Il ritorno di Holger Rune al torneo ATP di Stoccolma si è aperto nel migliore dei modi, con una vittoria convincente all’esordio contro Marton Fucsovics. Ma più che per il suo gioco, il danese ha fatto parlare di sé per le dichiarazioni rilasciate nei giorni precedenti, toccando temi che vanno ben oltre il campo di gioco.
Il calendario e la stanchezza del circuito
Rune ha espresso una visione lucida e personale sul calendario ATP, sempre più fitto e discusso tra i professionisti. “È tutto molto serrato, ma sento che abbiamo ancora una certa libertà di scelta su quali tornei giocare”, ha spiegato il tennista, pur ammettendo di non condividere l’aumento del numero di ATP 500 necessari per ottenere il massimo punteggio e i bonus economici. Nonostante ciò, Rune ha sottolineato la sua gratitudine verso il mestiere: “Essere un tennista professionista è un sogno che si avvera, quindi me lo godo in un modo molto speciale”.
Il problema delle palline e le sensazioni in campo
Negli ultimi mesi si è discusso molto della presunta “uniformità” dei campi da gioco, ma per Rune la questione va cercata altrove. “La mia percezione è che non sia tanto dovuto ai campi, quanto piuttosto alla qualità delle palline”, ha dichiarato, aggiungendo che dopo il Covid qualcosa è cambiato nei materiali: “Le palline si consumano rapidamente ed è difficile generare velocità”. Una critica condivisa da diversi colleghi, secondo quanto raccontato dallo stesso danese.
Lavoro su sé stesso e nuovi obiettivi
Dopo un periodo altalenante, Rune ha analizzato con il suo team gli episodi di frustrazione vissuti in campo. “Abbiamo valutato la situazione e discusso su come trovare le soluzioni per migliorare. Sicuramente devo fare meglio dal punto di vista dell’allenamento”, ha ammesso. Il danese ha poi svelato di star seguendo un nuovo piano alimentare per migliorare la condizione fisica e prevenire i crampi: “Si tratta di assumere le giuste dosi di verdure, riso e pasta al momento giusto, così che il corpo possa sentirsi meglio. È una cosa basilare ma fondamentale per ottenere il massimo dalle prestazioni”.
L’etichetta del “bad boy”
Rune non ha mai nascosto il suo temperamento competitivo, spesso scambiato per arroganza. Su questo punto è stato diretto: “Se essere disposto a dare il massimo per vincere e avere una grande passione per questo sport mi rende un cattivo ragazzo, allora sono felice di accettarlo”. Ha poi ricordato che non è l’unico a lasciarsi sopraffare dalle emozioni in campo, citando l’esempio del torneo di Shanghai.
Obiettivi e fiducia per Stoccolma
Con un atteggiamento più maturo e una nuova consapevolezza, Rune guarda ora al presente con ottimismo. “La stagione ha avuto alti e bassi, ma mi sto concentrando sul presente e sul torneo di Stoccolma. Spero sia una settimana emozionante”, ha detto, aggiungendo di sentirsi particolarmente a suo agio sulla superficie indoor: “È un po’ come giocare in Danimarca, quindi per me è facile adattarmi”.
Tra critiche costruttive, autoconsapevolezza e ambizioni chiare, Holger Rune sta cercando di trovare il giusto equilibrio tra talento e maturità. Il torneo di Stoccolma rappresenta per lui non solo un’occasione di riscatto, ma anche la conferma di voler restare tra i protagonisti più discussi e interessanti del tennis mondiale.


