Novak Djokovic ha iniziato il suo cammino allo US Open 2025 con una vittoria convincente nei numeri, ma non priva di ombre. Il serbo ha superato in tre set il giovane statunitense Learner Tien (6-1 7-6 6-2), portando a casa un successo che però lascia più di un interrogativo sulle sue condizioni fisiche.
Un inizio brillante, poi il crollo fisico
Djokovic ha dominato il primo set in appena venti minuti, mostrando solidità e precisione. Poi, all’inizio del secondo, qualcosa è cambiato. “Ho iniziato benissimo, mi sentivo molto bene. Poi, dopo alcuni game lunghi, ho cominciato a sentirmi improvvisamente male. Non so spiegarmi il perché, mi ha sorpreso quanto stessi male fisicamente”, ha ammesso in conferenza stampa.
Il serbo ha raccontato di aver faticato a recuperare dopo gli scambi più lunghi, commettendo diversi errori gratuiti che hanno rimesso in corsa il giovane avversario. “Alla fine sono contento di essere riuscito a resettarmi dopo il secondo set, perché nel terzo sono tornato a controllare la situazione e ho chiuso la partita”, ha aggiunto.
Preoccupazioni e chiarimenti sulle condizioni fisiche
Djokovic ha escluso problemi di infortuni, pur riconoscendo che il calo fisico è stato insolito e preoccupante: “Non ho alcuna lesione. Ho semplicemente fatto tanta fatica a reggere gli scambi lunghi e a recuperare tra un punto e l’altro. Questo non deve accadere, altrimenti la vita in campo diventa molto più difficile”.
Si è parlato anche di una piccola vescica al piede, ma il campione ha voluto chiarire subito: “Non stavo parlando della vescica quando ho detto che non mi sentivo bene. Mi ha dato fastidio per un po’, ma non è un problema, non mi preoccupa affatto”.
Djokovic ha poi ricordato che non giocava un match ufficiale da sei settimane, sottolineando anche l’impatto emotivo della night session di New York: “Giocare la prima partita dopo tanto tempo, in uno stadio pieno contro un giovane americano, ha reso tutto più complesso. Nel primo set ho mostrato il mio miglior tennis, nel secondo era più una questione di sopravvivenza”.
Passione per le lingue e un pensiero a Serena e Sharapova
La conferenza stampa ha toccato anche temi extra campo. A proposito del talento linguistico di Anna Blinkova, Djokovic ha sorriso: “Quindi ho una rivale sul circuito. Non so quante lingue parlo davvero, ma credo di essere vicino a quel numero. Ho sempre avuto una grande passione per le lingue. Da noi si dice: più lingue conosci, più vali”.
Il campione ha spiegato come imparare le lingue gli abbia permesso di comunicare meglio durante la sua carriera e ha rivelato di voler migliorare lo spagnolo, imparare il greco e il russo.
Infine, non è mancato un tocco emotivo quando gli è stato chiesto del gesto di Serena Williams che ha introdotto Maria Sharapova nella Hall of Fame. “È stato un momento bellissimo, anche sorprendente. Hanno avuto una rivalità intensa, ma erano simili perché volevano la stessa cosa. Maria lo merita, è stata una campionessa incredibile. E vedere Serena ancora attorno al tennis è fantastico, ci manca”. Con un sorriso, Djokovic ha poi aggiunto: “Serena non si è mai ritirata ufficialmente. La sfido a tornare sul tour il prossimo anno”.
Una vittoria da cui ripartire
Nonostante i dubbi fisici, Djokovic ha voluto chiudere con una nota di fiducia: “Era importante rompere il ghiaccio ed entrare ufficialmente nel torneo. Ho avuto le mie difficoltà, ma nei momenti importanti ho saputo esserci. Ora guardo avanti con fiducia”.
Il suo debutto allo US Open 2025 rimane quindi un mix di luci e ombre: da un lato la vittoria che conferma la sua capacità di imporsi anche nelle difficoltà, dall’altro un campanello d’allarme sul piano fisico che potrebbe accompagnarlo nelle prossime sfide.


