investito l’intera regola che, secondo lui, necessita di una revisione: “Non è bello, né per noi giocatori né per lo spettacolo. Quando non riesci a preparare il punto nel modo giusto, non puoi giocarlo nel modo giusto”.
La regola incriminata prevede un massimo di 25 secondi tra un punto e l’altro, monitorato da uno shot clock visibile. Alcaraz ha ricevuto un warning, e non ha esitato a insinuare che il giudice di sedia potesse voler attirare l’attenzione su di sé: “Forse voleva essere protagonista oggi, ma è una regola che dovrebbe cambiare”. Nonostante l’episodio, lo spagnolo ha riconosciuto di aver tratto giovamento dal match: “Mi ha dato un feedback molto positivo su cosa devo migliorare. Ho giocato meglio rispetto al primo turno e mi sentivo molto più a mio agio nei movimenti”.
Una domanda bizzarra su Sinner e Bocelli: la risposta ironica di Carlos
La tensione della polemica sul campo è stata poi smorzata da un momento surreale durante la conferenza stampa post-partita. Un giornalista ha chiesto ad Alcaraz cosa pensasse del duetto musicale tra Jannik Sinner e Andrea Bocelli, intitolato Polvere e gloria, e se lo vedesse in futuro in un progetto simile.
“Cosa? Penso di non essere pronto”, ha risposto tra le risate il tennista spagnolo, sorpreso da una domanda così fuori contesto. Poi ha continuato con leggerezza: “Al massimo posso cantare sotto la doccia. Quale canzone vuoi che canti? E poi, scusa, ma con chi?”.
Il siparietto è proseguito in un clima decisamente rilassato. Quando gli è stato chiesto se conoscesse Andrea Bocelli, Alcaraz ha ammesso candidamente: “Onestamente, non proprio, scusa…”, generando ulteriore ilarità in sala. Ha poi rivelato di ascoltare pop reggaeton, pop spagnolo e inglese, e di amare cantare quando è solo, secondo l’umore del momento.
Dal campo alla ribalta: tra tennis e personalità
Le giornate di Carlos Alcaraz al Queen’s Club raccontano tanto del tennista quanto dell’uomo. Determinato in campo e ironico fuori, il campione spagnolo ha mostrato personalità anche nella gestione delle polemiche. Da un lato chiede una riflessione seria sulle regole del gioco, dall’altro si lascia andare a sorrisi e battute, mostrando un equilibrio raro tra competizione e leggerezza.
Con Wimbledon alle porte, Alcaraz sembra pronto non solo a raccogliere nuove sfide, ma anche a farsi valere nelle conversazioni più inaspettate. Sul campo o in conferenza stampa, la sua voce – nel bene o nel male – si fa sentire.


