Quando il tennis è classista e non “di classe”

Dopo la cancellazione di Indian Wells, John Millman denuncia il trattamento favorevole che gli organizzatori riservano ai migliori giocatori del mondo. Intanto, 3 nuovi casi di coronavirus nella Coachella Valley.

di donatomarrese

Poche ore fa, è stata riportata la notizia di 3 nuovi casi di coronavirus nella Coachella Valley, vicino ad Indian Wells. Le scuole sono state chiuse, mentre viene accertata la seconda morte di coronavirus, avvenuta a nord della California. Le autorità rimangono vigili circa l’evoluzione del virus, la cui velocità di propagazione ha spinto l’organizzazione a rinviare il torneo.

Intanto, bisogna fare i conti con le critiche, poste in essere da alcuni giocatori, i quali accusano l’organizzazione dell’evento californiano della cattiva comunicazione e della mancata richiesta di pareri da parte dei tennisti medesimi. Tra questi, vi è l’australiano John Millman, che lamenta un’ingiustizia arrecata nei suoi confronti, che non ha nulla a che vedere con l’emergenza coronavirus.

Poco dopo la conferma della sospensione, l’organizzazione del torneo saggiamente ha deciso di mantenere tutti gli alloggi, i mezzi di trasporto, il cibo e la disponibilità dei campi per allernarsi fino al giorno 16 marzo. E’ necessario premettere che poco dopo la decisione di sospendere il torneo californiano, molti tennisti erano ancora lì ad allenarsi.

In particolar modo, Millman è stato informato della notizia, appena sbarcato ad Indian Wells, dopo aver giocato un faticoso turno di qualificazione di Coppa Davis con la nazionale australiana. Una volta arrivato in California, l’aussie ha ritenuto opportuno non cancellare la sessione di allenamento che aveva programmato con un giocatore testa di serie; tuttavia, si è verificato che il suo sparring-partner abbia annullato la sessione, e quando Millman ha richiesto di utilizzare il campo di allenamento per scaldarsi con il suo allenatore o con qualche altro giocatore, gli organizzatori gli hanno negato questa opportunità.

Allora, l’australiano ha accusato gli organizzatori di classismo: “I responsabili dell’organizzazione delle sessioni di allenamento hanno risposto che non potevo più utilizzare il campo, in quanto non sono né testa di serie, né un ex campione. Anche se il torneo non gioca, vi è ancora molto classismo“.

Millman aveva raggiunto la California con il suo allenatore, nonché capitano di Coppa Davis Australia, Lleyton Hewitt. L’ex n. 1 del mondo ha parlato a “The Age” sia della sospensione del torneo a causa del coronavirus, che del suo pupillo, Millman: “Non ho idea di cosa accadrà ora, l’importante è sapere se si giocherà Miami. So che non è stato facile prendere questa decisione qui ad Indian Wells.”

Parlando di Millman invece: “E’ un grande giocatore, gioca bene su tutte le superfici e sono sicuro che continuerà a scalare la classifica”. E forse soltanto nel caso in cui Millman riuscisse a diventare testa di serie nei tornei più importanti, non subirebbe discriminanazioni di questo tipo.

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