Un viaggio tra emozioni e leggenda
Roger Federer, icona senza tempo del tennis mondiale, ha recentemente aperto il cassetto dei ricordi durante un’intervista concessa a Eurosport Spagna. In occasione del lancio della nuova racchetta da collezione Wilson RF 01 Pro Classic, il campione svizzero ha rievocato tre partite che hanno segnato indelebilmente la sua carriera. Tre momenti che, se potesse, rivivrebbe all’infinito, per la potenza emotiva e la bellezza che ancora oggi li rendono unici nel panorama tennistico.
Wimbledon 2001: la nascita di una stella
Il primo match scelto da Federer è la leggendaria sfida contro Pete Sampras, andata in scena a Wimbledon nel 2001. Una vittoria epocale, arrivata al quinto set sul campo centrale dello Slam più prestigioso. “Era la mia prima volta sul Centre Court e affrontavo l’eroe di un’intera generazione. Non sapevo cosa mi avrebbe portato quel torneo, ma tutto è iniziato lì”, ha raccontato lo svizzero. Quella partita segnò il primo vero balzo nella carriera del giovane Federer, che da lì a due anni avrebbe conquistato il suo primo Wimbledon e dato inizio a un’era di dominio.
Roland Garros 2009: il sogno del Career Grand Slam
La seconda scelta porta il segno della perseveranza e della determinazione. È il Roland Garros 2009, l’unica edizione vinta da Federer nello Slam parigino. L’assenza di Nadal – clamorosamente eliminato da Robin Soderling – aprì uno spiraglio che Federer seppe trasformare in opportunità. “Tutti volevano che vincessi, sentivo il supporto del pubblico come mai prima. È stato molto speciale”, ha ricordato il campione. Con quel trionfo, Roger completò il tanto agognato Career Grand Slam, diventando uno dei pochi eletti a vincere tutti e quattro i Major.
Australian Open 2017: il ritorno dei giganti
Infine, Federer ha selezionato la finale degli Australian Open 2017, un duello epico contro Rafael Nadal che ha segnato il grande ritorno di entrambi i protagonisti dopo gravi infortuni. L’età avanzata e le incognite fisiche avevano fatto pensare a un crepuscolo inevitabile, ma Federer e Nadal regalarono un match che è passato alla storia. Cinque set giocati a ritmi vertiginosi, conclusi con un quinto parziale in cui lo svizzero toccò vette tennistiche impensabili. “È stato un match completo, c’era tutto. Mi piacerebbe rivivere tutte quelle emozioni”, ha confessato Federer. Quella vittoria non solo segnò il suo 18° Slam, ma riaccese la rivalità con Nadal in un’annata che vide i due spartirsi tutti i grandi trofei.
Un tributo agli avversari e al tennis che cambia
Oltre a rievocare i suoi momenti più alti, Federer ha voluto sottolineare l’evoluzione del tennis moderno. Parlando della nuova racchetta Wilson, ha spiegato come oggi “le racchette siano molto più leggere e permettano di generare maggiore potenza e rotazioni, adattandosi a palle più pesanti e campi più lenti rispetto agli anni ’90”. Un cambiamento che avrebbe rivoluzionato il modo di giocare dei grandi del passato come Borg o McEnroe, oggi sicuramente più agevolati nella gestione dei colpi.
Immancabile anche un pensiero a Rafael Nadal, protagonista di uno speciale tributo al Roland Garros 2024 a cui Federer ha partecipato con commozione. “Abbiamo pianto tutti. Quel momento è stato tra i più emozionanti che abbia mai vissuto”, ha confessato Roger, felice di essere stato parte di un omaggio così sentito, non solo da parte del pubblico, ma anche delle famiglie e degli amici presenti.
Una leggenda che non smette di ispirare
La voce di Federer, anche lontano dal campo, continua a ispirare e affascinare. La sua capacità di riflettere sul passato con gratitudine, senza perdere lucidità tecnica e spirito competitivo, lo rende una figura unica nel mondo dello sport. E mentre si parla già del suo possibile ritorno a Wimbledon in veste di spettatore o nella Laver Cup come “reclutatore” dei Fab Four, una cosa è certa: le emozioni vissute nei suoi match resteranno impresse nella storia e nei cuori degli appassionati.


