Sinner inciampa a Halle, ma Bertolucci rassicura: “È umano, c’è tempo per Wimbledon”

Jannik Sinner esce a sorpresa contro Bublik ad Halle, ma Paolo Bertolucci invita alla calma: "Non è una tragedia, Wimbledon è vicino e c’è tempo per adattarsi all’erba".
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Un passo falso che invita alla riflessione

La sconfitta di Jannik Sinner contro Alexander Bublik sull’erba di Halle ha sorpreso molti, ma non deve trasformarsi in un campanello d’allarme. Il numero uno italiano, reduce dalla finale al Roland Garros, ha ceduto al kazako negli ottavi di finale dell’ATP 500 tedesco, pagando un adattamento ancora incompleto alla superficie erbosa e qualche sbavatura mentale nei momenti decisivi del match.

Sinner aveva iniziato bene, imponendo un ritmo solido e costringendo Bublik a prendersi rischi spesso fuori misura. Ma dopo un primo set incoraggiante, la partita ha preso una piega diversa. Le quattro palle break non sfruttate nel secondo parziale e la reazione brillante del kazako — che ha giocato “quaranta minuti da favola” — hanno segnato il turning point dell’incontro. L’altoatesino è apparso sempre più disorientato, anche a causa dell’atteggiamento provocatorio dell’avversario e di un numero crescente di errori inusuali.

Le parole di Bertolucci: “Non è una tragedia”

A chiarire la portata della sconfitta è intervenuto Paolo Bertolucci, che dalle colonne della Gazzetta dello Sport ha ridimensionato il risultato. “Si tratta di una battuta d’arresto inattesa, che deve far riflettere ma non essere valutata come se fosse una tragedia”, ha spiegato l’ex tennista. Secondo lui, Sinner ha avuto diverse occasioni per riprendere in mano la partita, ma la “mancanza di adattamento all’erba ha giocato un ruolo decisivo”.

Bertolucci ha anche suggerito che Jannik, come molti, potrebbe aver pensato che Bublik, spesso incostante, avrebbe avuto un calo di rendimento. “Quando si è reso conto di non poter contare sull’aiuto del kazako, ha perso la speranza di ribaltare da solo le sorti della partita”, ha commentato.

Dalle fatiche di Parigi al countdown per Wimbledon

La sconfitta arriva a pochi giorni dalla finale persa a Parigi contro Alcaraz, un match in cui Sinner non ha sfruttato tre match point. E c’è chi ipotizza che quelle scorie mentali possano aver influito anche ad Halle. Bertolucci non esclude questa possibilità, ma invita alla calma: “Anche Sinner è umano e necessita ancora di qualche giorno per togliere questi sassolini che, evidentemente, sono rimasti nell’ingranaggio del suo tennis”.

L’ex Davisman è comunque fiducioso: “La capacità dei grandi campioni è quella di resettare appena possibile la centralina. Wimbledon è vicina, ma c’è ancora tempo a sufficienza per completare l’adattamento all’erba”. E, come ricorda, nello Slam londinese si gioca al meglio dei cinque set, offrendo a giocatori solidi come Sinner più margini per rimediare agli eventuali cali.

Un’erba che tradisce (per ora) ma non condanna

L’erba resta una delle superfici più difficili da interpretare, soprattutto per chi ha nella solidità da fondo il proprio punto di forza. Contro un avversario come Bublik, che ha saputo variare continuamente traiettorie e angolazioni, Jannik ha faticato a trovare punti di riferimento. Il servizio del kazako ha fatto la differenza, ma anche l’incapacità dell’azzurro di sfruttare i momenti chiave ha pesato.

Resta ora da valutare la preparazione nelle prossime giornate prima di Wimbledon, dove l’obiettivo sarà arrivare al meglio, lasciandosi alle spalle le incertezze tedesche. Come conclude Bertolucci: “Di mine vaganti come Bublik ce ne sono veramente poche”. E Jannik ha tutto il tempo e la qualità per farsi trovare pronto.

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