I limiti delle nuove generazioni ATP: terra ed erba in cima alla lista

I limiti delle nuove generazioni ATP: terra ed erba in cima alla lista

Analizzando le statistiche di alcuni giocatori ATP Under 25 è impossibile non notare che la terra e l’erba sono le superfici su cui faticano di più. Quali sono le cause e chi è maggiormente condizionato?

di Andrea Lombardo

Tra Zverev, Tsitsipas e Medvedev , nelle ultime stagioni abbiamo visto tanti giovani ragazzi di talento spiccare nei tornei più importanti del circuito, ma analizzando attentamente i loro risultati e le statistiche i dati parlano chiaro: il cemento è per quasi tutti la superficie più “naturale”, mentre erba e terra sono i terreni di gioco su cui faticano di più.
I giocatori che prenderemo in considerazione sono alcuni tra i migliori under 25: Medvedev, Tsitsipas, Zverev, Berrettini, Khachanov e Rublev.

Partiamo da Daniil Medvedev, il giocatore che quest’anno più di tutti si è distinto. Dall’inizio del tour nordamericano il russo ha premuto il piede sull’acceleratore e ha ottenuto una serie impressionante di risultati che gli hanno permesso di chiudere al quinto posto nel ranking. Il cemento, sia indoor che outdoor, è la superficie su cui ha raggiunto i risultati più importanti con ben 46 vittorie e 13 sconfitte. Se passiamo alla terra rossa, il parziale scende a 8 vittorie e 5 sconfitte, mentre su erba scendiamo addirittura a 5 vittorie e 3 sconfitte.

Spostiamoci su Stefanos Tsitsipas: a differenza di Medvedev, il greco ha un bilancio migliore sulla terra rossa con ben 15 vittorie e 5 sconfitte, mentre sul cemento ha vinto 37 match a fronte di 17 sconfitte. Particolarmente negativo il parziale sull’erba invece, con due sole vittorie e tre sconfitte.
Con meno vittorie nel complesso, le statistiche di Alexander Zverev sono simili a quelle di Tsitsipas: 26-14 su cemento, 16-8 su terra e 2-3 su erba.
Chi invece inverte il trend è Matteo Berrettini, che ha un bilancio perfettamente pari tra vittorie e sconfitte su cemento, 19-19, ma di 12-4 su terra e addirittura 12-2 su erba, un saldo estremamente positivo difficile tra trovare tra i più giovani.
Stagione non troppo felice per Karen Khachanov ma equilibrata su tutte le superfici: 19-20 su cemento, 7-6 su terra e 4-3. Il russo non è riuscito ad emergere su nessuna superficie in particolare ma è rimasto costante nel corso dei mesi.
Risultati decisamente più positivo per il connazionale e amico Andrey Rublev, vincitore di 32 match su cemento a fronte di  sconfitte, solo 5 vittorie su terra e 3 sconfitte subite, mentre su erba ha disputato solo due match, vincendone uno.

Giocatore W/L 2019 Cemento Terra rossa Erba
Daniil Medvedev 59-21 46-13 8-5 5-3
Stefanos Tsitsipas 54-25 37-17 15-5 2-3
Alexander Zverev 44-25 26-14 16-8 2-3
Matteo Berrettini 43-25 19-19 12-4 12-2
Karen Khachanov 30-29 19-20 7-6 4-3
Andrey Rublev 38-19 32-15 5-3 1-1

Osservando attentamente questi dati, possiamo notare che quasi tutti, ad eccezione di Berrettini e Khachanov che hanno un bilancio quasi pari, tutti hanno un saldo ampiamente positivo sul cemento (sia indoor che outdoor). Questo fattore può avere varie spiegazioni: innanzitutto, gran parte della stagione viene disputata su cemento, perciò i giocatori si allenano e giocano prevalentemente sul duro tranne nei mesi compresi tra aprile e giugno, quando ci si prepara per i tornei su terra ed erba.
In realtà oggi sarebbe strano vedere un giocatore, soprattutto giovane, con un bilancio estremamente negativo sul cemento. Salire in alto in classifica ottenendo buoni risultati solo nei tornei ATP (escludendo quindi Challenger ed ITF) su terra ed erba oggi è quasi impossibile data il numero limitato che il calendario offre.

La superficie su cui praticamente tutti, tranne Berrettini, faticano di più è l’erba. Analizzando queste statistiche viene anche sfatato il mito secondo cui un giocatore dall’ottimo rendimento alla battuta è automaticamente avvantaggiato sull’erba. Giocare su erba comporta una serie di differenze tecniche e tattiche completamente diverse sia dal cemento che dalla terra: la palla rimbalza meno, è necessario stare bassi sulle gambe e rimanere vicini alla linea di fondo campo per colpire sempre la palla ad una distanza ottimale dal corpo. Inoltre, una strategia oggi quasi inesistente tra i giovani è il serve and volley, fondamentale per accorciare i punti e per sfruttare una buona battuta. Quasi i giocatori sopracitati, però, predilige un gioco da fondo campo in cui gli scambi si allungano anche sulle superfici più veloci. Si distingue ancora una volta Berrettini, che utilizza il serve and volley anche su terra se necessario.

Diverso è il discorso sulla terra battuta, dove la palla rimbalza più alta, gli scambi si allungano ed è necessario avere buoni doti anche in difesa e non solo in attacco. Non è un caso che abbiano un bilancio migliore Zverev, Tsitsipas e Berrettini, i giocatori dal gioco più vario e pressoché completo.

Per molti giocatori si tratta ancora delle prime stagioni ad alto livello, per cui le possibilità di migliorare e prendere confidenza anche su erba e terra sono alte. Probabilmente non vedremo Medvedev vincere il Roland Garros e Tsitsipas vincere Wimbledon il prossimo anno, ma hanno assolutamente le carte in regola per diventare altamente competitivi anche sulle superfici meno adatte al loro gioco.

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