Jack Draper, cuore e nervi: la nuova stella del tennis mondiale conquista Roma con le sue fragilità

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Un’ascesa vertiginosa e un cuore ancora umano

La scalata di Jack Draper al vertice del tennis mondiale è sotto gli occhi di tutti. Dopo la semifinale raggiunta agli US Open 2024, il tennista britannico ha dato un’ulteriore dimostrazione del suo potenziale con un 2025 straordinario, culminato con il trionfo al Masters 1000 di Indian Wells. A coronare quella vittoria, è arrivata l’eliminazione di Carlos Alcaraz, imbattuto in California da tre anni, e l’ingresso ufficiale nella Top 10 ATP, dove oggi occupa il quinto posto.

Ma dietro il talento e la forza fisica, c’è anche una componente emotiva che Draper non nasconde. Durante il match agli Internazionali BNL d’Italia contro Vit Kopriva, il 23enne di Sutton ha mostrato un lato più vulnerabile, lasciandosi andare a un gesto di frustrazione verso la sua racchetta. Un comportamento insolito per un giocatore noto per la sua compostezza, ma che lo stesso Draper ha spiegato senza remore: “Non è sempre facile gestire la pressione e mi sentivo un po’ a corto di energie. Le gambe non si muovevano come volevo e ho cercato in tutti i modi di trovare una soluzione, anche se la frustrazione cercava di assalirmi. Sono un essere umano anch’io, e non sempre ci svegliamo nelle migliori condizioni”.

Pressione, infortuni e rinascita

Il 2025 di Draper non è stato privo di ostacoli. Una preparazione invernale condizionata da problemi fisici non ha impedito al britannico di iniziare la stagione con una nuova forza mentale e un corpo finalmente più resistente agli infortuni, grazie a un lavoro costante con il suo team. La finale raggiunta al Mutua Madrid Open, persa solo contro un eccellente Casper Ruud, ne è l’ulteriore conferma: anche sulla terra battuta, superficie non prediletta, Jack è diventato un avversario temibile.

La sua determinazione è alimentata anche dal contesto personale e dalle relazioni nel circuito. Tra queste spicca il legame con Jannik Sinner, amico e confidente da anni. “Abbiamo la stessa età, ci conosciamo da quando eravamo ragazzini. Il tennis è uno sport individuale, ma tra noi c’è una connessione vera. Solo chi vive queste pressioni può capire davvero”, ha raccontato Draper in un’intervista a La Gazzetta dello Sport.

L’umanità di Draper conquista l’Italia

L’empatia dimostrata nei confronti di Sinner – soprattutto durante il periodo di sospensione del numero uno al mondo per il caso Clostebol – ha avvicinato Draper al pubblico italiano, che ne apprezza la sincerità e il fair play. “Jannik ha sofferto molto, e ingiustamente. Merita tutto l’amore che sta ricevendo, specialmente qui, in casa. Sono sicuro che farà un grande torneo”, ha aggiunto Draper, rivelando la profondità del loro rapporto.

Non è un caso che, pur non appartenendo al movimento azzurro, sia oggi uno dei tennisti più apprezzati dagli appassionati italiani. “Non sapevo di essere così amato qui. È bellissimo. Si vede che per voi il tennis è qualcosa di speciale”, ha detto con un sorriso, sottolineando il legame emotivo che lo unisce al pubblico del Foro Italico.

Verso nuovi traguardi, senza perdere sé stessi

In un momento in cui il tennis vive una transizione generazionale, Jack Draper si sta affermando come uno dei volti più credibili del futuro. Ma la sua forza non risiede solo nei colpi o nei risultati. È nella capacità di restare autentico, di mostrare le proprie fragilità, che sta conquistando fan e colleghi. Tra nervi scoperti, amicizie vere e sfide sempre più ardue, Draper continua la sua corsa senza mai dimenticare chi è: un ragazzo ambizioso, ma prima di tutto, profondamente umano.

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