Dopo il trionfo a Pechino, Jannik Sinner riparte subito da Shanghai, dove lo attende il penultimo Masters 1000 della stagione. Campione in carica sul cemento cinese, l’azzurro ha parlato alla vigilia del debutto, mostrando la consueta lucidità e consapevolezza.
Il ritorno da campione a Shanghai
Sinner ha sottolineato l’emozione di tornare in una città che gli ha regalato grandi soddisfazioni: “È bello essere di nuovo qui. Shanghai è un torneo speciale e sono felice di giocare davanti ai tifosi. Le condizioni sono molto diverse rispetto a Pechino, avrò solo un allenamento per abituarmi, quindi sarà una sfida dura fin da subito”.
Un processo di crescita continuo
Il numero due del mondo ha spiegato come il suo percorso sia fatto di piccoli aggiustamenti più che di rivoluzioni: “Non sono l’unico, ogni giocatore cerca di migliorare. Non si tratta di cambiamenti folli, ma di variare qualche dettaglio. Ogni partita è un’occasione per provare cose nuove, e per questo cerco di giocare il più possibile”.
A confermare i progressi, anche i numeri: a Pechino Sinner ha salvato 21 delle 26 palle break affrontate, mostrando una tenuta mentale di altissimo livello. “Non penso a queste statistiche durante la partita. Cerco solo di fare la scelta migliore in quel momento. La cosa importante è accettare l’errore e continuare a spingere”.
Le scelte sul calendario e la gestione fisica
Molti colleghi hanno criticato la durezza del calendario ATP, ma l’altoatesino ha scelto un approccio equilibrato: “Non voglio criticare nulla. Ognuno nello spogliatoio la pensa diversamente, ma abbiamo la libertà di scegliere. Io l’ho fatto anche l’anno scorso saltando alcuni tornei. La chiave è capire quali siano le priorità personali”.
Dopo i problemi intestinali accusati a Pechino, Sinner ha rassicurato sulle proprie condizioni: “Sto bene. Prima della finale avevo detto che ero pronto. Qui è più caldo e umido, ho bisogno di un giorno per recuperare, ma spero di giocare un grande tennis”.
L’importanza del team e i ricordi di Wimbledon
Sinner ha voluto ribadire l’importanza delle persone che lo accompagnano nel suo percorso: “Senza il mio team non sarei nessuno. È bello restituire momenti positivi a chi mi segue”.
Infine, un pensiero speciale a Wimbledon, un torneo che resta inciso nella sua memoria: “A volte ci penso ancora. Nei momenti complicati torno con la mente a quel ricordo, mi aiuta”. Un approccio mentale che gli ha permesso di raggiungere risultati straordinari: su otto tornei disputati quest’anno, in sette è arrivato in finale.
Ora, in attesa delle ATP Finals di Torino, Sinner guarda con fiducia al futuro, consapevole di avere ancora margini di crescita e di voler lasciare il segno anche a Shanghai.


