Matteo Berrettini non parteciperà al fondo per aiutare i giocatore di ranking più basso

Il tennista italiano, in un’intervista rilasciata mentre è in Florida, ha parlato del destino di questa strana stagione 2020 e di perché non prenderà parte al fondo istituito, tra gli altri, dall’ATP

di Jonathan Zucchetti, @J_Zucchetti

Matteo Berrettini è uno dei tennisti che hanno affermato che non parteciperanno al fondo economico per aiutare i giocatori più in difficoltà a causa dell’epidemia di Covid-19. Inoltre, sempre in un’intervista rilasciata ad UbiTennis, si dice fiducioso nella possibile ripresa della stagione, anche se le speranze si affievoliscono sempre di più.

Il tennista romano doveva prendere parte al torneo di esibizione “UTR Pro Match Series”, ma ha rinunciato per un problema alla caviglia destra: “Siamo stati fortunati, perché la situazione qua in Florida è meno grave che a New York e abbiamo potuto allenarci un po’. Qualche giorno fa, durante un riscaldamento, ho sentito un forte dolore alla mia caviglia destra, per cui ho deciso di non forzare e di non partecipare al torneo; certamente è stato il momento migliore per riscontrare dei problemi del genere: preferisco di gran lunga averli ora che quando il tennis tornerà alla normalità”.

Riguardo il futuro della stagione 2020, sul quale in molti si dicono scettici, Berrettini afferma: “Spero che la stagione non termini qui, ma ho forti dubbi. Ho molta voglia di giocare ma ora è fondamentale contenere il virus per poter tornare velocemente alla normalità. Non penso valga la pena rinviare i tornei, perché comunque sarà la scienza ad avere l’ultima parola. Se la situazione non cambia, potremmo non vedere altro tennis quest’anno“, continua il romano.

Parlando di quando potrà ripartire il tennis, afferma: “Il campionato di calcio italiano, ad esempio, si gioca solo in Italia, con giocatori che vivono in Italia e che non dovranno andare all’estero. Il tennis è ben diverso: è un circuito internazionale e probabilmente saremo gli ultimi a tornare alla normalità, visto che siamo moltissimi giocatori da tanti paesi diversi e ognuno di noi ha vissuto questa emergenza in maniera differente. Sempre prendendo come esempio il calcio nazionale, se si seguono le precauzioni del caso, non ci dovrebbero essere problemi. Il tennis potrebbe adottare una soluzione simile, organizzando circuiti nazionali in cui possono giocare solo atleti provenienti da quello stato, ma sarebbe una soluzione solamente a breve termine“.

Riguardo il Player Relief Program, Berrettini conferma che non prenderà parte ad esso: “Ho scritto a Nole [Djokovic] e mi ha detto che non era obbligatorio partecipare. Sinceramente, preferisco aiutare altre realtà, ad esempio un ospedale o una famiglia, piuttosto che i tennisti. Certamente sono in molti ad aver bisogno di aiuto e che non hanno alcuna entrata, ed è bello che il tennis si sia mobilitato per aiutare chi sta vivendo situazioni così complicate”, conclude il tennista azzurro.

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