Valentin Royer, la nuova promessa del tennis francese: dalla lotta con sé stesso alla prima finale ATP

Valentin Royer conquista la sua prima finale ATP a Hangzhou 2025 dopo un percorso sorprendente. Dalla crescita mentale alla sfida con Bublik, ecco il profilo del nuovo talento francese.
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Un anno di prime volte

Il 2025 segna un punto di svolta per Valentin Royer, giovane talento francese classe 2001, approdato alla sua prima finale ATP nel torneo di Hangzhou. Attuale numero 88 del mondo, destinato a salire almeno fino alla posizione 75, Royer sta vivendo una stagione ricca di tappe fondamentali: l’ingresso nella top 100, la vittoria su Stefanos Tsitsipas a Wimbledon e quella contro Sebastian Ofner a Cincinnati. Ora lo attende l’ultimo ostacolo, Alexander Bublik, nella sfida che potrebbe regalargli il primo titolo in carriera.

Dalle qualificazioni al sogno finale

Il percorso in Cina ha mostrato un giocatore capace di unire freschezza e determinazione. Partito dalle qualificazioni, Royer ha superato Charles Chen ed Eliot Spizzirri, per poi eliminare avversari di spessore come Andrey Rublev e Learner Tien. In semifinale ha avuto la meglio nel derby francese contro Corentin Moutet, imponendosi con un netto 6-3 6-2. Dopo la vittoria ha raccontato di aver puntato tutto sull’autocontrollo: “La chiave era restare calmo qualunque cosa succedesse in campo e ci sono riuscito bene. Ho mantenuto la pressione per tutta la partita e ho saputo gestire il momento”.

La forza del lavoro mentale

Royer non nasconde di aver dovuto combattere soprattutto contro sé stesso. “Rompere racchette, perdere il controllo, insultare il mondo intero: è stato il mio passato sui campi”, ha ammesso, sottolineando quanto il lavoro con il suo allenatore e il preparatore mentale sia stato decisivo. Nella vita quotidiana, dice, la sua mente va “a diecimila”, un flusso di energia che può diventare un vantaggio se ben canalizzato, ma un rischio nei momenti di pressione. Per questo ha scelto di trasformare quella che era una debolezza in una risorsa: “Volevo fare un passo avanti, nulla è acquisito, ma ogni partita è una nuova sfida”.

Un’identità chiara in campo

Molti hanno cercato di paragonare il suo stile a quello di altri giocatori, ma Royer ha voluto sottolineare la sua unicità: “Non ho il dritto o il fisico di nessun altro, faccio le cose a modo mio, come Valentin Royer”. La sua identità tecnica si basa su potenza, mobilità e completezza, qualità che gli hanno permesso di sorprendere giocatori di ranking superiore e di conquistare un posto nella finale cinese.

La sfida con Bublik e il futuro

L’ultimo passo sarà il più difficile: affrontare Alexander Bublik in un match inedito che potrebbe consegnargli il primo trofeo ATP. Royer, però, mantiene i piedi per terra: “Abbiamo raggiunto il traguardo della top 100, ora il sogno è vincere un titolo. Ci resta un ultimo match, faremo il massimo per prepararci”.

Con una crescita mentale evidente, una maturità tecnica in pieno sviluppo e la consapevolezza dei propri limiti, Valentin Royer si sta imponendo come una delle figure più interessanti della nuova generazione francese. La finale di Hangzhou potrebbe essere solo l’inizio di una carriera destinata a crescere.

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