Djokovic: “doppietta” già scritta?

di Alessio Ravanelli

In questo momento il numero uno del mondo ha tutte le carte in regola per potersi aggiudicare la cosiddetta “doppietta”, quindi la domanda sorge spontanea, riuscirà qualcuno a fermare Re Nole?
La doppietta Indian Wells – Miami si realizza quando un giocatore è stato in grado di vincere entrambi i tornei nelle prime due settimane di primavera. Impresa completata nove volte e ora vediamo chi sono i maggiori realizzatori:
Jim Courier 1991
Michael Chang 1992
Pete Sampras 1994
Marcel Rios 1998
Andre Agassi 2001
Roger Federer 2005
Roger Federer 2006
Novak Djokovic 2011
Novak Djokovic 2014
Il serbo ha inoltre la possibilità di entrare ulteriormente nella storia: ripetendo la doppia doppietta (come Roger Federer) e diventare l’unico in grado di vincere Indian Wells – Miami per ben 3 volte.
L’imponente impresa potrebbe non fermarsi qui. La vittoria di Miami potrebbe incoronare Novak Djokovic come il più grande giocatore di sempre sul cemento. Infatti, il campione di Belgrado non è lontano dal superare avversari dal calibro di Federer e Agassi.
Il dominio che sta imponendo, in questo momento, Re Nole è pari a quello imposto da Nadal e Federer nelle passate stagioni. Bisogna però sottolineare che è ancora lontano da raggiungere i due “fenomeni” sia come vittorie di Slam che come tornei vinti complessivamente.
Roger Federer 85 tornei – 17 Grande Slam
Rafael Nadal 65 tornei – 14 Grande Slam
Novak Djokovic 50 tornei – 8 Grande Slam
Per non parlare poi dei tornei vinti sulle superfici predilette da Roger e Rafa arrivati a numeri da capogiro. Vediamo ora le statistiche a confronto:
Federer      7 Dubai                  7 Halle             7 Wimbledon  6 Cincinnati  5 US Open
Nadal         8 Monte Carlo        8 Barcellona    4 Madrid         7 Roma        9 Roland Garros
Djokovic   5 Australian Open  4 Indian Wells  4 Miami           3 Canada     6 WTF
Torniamo al torneo di Miami, lasciando stare per un attimo numeri e statistiche. Con l’uscita di Rafa Nadal, avversario numero uno in questa edizione del torneo, e con Roger Federer che fa da spettatore, Djokovic ha la strada spianata verso la vittoria. Infatti, al di fuori dei “soliti noti”, non sembra esserci nessun altro in grado di spodestare il grande Re serbo dal suo trono.
nole andy
L’unica fievole speranza arriva dalla Scozia ed porta il nome di Andy Murray due volte vincitore a Miami. il numero 4 del mondo sembra avere una certa familiarità con il cemento americano in quanto ha vissuto e si è allenato su questi campi per quasi un decennio. Tuttavia lo scozzese è stato sconfitto da Djokovic in 9 degli ultimi 10 incontri tra i due. A questo punto più che un’impresa, Murray dovrebbe compiere un vero e proprio miracolo
L’altro giocatore su cui si confidava era Stanislas Wawrinka. Ma anch’egli è malamente uscito dal torneo. Sconfitto con un doppio 7-6 da un Adrian Mannarino da favola. La sua prematura uscita dal torneo è probabilmente dovuta ai grandi festeggiamenti della sera prima per il suo 30esimo compleanno. Da questo disastroso inizio di stagione per lo svizzero sembra che il su compleanno sia tutte le settimane.
La sconfitta del serbo può avvenire solamente con l’aiuto di fattori esterni:

Un infortunio in questo periodo è molto probabile, vista la lunga serie di tornei estenuanti previsti. Ma anche questo non sembra fermare Djokovic; sarebbe capace di lottare come un guerriero anche con una gamba rotta.
Il forte vento e la grande umidità di Miami potrebbero far fuori il campione di Belgrado. Murray nel 2012 lo ha sconfitto in una giornata di forte vento agli US Open.
Djokovic potrebbe incontrare una giornata nerissima. In fin dei conti è umano e non è così impossibile che faccia cilecca. Anche i più grandi campioni hanno compiuto dei passi falsi perdendo partite inspiegabilmente: successe proprio a Re Nole due anni fa e proprio a Miami. Coincidenza? Lo vedremo.

Comunque sia Novak Djokovic in questo momento è il migliore su ogni superficie e l’unico rivale è Roger Federer che però, quando è costretto a vincere 3 set su 5, sembra non essere più così competitivo.

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