US Open, Sinner travolge Bublik: “Sei come un’intelligenza artificiale”

Jannik Sinner domina Alexander Bublik agli US Open con un clamoroso 6-1, 6-1, 6-1. Il kazako lo elogia: “Sei come un’intelligenza artificiale, sei il GOAT”.
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Jannik Sinner continua a lasciare il segno sul cemento di New York. Il numero uno del mondo ha conquistato i quarti di finale degli US Open 2025 con una vittoria impressionante contro Alexander Bublik, regolato con un netto 6-1, 6-1, 6-1 in appena un’ora e ventitré minuti di gioco.

Un match a senso unico

Sul centrale dell’Arthur Ashe Stadium non c’è mai stata partita. Bublik, reduce da un periodo di grande forma con tre titoli ATP conquistati negli ultimi mesi e un percorso agli US Open senza un singolo break subito, si è trovato completamente disarmato di fronte alla solidità e alla precisione di Sinner, che gli ha strappato il servizio ben otto volte.

Bublik e la battuta sull’AI

Come già accaduto in passato, Bublik ha scelto l’ironia per commentare la sconfitta. Prima della sfida aveva scherzato: “Sinner sembra un giocatore generato con l’intelligenza artificiale”, e dopo il match ha ribadito la stessa idea, scrivendo semplicemente “AI” sul suo profilo Instagram.

Durante la stretta di mano a fine partita, il kazako si è lasciato andare a un elogio diretto e colorito: “Cavolo, sei fortissimo, è pazzesco. Io non sono scarso, ma che ca\\o”. Subito dopo ha aggiunto con un sorriso: “Non sono male, ma tu sei il GOAT”.

Una rivalità segnata da battute

Il rapporto tra i due non è nuovo a siparietti di questo tipo. Al Roland Garros di giugno, dopo un netto successo dell’italiano, Bublik aveva ironizzato sui social scrivendo: “Quasi l’avevo preso, ragazzi”. Qualche settimana più tardi, sull’erba di Halle, era stato lui a sorprendere Sinner e ad aggiungere: “Questa volta l’ho preso io, ragazzi”.

A New York, però, l’equilibrio non c’è stato. Bublik, che in precedenza aveva eliminato in cinque set la testa di serie numero 14 Tommy Paul, non è riuscito a ripetere l’impresa e ha dovuto arrendersi a un Sinner semplicemente ingiocabile.

Sinner e l’idea di non essere una macchina

Curiosamente, qualche giorno prima, rispondendo a una domanda sulla fatica accumulata dopo il match contro Denis Shapovalov, Sinner aveva dichiarato: “Non sono una macchina”. Un’affermazione che stride con la sensazione di invincibilità lasciata contro Bublik, tanto da rendere ancora più ironica la definizione dell’avversario.

Con questa vittoria, Sinner conferma il suo stato di grazia e la sua capacità di mantenere una concentrazione implacabile anche nei momenti più delicati. Ora, ai quarti, lo attende un derby tutto italiano con Lorenzo Musetti.

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