Alexander Zverev e il passo decisivo da compiere

Alexander Zverev e il passo decisivo da compiere

Al vertice del ranking da ormai varie stagioni, Alexander Zverev non è ancora riuscito a compiere quel passo che lo lancerebbe definitivamente tra i big. Dalle delusioni del 2019 ripartirà alla ricerca di un buon risultato slam.

di Andrea Lombardo
Zverev

Appena due anni fa il destino di Alexander Zverev sembrava già scritto. Il giovane tedesco sembrava, metaforicamente, pronto a spaccare il mondo a suon di servizi e rovesci vincenti. Oggi, sebbene abbia solamente 22 anni, le aspettative nei suoi confronti forse sono un po’ scese. Dopo i tre trionfi nei Masters 1000 (Roma, Montreal e Madrid), tantissimi altri piazzamenti e la vittoria alle ATP Finals dello scorso anno, era lecito sperare nel lieto fine: la vittoria slam.

Invece Sascha ha mostrato di non avere ancora la resistenza mentale adatta ai tornei dello slam. Giocare un match al meglio dei cinque set per alcuni è quasi un altro sport, a questo si aggiunge anche la tensione alle porte di uno slam e la paura di deludere, soprattutto quando stampa e tifosi hanno gli occhi puntati su di te. Rispetto alle ultime due stagioni, questo 2019 è stato il più fallimentare per Zverev: appena un titolo ATP 250 vinto, una finale persa ad Acapulco con Kyrgios e un’altra a Shanghai contro un inarrestabile Medvedev.

IL 2019 DI ZVEREV IN REVIEW

L’anno si era aperto con la finale alla Hopman Cup persa con Roger Federer in due set, dopodiché sono arrivati gli ottavi di finale agli Australian Open, suo miglior risultato nello slam australiano. Arriva il momento della Coppa Davis in cui si è imposto senza problemi sui due ungheresi Nagy e Borsos. La striscia positiva di sei vittorie consecutive si ferma in finale ad Acapulco contro un ispirato Kyrgios. Da questo momento in poi si susseguono una serie di sconfitte clamorose e inaspettate che lo portano a perdere tanti punti e qualche posizione nel ranking: secondo turno a Indian Wells, primo turno a Miami, secondo turno a Casablanca e Montecarlo (eliminato da Fognini), primo turno a Barcellona, secondo a Monaco, quarti di finale a Madrid (dove difendeva il titolo), primo turno a Roma, sconfitto da Berrettini, dove difendeva la finale.

Dopo cinque mesi di delusioni, arriva finalmente il primo titolo nell’ATP 250 di Ginevra, poco prima del Roland Garros. Ed è proprio nello slam parigino che è arrivato il suo miglior risultato in un major: quarti di finale, sconfitto solo da Novak Djokovic.

Sembrava che la situazione per il resto della stagione potesse migliorare, ma così non è stato: nessun risultato su erba, dove addirittura è stato eliminato al primo turno a Wimbledon. Sul cemento nordamericano arrivano una semifinale in Canada e un quarto turno agli US Open.
È questo il periodo della lotta all’ultimo sangue per un posto alle Finals di Londra tra Berrettini e Zverev. Grazie alla semifinale a Pechino e soprattutto alla finale a Shanghai il tedesco si assicura la partecipazione a Londra, dove torna da campione in carica.

Zverev non riesce a replicare il successo del 2018: la sua corsa si arresta in semifinale, eliminato da Dominic Thiem. Si chiude così una stagione complicata, che lo ha visto scendere dalla terza alla settima posizione.

NIENTE PIU’ ANSIA SLAM

Recentemente Sascha ha messo di sentire meno pressione negli slam. Adesso l’attenzione si è spostata prevalentemente su Tsitsipas, perciò Zverev avrà la possibilità di farsi valere anche nei major così come ha fatto più volte nei Masters 1000. Non sarà facile, giocare al meglio dei cinque set e rimanere concentrati per due settimane consecutive nello stesso torneo è un atto da veri campioni, ma non è di certo un impresa per un giocatore così talentuoso. I punti da difendere nel 2020 saranno molti meno rispetto a quest’anno, quindi potrà giocare in maniera più sciolta e rilassata.

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