Il tennis italiano vive un momento irripetibile, trainato dall’ascesa di Jannik Sinner e dal talento esplosivo di Lorenzo Musetti. Ma tra i due giganti che dominano la scena mondiale, c’è una voce autorevole che invita a non sottovalutare la crescita silenziosa ma costante del carrarino: quella di Corrado Barazzutti, ex numero 7 del mondo e oggi parte attiva del team Musetti. In un’intervista rilasciata a Fanpage.it, Barazzutti ha analizzato il presente e il futuro del tennis azzurro, soffermandosi in particolare sul valore tecnico e mentale di Lorenzo, definendolo senza esitazioni “l’unico che può stare in mezzo a Sinner e Alcaraz”.
Il valore di una sconfitta: Sinner e il ko di Halle
La recente sconfitta di Jannik Sinner contro Alexander Bublik ad Halle ha fatto discutere, ma per Barazzutti non è un campanello d’allarme, bensì un’opportunità. “Anche i più grandi possono perdere, inciampare all’esordio, soprattutto su una superficie come l’erba. È infida, piena di insidie. Ogni dettaglio può fare la differenza”. Un’occasione, quindi, per ritrovare concentrazione in vista di Wimbledon.
Barazzutti non ha dubbi sul valore di Jannik: “Resta comunque Sinner: il numero uno del mondo, un campione umano. E credo che questa battuta d’arresto potrà rivelarsi preziosa per alzare ancora di più il livello”.
Musetti: talento raffinato, finalmente concreto
Lorenzo Musetti è stato per anni una promessa mai del tutto mantenuta. Oggi, secondo Barazzutti, è diventato una realtà solida: “Ha trovato equilibrio e un gioco consistente. Prima i risultati non confortavano il mio parere, ma ora sono arrivati”.
L’ex capitano di Coppa Davis attribuisce gran parte del merito a Simone Tartarini, coach storico di Musetti, che ha saputo lavorare sul servizio e sull’ordine tattico senza soffocare la naturale vena artistica del ragazzo. “Io sono stato vicino a loro in questo percorso, e sono contento di aver dato il mio contributo”, ha dichiarato con orgoglio.
Il tratto distintivo di Musetti, secondo Barazzutti, è la sua capacità di proporre un tennis diverso, fatto di variazioni, tocchi e sensibilità: “Un tennis di base semplice esaltato dalle sue qualità”. È sulla terra battuta, in particolare, che Musetti può davvero dire la sua: “Lì può essere uno dei top al mondo”.
Il confronto con Sinner e Alcaraz
La finale del Roland Garros tra Sinner e Alcaraz ha confermato quanto i due siano ormai i punti di riferimento del tennis mondiale. Ma Barazzutti inserisce Musetti nel quadro con convinzione: “Certamente, Lorenzo è l’unico che può stare in mezzo a Sinner e Alcaraz. Soprattutto sulla terra è forse l’unico capace di batterli”. Un’affermazione netta, che testimonia la fiducia riposta nel talento toscano.
Barazzutti riconosce che Musetti non ha ancora la stessa competitività sulle superfici dure, ma intravede margini di miglioramento e una consapevolezza nuova: “Ora ha le idee molto più chiare sul suo tennis e sa benissimo come deve giocare”. Il potenziale è enorme, e lo scenario sembra tracciato: stabilizzarsi tra i migliori e puntare ai titoli più importanti, Slam in primis.
Un’Italia da sogno
L’Italia del tennis, mai come ora, può vantare una generazione d’oro. Oltre a Sinner e Musetti, Barazzutti non dimentica nomi come Berrettini, Shelton, Fonseca, Mensik, Machac, ma anche i giovani Cinà, Basile, Vasami, che crescono all’ombra dei big. E nel suo bilancio, un plauso va anche ai tecnici italiani: “Questo gruppo di giocatori dimostra quanto siano migliorati i nostri maestri e soprattutto gli allenatori. Significa che si lavora bene”.
Una considerazione finale è dedicata al rapporto tra Sinner e Musetti, fatto di rispetto e amicizia: “Si conoscono da una vita. C’è una rivalità sana, ma anche stima reciproca. Questo fa bene al tennis italiano”.
In un panorama tennistico internazionale dominato dalla potenza, la crescita di un talento come Musetti rappresenta un segnale incoraggiante: il tennis può essere anche arte, strategia e fantasia. E l’Italia, in questo momento storico, ha davvero tutte le carte in regola per continuare a sognare in grande.


