Andy Murray: “Non ho nei miei piani quello di andare a Wimbledon, non guardo il tennis da tifoso”

Andy Murray sorprende tutti: "Non ho nei miei piani quello di andare a Wimbledon". Il doppio campione spiega perché non guarderà il torneo da spettatore ed elogia Jack Draper.
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Il tennis britannico ha ritrovato il suo sorriso con una nuova generazione di talenti emergenti, ma Andy Murray ha sorpreso tutti con una dichiarazione che ha fatto discutere: il doppio campione di Wimbledon non ha intenzione di assistere al torneo di quest’anno come spettatore.

La rivelazione di Murray

Durante un evento promozionale dell’LTA a West Byfleet, dove il tre volte campione del Grande Slam stava insegnando mini-tennis ai bambini di una scuola elementare, Murray è stato chiaro riguardo ai suoi piani per il Championships 2025: “Non ho nei miei piani quello di andare. Non lavoro lì. Non vado a vedere tennis da tifoso”.

La dichiarazione ha colto di sorpresa molti, considerando che Wimbledon rappresenta il teatro dei suoi più grandi trionfi. Murray, che ha conquistato il titolo nel 2013 e nel 2016, ha specificato le uniche circostanze che potrebbero farlo cambiare idea: “Se uno dei miei figli volesse andare a vedere, ovviamente li porterei, o se un giocatore britannico arrivasse in finale, andrei. Sono andato alla finale tra Djokovic e Alcaraz un paio di anni fa, solo perché avevo la sensazione che sarebbe stata una grande partita”.

Il nuovo ruolo di Murray

Lontano dai riflettori dei grandi tornei, Murray sta scoprendo una nuova passione nel trasmettere l’amore per il tennis alle nuove generazioni. Durante la sessione di coaching con i bambini di West Byfleet, l’ex numero uno del mondo ha mostrato il suo lato più naturale e spontaneo, arrivando persino a emettere il suo caratteristico verso di sforzo mentre colpiva dolcemente la palla sopra la piccola rete.

“Penso che fossero solo entusiasti di uscire dall’aula per qualche ora, a dire il vero”, ha commentato con la sua tipica modestia, “ma è fantastico. Adoro vedere i bambini divertirsi su un campo da tennis”.

I figli di Murray e il tennis

Anche in famiglia, Murray mantiene un approccio rilassato al tennis. Riguardo ai suoi quattro figli, ha rivelato con un sorriso: “Non sono brave tenniste, ma mia figlia maggiore ha giocato ieri la sua prima partita scolastica. Ho colpito un paio di palle con lei al mattino e mi diceva che era terribile. Poi è rimasta imbattuta. Lei e la sua compagna hanno vinto le loro partite. Siamo rimasti un po’ sorpresi che il suo livello fosse così alto”.

L’entusiasmo per Jack Draper

Se da un lato Murray sembra voler prendere le distanze dal tennis professionistico come spettatore, dall’altro non nasconde il suo orgoglio per la crescita del tennis britannico, in particolare per Jack Draper: “Non sono sorpreso che sia lì in alto. Mi sono allenato parecchio con lui quando era più giovane, ed è molto bravo. Ha un gioco brillante. È un ragazzo grande, mancino, con un grande dritto e un rovescio molto consistente. Si muove anche molto bene per essere così alto”.

Murray ha attribuito il salto di qualità di Draper principalmente alla continuità fisica: “Ha avuto molti piccoli problemi e varie questioni con infortuni. Ma quest’anno è stato in forma per la maggior parte della stagione e il suo ranking è quello che dovrebbe essere ed è dove merita di essere”.

Un futuro tra golf e impegno sociale

Il vero impegno di Murray rimane però quello sociale: sostenere l’iniziativa LTA e governativa che ha riportato in vita oltre 3.000 campi da tennis nei parchi in tre anni. “Quando stavo crescendo, molti dei campi nei parchi intorno a dove vivevamo erano quasi inutilizzabili con reti rotte ed erbacce che crescevano dal terreno. Avere 3.000 campi in più dà semplicemente a più persone l’opportunità di giocare. Se vuoi più giocatori al top, è da qui che si inizia”.

La sua visione è chiara e ambiziosa: più strutture coperte, soprattutto nelle aree di maggior deprivazione sociale, per permettere a tutti di giocare anche nei difficili mesi invernali britannici.

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